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Bambini e social media: una lezione su come non essere cattivi online

Pixabay.com/Public Domain/ © Rainer_Maiores
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C’è tutto uno spettro di possibilità tra il silenzio e il vetriolo su Internet. Il nostro compito è trovarlo e insegnarlo ai nostri figli

Le mie regole per i miei figli online

Anziché cattiveria, voglio che diffonda pace.

Anziché screditare le persone, voglio che le risollevi.

Anziché sputare sentenze, voglio che ricerchi, si educhi e si informi.

Anziché diffondere vetriolo, voglio che ispiri.

E anziché postare qualcosa in preda a un “abbandono selvaggio”, voglio che scelga con cura e saggezza le dichiarazioni da fare online.

Voglio questo per tutti noi.

Voglio condividere con voi la risorsa che uso per insegnare ai miei figli questa capacità. Il lavoro a lungo termine di cambiare la cattiveria che vediamo online può iniziare con questo primo passo: insegnare ai nostri figli come postare cose in modo ragionato, a creare una nuova “normalità”.

Io uso un sistema chiamato PAUSE, che inizia con Pazienza (la P) e termina con Esame (la E), come per esaminare l’impatto del proprio post per celebrare le vittorie e rimediare ai fallimenti.

Tutto quello che facciamo nella vita reale e online ha un impatto. Dobbiamo scegliere – e insegnare ai nostri figli – come far sì che quell’impatto sia positivo.

____

Galit Breen è autrice di Kindness Wins, una semplice guida su come insegnare ai nostri figli ad essere gentili online, e dell’intervento TEDx Raising A Digital Kid Without Ever Having Been One (Allevare un figlio digitale senza mai esserne stato uno). Aiuta genitori, insegnanti e consulenti a far sì che i loro figli e i loro studenti siano sani, saggi e gentili online.

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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