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Come posso mettere in pratica la vera carità cristiana di fronte alle idee mondane sull’amore?

Roslan Rahman | AFP
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C’è un meccanismo che equilibra sia la gentilezza che la verità, e senza di esso i nostri sforzi sono incompleti

Quando i cristiani non vivono la pienezza dei frutti della carità, diventa una fonte di vero scandalo e di confusione per cristiani e non cristiani. Lo scandalo dell’amore cristiano incompleto fa sì che la gente si allontani da Cristo e attira le persone alla visione parziale dell’amore che ha il mondo.

Tutta la confusione che circonda l’amore è una delle ragioni per le quali ho avuto difficoltà a vivere la virtù della carità in convento. L’enfasi del mondo sulla gentilezza mi porta spesso a chiedermi se quando non sono gentile vuol dire che non amo, e l’enfasi di alcuni cristiani sulla correzione fraterna mi porta a pensare che non sto amando gli altri se non li correggo costantemente. Ciascuno di questi approcci, se non è equilibrato, è incompleto, il che può portare a serie trappole nella vita spirituale.

Da un lato, se abbiamo paura di fare dei sacrifici e di sfidare noi stessi e gli altri potremmo trovarci a cadere in una falsa gentilezza e nell’amore per il comfort che non assomiglia affatto al vero amore. Dall’altro, se ci concentriamo troppo sull’individuare le mancanze altrui anziché sull’amore possiamo diventare persone sempre prese a giudicare.

Leggi anche: La carità è quella cosa con la quale nessun uomo è perduto, e senza la quale nessun uomo è salvato

Senza equilibrio, rimaniamo intrappolati dai nostri istinti e l’amore viene paralizzato. Vivere solo per la gentilezza è vivere in modo superficiale. Vivere per la verità divorziata dall’amore – che non è affatto verità – è finire frustrati, sentendosi incompresi e isolati dagli altri (e ben poco di quello che facciamo influenza il comportamento di coloro che vorremmo mettere in riga).

In tutta questa confusione, il potere del Vangelo e la grazia del nostro Battesimo viene in un certo senso neutralizzata, il che deve fare grande piacere al diavolo.

E allora ritorna la domanda: “Come posso vivere la vera carità cristiana?” Qual è il meccanismo che equilibra sia la gentilezza che la verità?

Thomas Merton ha scritto una volta che “la nostra crescita in Cristo è crescita nella carità”. Col passare degli anni in convento, una cosa sta diventando sempre più chiara: non posso vivere la vera carità da sola. I miei atti d’amore spesso mascherano intenzioni egoistiche, ma la virtù della carità è una partecipazione all’amore di Dio stesso.

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