Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 17 Maggio |
San Pascual Baylón
home iconStile di vita
line break icon

Trovare la felicità al di là dei paragoni

Catholic Link - pubblicato il 20/12/16

di Lauren Ramseyer

Oserei dire che ogni persona potrebbe essere ‘colpevole’ di paragonare se stessa agli altri, per invidia, orgoglio o insicurezza. Potrebbe trattarsi di paragoni su qualità fisiche, sulla propria famiglia, sull’istruzione, sulla carriera, o persino sulla maturità spirituale, solo per nominarne alcuni.

Come mostrato dal video “Are You Happy”, l’epoca dei social media ha dato maggiore enfasi a questo “gioco della contrapposizione”.

All’inizio la voce narrante riconosce che “in quanto umani, abbiamo bisogno di rispettare noi stessi e gli altri”, ma poi spiega che questo non può essere l’unico scopo nella vita delle persone. Chi cerca soltanto di ottenere attenzione e rispetto dagli altri, rischia di finire intrappolato in questa “gara dei paragoni”.

È una gara che offre solo tre percorsi: essere vincenti, essere perdenti, o trovarsi a metà tra le due condizioni.

Come mostra il video, essere dei perdenti porta un senso di inferiorità e di solitudine, oltre alla paura di lasciarsi andare. Questa condizione è reale, e le persone che vi si trovano potrebbero finire addirittura con l’adeguarsi e godere della propria autocommiserazione. Se questa posizione è così banalmente sgradevole, le altre dovrebbero essere tutte migliori, giusto? No, sbagliato.


LEGGI ANCHE: La decisione su cui si gioca la tua felicità


Se la prospettiva di essere dei vincenti potrebbe inizialmente portare alla felicità, prima o poi arriverà qualcuno più in gamba di noi che attirerà le attenzioni del pubblico distratto. E quando questa persona arriverà, si porterà via la nostra fragile fonte di felicità. “Se si è felici soltanto primeggiando, il futuro avrà in serbo vergogna, solitudine e disperazione. In altre parole, anche vincere è un inferno”.

Poi c’è il terzo gruppo, in cui c’è un costante chiacchiericcio sull’essere quasi vincenti o quasi perdenti. Chi è in questa condizione vede necessariamente ogni persona attorno a sé come un nemico. “Non si è mai tranquilli abbastanza da essere se stessi”, perché ogni errore potrebbe costare caro e far allontanare per sempre la chimera dell’essere vincitori. Questa vita non può che essere superficiale e paranoica, conducendo ad un’esistenza fatta di solitudine.

Alla luce di queste considerazioni, la conclusione dei creatori del video è che a prescindere dalla posizione che si ricopre in questa “gara dei paragoni”, si finirà comunque per perdere. In ogni caso.

Gli insegnamenti della Bibbia e della Chiesa Cattolica sulla felicità si discostano notevolmente dalla prospettiva che mette l’uomo al centro di tutto. Cristo ha promesso: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” (Matteo 5:11-12). Più avanti nelle Scritture, leggiamo le parole di San Paolo: “Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che come ricompensa riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore” (Colossesi 3:23-24).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica mostra inoltre che “soltanto in Dio l’uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa” (CCC 27). In quanto cattolici, ci è stato insegnato che “la vera felicità non si trova né nella ricchezza o nel benessere, né nella gloria umana o nel potere, né in alcuna attività umana, per quanto utile possa essere, come le scienze, le tecniche e le arti, né in alcuna creatura, ma in Dio solo, sorgente di ogni bene e di ogni amore” (CCC 1723).

L’unico modo per riuscire a vincere la “gara dei paragoni” è compiendo la scelta consapevole di non giocare.

Vogliamo concludere con tre domande sulle quali riflettere:

  1. Ti sei mai trovato intrappolato in questa “gara dei paragoni”?
  2. Da cosa dipendono questi sentimenti o queste azioni (il video mette enfasi sui social media, ma potrebbero esserci molte altre motivazioni, interne o esterne)?
  3. I social media sembrerebbero avere una continua influenza su tutti e tre i gruppi definiti sopra. Come pensi si possano utilizzare i social media per portare avanti un messaggio più positivo di quello che potrebbe sembrare predisposto a diffondere?

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
felicitàgelosiaorgoglioumiltà
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
chiara amirante,
Paola Belletti
Perché dobbiamo pregare per la guarigione di Chiara Amirante
2
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle parrocchie
3
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
4
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
5
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
6
Padre Henry Vargas Holguín
Quali peccati un sacerdote “comune” non può perdonare?
7
Padre Maurizio Patriciello
L’amore di un prete per i fratelli omosessuali e le sue pre...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni