Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 24 Novembre |
Santi Andrea Dung Lac e 116 compagni
home iconSpiritualità
line break icon

Il Barolo nasce per fede e carità di Juliette Colbert

Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 14/10/16

«IL DENARO È UTILE SOLO A FARE BUONE COSE»

A Torino Giulia e il marito impiegano tutte le loro forze e le loro finanze per “fare cose buone”. Sono moltissimi i progettiche la coppia studia e porta avanti a sostegno dei più bisognosi, per le necessità dei poveri della città. Giulia è una padrona di casa eccellente, colta e raffinata; insieme al marito intrattiene rapporti con le personalità più illustri di Torino: Silvio Pellico (che poi diviene segretario della famiglia), il conte di Cavour, amico di infanzia di Giulia, Vittorio Alfieri. Ma sono soprattutto i poveri, gli orfani e i carcerati ad interessare la vita di Giulia. È lei stessa a servire i pasti nella mensa che decidono di allestire con il marito nell’androne del loro palazzo nobiliare. Mentre Carlo Tancredi si concentra sulla sanità e l’istruzione, Giulia si avvicina alla donne carcerate, comincia a prendersene cura, insegnando loro a leggere, scrivere, pregare.

LA PRIMA VISITA ALLE CARCERI

«– Non voglio la comunione, voglio un piatto di minestra! Da dietro una feritoia nel muro delle carceri torinesi, una voce spezzò l’incantesimo della processione di Sant’Agostino nell’ottava di Pasqua che trascorreva, come di tradizione, per le vie di una città dove la primavera lottava con gli ultimi venti freddi che scendevano dalle Alpi. Giulia stava in ginocchio davanti al passaggio del corteo. – Chi è che grida e offende questo sacro passaggio! – esclamò, stringendo le labbra in una smorfia di disapprovazione. – Maledetti! – aggiunse ancora quella voce. – È veramente troppo! – fece Giulia, alzandosi in piedi».

La giovane comprende che il grido infamante proviene dalle celle del carcere e decide di avventurarsi per scoprire chi ha pronunciato quelle parole. Lo spettacolo che le si apre davanti è terribile: sporcizia, fetore, uomini malati e abbandonati in mezzo agli escrementi, rabbiosi e violenti, simili alle bestie. La voglia di fuggire è tanta ma la coraggiosa Giulia non indietreggia, chiede a Dio l’aiuto per poter continuare la sua visita e così si reca anche alle celle femminili. Lì lo scenario è ancora più tragico: le donne che incontra hanno perso ogni segno di femminilità.

«Le donne, se davvero qualcuno poteva ancora considerarle tali, erano mezze nude, ammassate dentro uno stanzone vuoto, fatta eccezione per alcuni miseri cumuli di paglia, rozzi giacigli. Il soffitto era irraggiungibile, almeno quattro o cinque metri. Le uniche finestre si aprivano in cima al tetto, utili solo a far entrare il gelo e la pioggia d’inverno e l’afa in estate. L’aria era inevitabilmente gravida di umidità, satura degli odori nauseanti delle poveracce. C’era anche una strana nota dolciastra, come una melassa mescolata al rancido della pelle sporca di quelle sventurate».

L’impavida marchesa sente nel suo cuore l’obbligo di fare qualcosa per aiutarle e così, con un programma preciso e sorretta dal marito, comincia ad occuparsi di loro, perché “non basta la punizione ma bisogna insegnare a fare il bene”. Attraverso i salmi insegna alle recluse a leggere, ottiene dal re l’incarico di sovraintendente alle carceri per migliorarle e renderle più salubri. Sempre sostenuta dalla fede e in totale comunione con il marito, Giulia continua a sognare un futuro migliore per i più disperati, per i bambini orfani e poveri.

«NESSUN FIGLIO, ALLORA TUTTI FIGLI»

«Spesso il volere di Dio rimane nascosto ai comuni occhi mortali e molti si affidano a un inutile lancio di dadi, per comprendere la sorte. Non fu così per i coniugi Barolo, che rimasero ancorati alla fede, anche quando il cielo stabilì che i figli non sarebbero arrivati».

Gli sposi provano molta sofferenza per l’assenza di un figlio, una sera a Giulia viene un’ispirazione profonda che cancella finalmente dal suo viso il dolore per la mancata maternità:

LEGGI ANCHE:Dare speranza alle coppie non fertili

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
carceratimatrimonioorfanipoverivino
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
HEAVEN
Philip Kosloski
Preghiera perché un defunto raggiunga la gioi...
KSIĄDZ PRZY OŁTARZU
Padre Bruno Esposito, OP
Breve ‘Vademecum’ per la nuova edizione del M...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
TEENAGER
Tom Hoopes
I 7 doni dello Spirito Santo rispondono a 7 n...
Giovanni Marcotullio
Vi spieghiamo perché la Messa comincia con il...
CARLO ACUTIS MIRACOLI EUCARISTICI
VatiVision
Carlo Acutis: il documentario sulla mostra su...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni