Aleteia

12 fenomeni inspiegabili che si verificano sui corpi incorrotti dei santi

Sailko/Wikimedia Commons
Condividi
Commenta

Dalle luci prodigiose ad odori particolari, dalle membra flessibili al sangue liquido a distanza di decenni e secoli

Il prodigio dell’incorruzione del corpo dei santi è accompagnato quasi sempre da fenomeni insoliti e inspiegabili, che appaiono come un ulteriore segno dell’intervento diretto di Dio.

Come spiega Giuseppe Fallica in “Il miracolo dei corpi incorrotti” (edizioni Segno), possono essere suddivisi in dodici categorie.

1) L’ODORE DI SANTITA’

Il fenomeno costatato con più frequenza è quello di una dolcissima fragranza preternaturale, percettibile nelle vicinanze del corpo del defunto, e che qualche volta dura per mesi o persino per anni.

Qui basti citare il caso di Sant’Alberto Magno (m. nel 1280), fragrante a 200 anni di distanza dal trapasso; quello del Beato Angelo da Sansepolcro (m. nel 1306), profumatissimo dopo 176 anni; quello di Santa Teresa d’Avila (m. nel 1582), dopo 330 anni, o ancora quello di Santa Rita da Cascia (m. nel 1447), fragrante ancora oggi.

La principale obiezione dei critici è che si possa trattare di un odore prodotto da balsami che furono utilizzati per la conservazione della salma. Tuttavia, diversi elementi concorrono a smentire tale ipotesi.

In primo luogo le prove testimoniali che, oltre ad escludere il ricorso a sostanze conservative, dimostrano come solitamente il profumo cominci immediatamente dopo il decesso (per esempio San Vincenzo Pallotti, Beata Giuseppa di Sant’Agnese, ecc).

In secondo luogo le circostanze della morte o della sepoltura, che consentono di escludere l’applicazione di balsami. Per esempio la santa di York, Inghilterra, Santa Margherita Clitherow Middleton, martire, fu condannata a morte dai protestanti, stesa al suolo legata con le mani e i piedi a dei pioli. Poi sotto la schiena fu posta una pietra aguzza e sul corpo una porta di legno sulla quale furono ammassati grossi pesi fino a schiacciarla mortalmente. Il martirio durò in tutto una quindicina di minuti, poi il corpo fu gettato in una fossa di acqua putrida e melmosa. Per sei settimane venne ricercato il suo corpo, finché non fu ritrovato ancora incorrotto fresco, puro e profumato. Il Beato Bernardo Scammacca, invece, fu gettato in una fossa comune, e quando si aprì la tomba per trasferirlo in un luogo più dignitoso, il suo corpo era incorrotto e rilasciava un odore inebriante.

In terzo luogo le ricognizioni necroscopiche dei corpi, durante le quali non fu mai riscontrata l’applicazione di trattamenti (per esempio Serva di Dio Maria Margherita Wake, San Gaspare Del Bufalo, ecc.).

Per di più, in certi casi il miracolo non si limita alla salma. L’aroma sulla salma di Santa Lucia da Narni (m. nel 1544) si trasmise a tutti gli oggetti con cui la reliquia venne a contatto durante la sua esposizione. Nel caso di San Vincenzo Pallotti (m. nel 1850), il profumo esalato dal cadavere persistette per un mese nella stanza in cui era deceduto, malgrado la finestra aperta.

2) LA FLESSIBILITA’ PERMANENTE DELLE MEMBRA

Dopo il buon odore, l’assenza della rigidità cadaverica è il fenomeno riscontrato con più frequenza nei corpi di persone morte in fama di santità.

Alla morte della Beata Maria della Passione (1912), per esempio, il suo medico testimoniò: “Nonostante la stagione fosse caldissima, essendosi al 27, 28, e 29 luglio, nell’Italia meridionale, in Chiesa piccolissima e con numeroso concorso di popolo, tuttavia il corpo ancora flessibilissimo, e sebbene maltrattato dal continuo toccare delle persone che si avvicinavano, con meraviglia di tutti, rimase sempre incorrotto e senza tramandare il benché minimo cattivo odore; anzi si osservò che il volto diveniva sempre più bello e profilato” (l. Fontana)

3) L’EFFUSIONE DI SANGUE FRESCO

Il flusso di sangue fresco nei corpi santi, anche dopo un intervallo di settimane, mesi, o persino anni, è un fenomeno abbastanza ricorrente nei casi d’incorruzione, anche se meno comune dell’odore di santità e del- l’assenza del rigor.

Tra i tanti episodi che si possono citare, ricordiamo il flusso di sangue fresco scaturito dalle narici di Santa Caterina da Bologna (m. nel 1463) a distanza di tre mesi dalla dipartita; il versamento generato dal- l’amputazione di un dito della salma di San Giovanni della Croce (m. nel 1591), nove mesi dopo il trapasso; l’effusione di sangue dal naso che si verificò il ventiquattresimo giorno d’esposizione del corpo di San Bernardino da Siena (m. nel 1444).

4) L’ESSUDAZIONE DI FLUIDI

Un altro evento tipico è l’essudazione di particolari fluidi, descritti (secondo i casi) come olio vegetale, liquore, unguento, manna, profumo o acqua; e in grado di operare miracolose guarigioni.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni