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Che musica suona la vita? Entra e scoprilo

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Dall’ascolto dei brani del biologo-compositore, esperienze di grande benessere per mamma e bambino

Nelle intuizioni di Emiliano Toso e del biologo cellulare Bruce Lipton scopriamo che biologia e musica sono molto vicine e possono procedere insieme. A passo di danza….

Tra le date in programma in Italia per questo originale performer  (sono quasi sicura che non accetterebbe questa definizione. Anche perché è soprattutto il compositore ed è anche il relatore delle conferenze che precedono le sue esecuzioni)  la prossima sarà il 13 maggio.

Il luogo Ferrara, presso il Cinema San Benedetto, in via Tazzoli, 1, dalle ore 15.30 fino alle 18.00.

Il progetto si chiama “Translational Music” (ovvero la traduzione in musica di ciò che avviene a livello cellulare profondo), con una conferenza concerto dal titolo “Musica e Biologia: La Danza della Vita”.

Emiliano Toso, con il supporto del biologo americano Bruce Lipton, lo ha creato e lo sta diffondendo nel mondo.

Translational Music, dichiara l’artista, è un dono per i bambini nelle pance delle loro mamme, per chi vuole rinascere e per tutti coloro che ricercano il proprio benessere fisico, emozionale e spirituale”.

Deve essere davvero un’esperienza gradevole e gratificante, forse addirittura commovente. Restare in ascolto e lasciare risuonare in noi, in attesa di un bimbo, la bellezza di questa musica, pacata e luminosissima.

Le sue esecuzioni rilassano, riducono i livelli di stress e aumentano attenzione e creatività; le sue possibili applicazioni sono in diversi ambiti. Educazione, cura, gravidanza, relazioni d’aiuto in genere. Ma anche popolazioni aziendali, dove certamente il rischio stress è sempre presente.

Non vi sarà difficile documentarvi circa le sue esibizioni ed interviste su stampa, tv e altri media. Ha all’attivo diverse date in Europa e in America.

Il tema che sottende il suo lavoro di biologo e musicista è quello dell’integrazione tra Arte e Scienza.

Due poli che, nel mondo del pensiero occidentale, siamo educati a considerare se non irriducibilmente lontani, almeno diversi, ed in reciproca dialettica.

La storia personale di Emiliano spiega come questa tensione tra le due si sia risolta in una sua personale decisione.

Racconta infatti di una passione intensissima nutrita fin da piccolo  per la musica. il secondo amore che sboccia sarà quello in età scolare  per lo studio della natura e delle sue leggi, soprattutto nel microcosmo. Andando verso l’età adulta e quindi un lavoro, ha fortemente desiderato e deciso di  mettere insieme, no diciamolo meglio, di riconoscere e “giocare” insieme le competenze musicali e quelle da biologo.

Le leggi della vita, la struttura e la vita delle cellule e la musica si assomigliano, in qualche modo. Anzi, si condizionano reciprocamente.

Lo scopo della sua musica è di influenzare positivamente quante più persone e ambienti possibile.

Cellule, pensieri, spirito, ambiente circostante. Tutto è interconnesso. E questa consapevolezza non è frutto di banali ed estemporanee suggestioni.

Il suo ultimo disco, Wingprinting, è interamente dedicato all’inizio della vita, dal concepimento al parto.

Ma fa bene a tutti, a chi sta per nascere e a chi vuole rinascere. E anche a chi sta lasciando la vita terrena.

Forse, la vita intrauterina, dal concepimento al parto, è la fase della nostra esistenza di esseri umani nella quale più è evidente e affascinante la potenza del condizionamento reciproco tra dato biologico e relazioni. Tra ambiente e persona.

La stessa cifra, secondo il compositore e biologo, permane in tutta la nostra esistenza e il malessere, il turbamento del nostro naturale benessere può essere vinto, guarito anche grazie alla musica.

Detto così pare ancora una volta una affascinate quanto superficiale interpretazione magica del reale. Qualche cosa che possa dissetare la nostra arsura di contemporanei tutti schiacciati sull’efficienza e la produttività e bisognosi di metafisico.

Invece la scienza ci soccorre e conforta in questa tesi: la musica prodotta secondo la frequenza ritenuta naturale, la Biological Tuning a 432 Hz, Herz è più bella, luminosa, universalmente riconosciuta come più piacevole.

Produce nell’ascoltatore onde cerebrali Alfa, che rallentano il battito cardiaco, il respiro e la pressione sanguigna. Il cervello inoltre produce dopamina, una sostanza che ci procura piacere e benessere.

Ovvero ri normalizzano tutti i parametri che, disturbati, sono indice di stress. Il nemico silenzioso, nemmeno troppo, per la verità!, delle nostre concitate, spesso disarmoniche vite moderne.

Lo scopo, davvero ambizioso, non è solo quello di promuovere stati di benessere per quanto prolungato, ma di incidere sulla salute a lungo termine delle persone. E rivolgendosi ai nascituri e alle loro mamme intende fare del bene alle future generazioni.

La disciplina nella quale questo intento può trovare seri fondamenti è l’epigenetica.

Significa che lo stile di vita, le esperienze, le decisioni e soprattutto le nostre credenze, il nostro pensiero condizionano la genetica.

Ecco allora che il patrimonio genetico può non essere percepito più solo come dato o fardello che si riceve e che si deve in qualche modo subire. Ma entra col suo passo in questa danza nella quale corpo, mente e spirito cercano una loro sintonia.

(Non a caso le metafore che usiamo per indicare la bellezza, la salute, la gradevolezza, l’ordine sono quasi sempre musicali: armonia, accordo, sintonia, sincronia, …)

La proposta di alcuni brani musicali proprio nel periodo della gravidanza fatta da Toso riposa su questa conoscenza, per quanto ancora da sviluppare in molte sue implicazioni: possiamo incidere positivamente sulle nostre condizioni di vita, nella direzione dell’armonia e del benessere, fin da subito, fin dalla vita intrauterina del nostro bambino:

The Miracle of Life, è uno dei brani del disco che racconta, descrive, facendola quasi vivere all’ascoltatore, l’esperienza dell’inizio miracoloso di una nuova vita.

Il silenzio, la campana tibetana e poi un pianoforte dolcissimo, infine gli archi.  L’ascolto anche distratto non potrà che infondervi piacevoli sensazioni.

Ho fatto un test con le mie figlie, ieri, e mentre eravamo impegnate in altre attività ho lanciato senza preavvisarle i brani di Emiliano.

Non appena è risuonata l’ultima nota, loro, apparentemente distratte, hanno staccato gli occhi da ciò che stavano facendo e hanno detto insieme: “Mamma, ancora! Vogliamo ancora questa musica. È troppo bella!”

Non un test da biologa cellulare ed epigenetista in odore di Nobel, ma meglio di niente.

E senza fare il mito del bambino e della sua assoluta perfezione o bontà, sono comunque certa che abbiano maggiore immediatezza di noi grandi nel riconoscere e reclamare la bellezza.

Senza dubbio questo approccio ha molte “note” positive e gli spazi di ricerca e applicazione che si spalancano soprattutto con gli studi di epigenetica sono sterminati.

Ho solo un appunto, una sorta di alert che vorrei condividere anche con voi: come credente in Gesù Cristo e nella Rivelazione vedo il pericolo di sublimare il male che ferisce e segna tutte le creature e che esplode nel peccato, vera catastrofe con ricadute misteriose e reali su tutto il Creato, riducendolo a semplice disarmonia e per questo passibile di guarigione solo grazie al nostro sforzo, ben orientato.

Io non voglio riarmonizzarmi “solo” con l’universo. Non voglio assomigliare alla frequenza di fondo del cosmo, se non in relazione al Suo creatore. Non voglio perdere troppo tempo a riscoprire i miei stati emozionali profondi. O meglio mi interessa, ma meno, molto meno che assomigliare a Gesù.

A  Lui voglio assomigliare.

Passando per i misteri della nostra Redenzione sono convinta, per fede, che contribuiremo alla vera guarigione dell’uomo e di tutta la creazione.

E potremo anche arrivare nel profondo di noi stessi  fin dove Lui vorrà e riterrà di condurci.

Per questo voglio stare all’ascolto di un Altro. Anche qualora dovesse sembrarmi dissonante.

Prestiamo attenzione allora e siamo prudenti, secondo il motto paolino del vagliare tutto e trattenere ciò che vale (1 Ts, 5, 21).

Non lasciamoci trascinare da seduzioni esoteriche, pratiche di meditazione trascendentale, o yoga che non sia solo ed esclusivamente ginnastica.

L’armonia musicale perfetta e ineffabile nella quale vorrei tuffarmi assomiglia di più ai cori di Angeli e Beati intorno alla Vergine Santissima descritti balbettando da Dante nel suo Paradiso.

Là, al culmine del suo viaggio, vede e quasi non può dire l’armonia di tutto :

“Nel suo profondo vidi che s’interna, legato con amore in un volume,

ciò che per l’universo si squaderna”( Canto XXXIII, 85-87)

e proprio lì, in quella circolazione d’amore che (a Dante) “dentro da sé, del suo colore stesso,

mi parve pinta de la nostra effige” (Ibidem, 130-131)

Che meraviglia: la cifra ultima, la nota di fondo, il biological tuning, la chiave armonica secondo la quale suona la musica della vita, ha la nostra faccia (da che Dio s’è incarnato)!

 

Una curiosità che merita magari altri spazi in futuro: sul tema del La a 432 Hz ci sono precedenti storici davvero affascinanti.

La diatriba ha coinvolto a lungo musicisti e politici!

Abbiamo agli atti una lettera del nostro Giuseppe Verdi che nel 1884 chiede alla Commissione musicale del nostro Governo l’abbassamento delle frequenze da 435 a 432 Hz, “per motivi matematici”.

Non ho i mezzi né lo spazio per affrontare estesamente questa tematica. Vorrei solo aggiungere un altro dettaglio tutt’altro che marginale: i Nazisti , che erano contrari all’armonizzazione sul diapason naturale, ovvero i 432 Hz, nel 1939 imposero la frequenza a 440 Hz. Gli Inglesi vollero diffonderla a livello mondiale e, nonostante le vivacissime proteste di francesi e italiani, riuscirono anche se non subito nel loro intento.  Era il 1953 quando, ad un congresso di musicisti a Londra, decisero per maggioranza di voti che i 440 Hz dovevano  essere l’ intonazione di norma internazionale ISO 16-standard.  La stragrande maggioranza degli strumenti diffusi in tutto il mondo sono prodotti per suonare a quella frequenza.

 

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