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Da qui comincia la lotta al demonio secondo padre Amorth

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Roberta Sciamplicotti - Aleteia - pubblicato il 06/03/15

Il famoso esorcista aiuta a capire cos'è il male ma anche l'immenso amore di Dio per gli uomini

La lotta alla malvagità inizia in famiglia, e il motivo per cui al giorno d'oggi tanti diventano malvagi è spesso da ritrovare nel fatto che molti giovani “vivono senza la coscienza della sacralità di essere figli, e quindi padri e madri”.

Si parte dall’essere “una sola carne” e “un solo spirito” per “ritrovarsi in tanti soggetti separati perché lacerati da attrazioni diverse; per poi riunirsi e separarsi di nuovo, in coppie, famiglie, abitazioni, paesi diversi e con figli diversi. Molti genitori e figli vivono perciò la solitudine, il rifiuto, la gelosia, il tradimento, l’abbandono, l’infelicità, la depressione, la tristezza”. “È da questo sfascio che hanno origine la delinquenza, la cattiveria, la malvagità a dir poco cinica”.

Ad affermarlo è padre Gabriele Amorth, che di malvagità se ne intende, essendo uno dei più noti esorcisti italiani. Ordinato sacerdote nel 1954, nel 1986 ha ricevuto l’incarico di esorcista nella diocesi di Roma dal cardinale Ugo Poletti.

DIO PIU' BELLO DEL DIAVOLO
Ora Angelo De Simone, che vive nella sua stessa comunità religiosa, la Società San Paolo, ha raccolto in una lunga riflessione-intervista le idee del sacerdote esorcista nel libro “Dio più bello del diavolo. Testamento spirituale” (San Paolo), nel quale padre Amorth parla di malvagità ma ancor più del bene.

Per padre Amorth, al giorno d'oggi è fondamentale riscoprire il rapporto di figliolanza, con il Padre celeste ma anche con quello terreno, sottolineando che l’assenza e dunque la non conoscenza del padre “aprono un tale doloroso squarcio nei figli da esporli a deviazioni, delinquenza, ad azioni malvagie vere e proprie”.

Allo stesso modo, va recuperato il rapporto con Dio, al quale per padre Amorth il fondamentalismo religioso del nostro tempo rende “un pessimo servizio, oscurandone il benevolo e tollerante volto materno e paterno”.

PERSONE FERITE PIU' CHE INDEMONIATE
Per l'esorcista, molte persone considerate “indemoniate” in realtà sono “individui feriti, con tanto di squarcio nell’anima perché si riferiscono solo alla legge di Dio, senza ancora averne gustato l’amore”.

“Mosso da premura e carità sacerdotale, don Amorth li invita quindi a riscoprire in se stessi, pur con il proprio limite, l’identità, la dignità e la sacralità di figli di Dio”, sottolinea De Simone. “È per questa sua liberante identità di figlio amato da Dio che padre Gabriele riesce ad affrontare il diavolo, avendo ricevuto la forza e la grazia divina per piegarlo con autorevolezza”.

Nelle anime infelici, padre Amorth “va alla ricerca di quella 'immagine e somiglianza' divine che nessuna forza demoniaca riesce neppure a scalfire. Insomma dà per scontato che Dio sia più presente, più buono, più bello e più attraente del diavolo”.

Nelle sue risposte alle domande di De Simone, padre Amorth ricorda che il bene c'è anche ai nostri giorni; “non sempre però appare né viene pubblicizzato. Si diffonde anzi quella che oggi alcuni chiamano addirittura eufobia, ovvero rigetto del bene”.

FEDE E PREGHIERA COME ANTIDOTO
Quella su Dio “è cronaca bianca e dunque viene per lo più ignorata. Quella sul diavolo è ritenuta cronaca nera e va per la maggiore”. Il maligno, rimarca, “esiste ma teme nostro Signore”. La vera fede e la preghiera sono “postazioni formidabili per attestarci contro il demonio”.

“Sia l’esorcista come il semplice battezzato sono al sicuro quanto più hanno la consapevolezza di essere amati da Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, protetti dalla santa vergine Maria, dagli angeli e dai santi: insomma stanno dalla parte del Più-Forte e del Più-Attraente”.

COME PREVENIRE L'INFLUSSO DEL DEMONIO
Quali sono le disposizioni interiori per prevenire l’influsso del demonio? Padre Amorth consiglia innanzitutto di “farsi aiutare a interiorizzare l’eventuale malessere che è in noi” e può esprimersi in molteplici forme – tristezza, rabbia, violenza, ribellione, persino in bestemmia -, di “abbandonare un comportamento indifferente, apatico, disinteressato riguardo al bene per vivere con profonda serenità e in buona coscienza”, di stare in “comunione con Dio”, abbandonando “un eventuale ateismo pratico, una vita di peccato, passando a una vita in Dio”, e ancora umiltà, fede, preghiera, frequenza ai sacramenti, vita cristiana conforme al Vangelo, opere di carità, perdono dei nemici.

“Se esiste un modo per distogliere il diavolo da noi”, osserva, “consiste nel lasciarci attrarre dalla bontà e dalla bellezza che promanano dal bene e dal nostro Dio e Padre”.

Il Signore, conclude padre Amorth, concede sia agli esorcisti che ai semplici battezzati “tutta la grazia per poter affrontare e superare il diavolo. Alle sue minacce ciascuno può rispondere: 'Sono avvolto nel manto della Madonna; cosa puoi farmi? Ho dalla parte mia l’arcangelo san Michele, provaci a lottare con lui. Ho il mio angelo custode che veglia perché io non venga toccato; tu non puoi fare niente'”.

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Tags:
esorcismo
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