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L’1% della popolazione mondiale è vittima delle sette

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Luis Santamaría del Río - pubblicato il 10/07/17

Un congresso internazionale ha analizzato a Bordeaux le dinamiche settarie

Dal 29 giugno al 1° luglio, la città di Bordeaux (Francia) ha accolto il congresso annuale dell’International Cultic Studies Association (ICSA), una delle istituzioni più importanti a livello mondiale nello studio del fenomeno settario. Intitolato “Dinamiche settarie e radicalizzazione”, l’evento ha riunito oltre 150 oratori giunti da tutto il mondo per condividere scoperte ed esperienze.

In questa occasione, il congresso era co-organizzato da un’istituzione canadese simile, InfoSecte-InfoCult Montréal, e dalla Société Française de Recherche et d’Analyse de l’Emprise Mentale (Società Francese di Ricerca e Analisi del Controllo Mentale, SFRAEM). Il sindaco di Bordeaux, Alain Juppé, ha partecipato all’atto inaugurale dando il benvenuto ai partecipanti e sottolineando la gravità dei fenomeni di radicalizzazione terroristica, che preoccupano tanto le autorità francesi.

Molto più delle sette

La presentazione del congresso è stata affidata al segretario esecutivo dell’ICSA, lo statunitense Michael Langone, che ha ricordato le quattro missioni principali della sua organizzazione, che hanno trovato un riflesso nello sviluppo tematico del congresso: “aiutare chi è stato danneggiato dalla manipolazione psicologica e da gruppi settari e simili, sensibilizzare il pubblico, promuovere e realizzare studi, sostenere i professionisti dell’aiuto che operano in questo settore”.

Come ha sottolineato, “i temi trattati dai conferenzieri in questo congresso non sono marginali, esoterici o senza importanza”, visto che “le ricerche indicano che circa l’1% della popolazione è stato coinvolto in una setta in qualche momento della sua vita”.

“Il numero di persone coinvolte aumenta notevolmente se si amplia il campo di studio alle ‘dinamiche settarie’, ovvero alla potente manipolazione psicologica che può influire sulle relazioni nelle religioni, la psicoterapia, gli affari e le organizzazioni politiche, oltre ad altre relazioni interpersonali, inclusi famiglia e partner”.

Quali sono le dinamiche settarie?

Secondo Langone, “possiamo caratterizzare una dinamica settaria con un’ideologia sostenuta intensamente e una leadership autoritaria, spesso carismatica, che cerca di indurre in altri non solo l’obbedienza alle forti esigenze della propria ideologia, ma anche l’accettazione con tutto il cuore dell’ideologia stessa”.

Per distinguerla da altri fenomeni, l’esperto ha spiegato che “una dinamica autoritaria come quella che si ha in una prigione impone il rispetto, ma una dinamica settaria impone il rispetto e la convinzione”. In questo modo, il settarismo “cerca di cambiare il nucleo stesso della persona, di modo che continui ad essere conforme quando non sono presenti i controlli esterni”.

Ci sono anche differenze rispetto al fenomeno del terrorismo radicale, anche se le somiglianze fanno sì che la conoscenza delle sette aiuti a capire meglio i processi di radicalizzazione e deradicalizzazione.

Dignità della persona

Presentando il congresso, Michael Langone ha affermato che i partecipanti provenivano da vari panorami religiosi e ideologici e appartenevano a diverse classi sociali. Molti avevano “esperienze personali di abuso e manipolazione”. Da ciò deriva il principio sostenuto dall’ICSA: “le persone devono essere trattate con rispetto, ovvero devono essere preservate la mentalità individuale, l’autonomia, l’identità e la dignità”.

Per questo, l’affermazione fondamentale che animava i presenti era, secondo l’organizzatore, che “le persone non dovrebbero essere trattate così”, in riferimento ai casi di manipolazione psicologica. Durante le tre giornate di lavori si è insistito molto sull’aiuto alle vittime, la “ricostruzione” psicologica e spirituale e il sostegno alle famiglie.

Langone ha anche sottolineato che “non bisogna dimenticare i bambini. Un’alta percentuale dei piccoli nati all’interno dei gruppi settari li abbandona da giovani e da adulti, e molti di loro soffrono fortemente”.

In queste situazioni, “i nonni possono essere un salvavita, come possono esserlo i professionisti della salute mentale, se hanno la formazione adeguata”.

Diversi livelli di danno

È importante non generalizzare, visto che “il grado di controllo sociale nei gruppi, includendo quelli socialmente deviati, può differire notevolmente. Le persone, inoltre, risponderanno in modi diversi allo stesso ambiente di gruppo”. È questo il motivo per il quale “i livelli di danno che osserviamo tra quanti lasciano i gruppi variano in base al fatto che siano membri di prima o di seconda generazione”.

Ci sono occasioni in cui non ci sono danni psicologici, ma questo non impedisce di riconoscere la sofferenza provocata in altre persone. “Si devono aiutare le persone ferite. Molte cercano orientamento”, e di fatto un’inchiesta realizzata alcuni anni fa con gli psicologi della Pennsylvania ha rivelato che la metà di loro aveva curato ex adepti di sette o i loro familiari.

È importante non solo l’aiuto successivo a chi è stato danneggiato da una setta, con una buona formazione dei professionisti della salute mentale in questo campo. Fondamentale è infatti anche l’“educazione preventiva”, ovvero “insegnare come riconoscere la manipolazione psicologica e resistervi”, andando al di là delle informazioni su gruppi concreti.

Per questo il congresso è stato preceduto da una giornata con laboratori di educazione e prevenzione, nel corso della quale è stata anche presentata l’azione divulgativa e formativa della Red Iberoamericana de Estudio de las Sectas (Rete Latinoamericana di Studio delle Sette, RIES).

Vie concrete di aiuto

In base all’esperienza dell’ICSA, Michael Langone ha suggerito alcune azioni necessarie di fronte al fenomeno settario.

– Aiutare le famiglie a imparare risorse comunicative per aiutare i propri cari coinvolti in questi fenomeni.
– Educare il pubblico, e soprattutto i giovani, a una maggiore comprensione dei processi psicologici di controllo e influenza, non alla conoscenza di gruppi specifici.
– Formare particolarmente i professionisti della salute mentale e i ministri religiosi perché possano aiutare le persone e le famiglie coinvolte.
– Da parte dei Governi e delle fondazioni private dev’esserci un aiuto sia per le vittime del settarismo che per i ricercatori che approfondiscono la natura, la prevalenza, gli effetti e le implicazioni della manipolazione psicologica.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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