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Essere figlio di Dio ti fa camminare fiducioso anche se ti scoppia dietro una bomba

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Di Sebastian Campos

Qualche giorno fa ho letto che tutti gli anni sono uguali, che siamo noi ad avere la possibilità di cambiare. Ciò vuol dire che anziché augurare un “felice anno nuovo” sarebbe meglio augurare un “felice te nuovo”. Un aspetto importante di noi cristiani che dobbiamo sempre ricordare e mettere in pratica nella nostra vita è che siamo figli di Dio e che Egli è nostro Padre. Viverlo durante questo 2017 ci renderà persone nuove.

Che Dio sia nostro Padre è una cosa relativamente nuova, di quelle che fanno parte della Buona Novella che ci ha portato Gesù. Prima, quando Mosè gli ha chiesto chi fosse, ha ricevuto un nome come risposta, ma quando Gesù ci è venuto a parlare del Creatore ce lo ha presentato come suo Padre e nostro Padre. È diverso essere seduti davanti al Dio Creatore – che giudica, che vede tutto perché è onnipresente, che guida tutto fin dall’eternità, che conosce tutto e da cui tutto dipende – ed essere seduti davanti al proprio padre. Il primo è un’immagine di autorità che implica rispetto e lontananza, distanza e pudore, il secondo è di nostra fiducia, conosce da sempre la nostra vita e non dobbiamo nascondergli nulla, perché papà sa chi siamo. Questo è nostro Padre, quello che ci ha presentato Gesù.

“Chiamando Dio con il nome di ‘Padre’, il linguaggio della fede mette in luce soprattutto due aspetti: che Dio è origine primaria di tutto e autorità trascendente, e che, al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d’amore per tutti i suoi figli” (Catechismo della Chiesa Catolica, n. 239).


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Per comprendere un po’ di più cosa significa essere figli di Dio, i ragazzi creativi di Catholic Stuff hanno preparato un video che offre una catechesi eccezionale sul mistero della paternità di Dio.

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=vqFR5qVlyJY&w=560&h=315]

Vi invito a trarre alcune idee importanti che ci aiutino a prendere coscienza di chi siamo, e allo stesso tempo a condividere questa verità di fede con altri.

Dio è il migliore dei padri ed è vostro Padre: Non c’è altro padre come Lui, ci cura e ci ama in modo eccezionale, senza condizioni e senza che abbiamo alcun merito per ricevere un amore del genere. Siamo suoi figli perché Egli ha voluto così; il suo amore gratuito è quello che ci adotta e ci accetta.

Da creatura a figlio, attraverso il Battesimo: Mediante la grazia del Battesimo, passiamo dall’essere creature – come qualsiasi altro animale, pianta o materia esistente – ad essere suoi figli. Il Battesimo ci rende suoi figli adottivi, Egli ci accetta e ci trasforma. Anche se il nostro aspetto fisico non cambia, la nostra anima mortale sì, perché diventiamo eredi di qualcosa di grande ed eterno.

Coeredi con Cristo: Dio, che ci ha visti perduti, ha inviato Gesù perché per i suoi meriti ottenesse per noi un “free pass” per entrare in Cielo. Gesù, che è da sempre Figlio di Dio, ci ha dato la possibilità di essere coeredi con Lui e di ricevere da nostro Padre tutta l’eredità che un figlio merita, ovvero la Vita eterna.


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Ci dà tutto ciò che è suo, inclusa la Vita eterna: Dio ci cura come Padre amorevole, ma le sue cure trascendono le cose fisiche, come il cibo, il vestiario, il tetto e la salute. Egli vuole donarci tutto ciò che ha, e uno dei suoi desideri è che viviamo eternamente accanto a Lui. Per questo Gesù ci dice che ci aspetta da sempre con una dimora preparata appositamente per noi in Cielo (cfr. Giovanni 14, 2).

Essere figli come il migliore dei suoi figli: “Bisogna che ci svegliamo, quando chiamiamo Dio Padre nostro dobbiamo comportarci come figli di Dio” (San Cipriano di Cartagine). Gesù è il modello di figlio, e imitare Lui è compiere pienamente la volontà del Padre. Per questo è importante conoscere la vita di Gesù, per poter rispondere “Cosa farebbe Gesù al posto mio?”, e corrispondere così con amore e santità all’invito che ci rivolge nostro Padre ad essere suoi figli.

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Sebastian Campos è cileno e missionario laico a tempo pieno. Si dedica all’evangelizzazione dei giovani. Oratore e scrittore, il suo sito è http://www.sebacampos.com.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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