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La grazia di Dio e la nostra cooperazione

Nel video nessuno bilancia nulla, ma ci viene mostrata la via d’uscita che aspettiamo. Verso la fine arriva un personaggio che ci rimanda ai personaggi del Vangelo che provavano vergogna o senso di colpa di fronte alla santità di Dio, come il pubblicano al tempio o il buon ladrone. Arriva a testa bassa e non dice neanche una parola. Poi, quando sembra percorrere lo stesso cammino di tutti coloro che lo hanno preceduto, appare il personaggio che rappresenta Gesù e presenta il dossier con scritto “Figlio di Dio”. Alla fine è Gesù stesso ad essere pesato, e l’uomo viene salvato come “sufficientemente buono”.

Senza il passo biblico che viene presentato alla fine potremmo restare con vari dubbi sul vero significato di quello che ci è stato mostrato, ma leggendolo si chiariscono molte cose: “Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me” (1 Cor 15, 10).

La grazia di Dio con me, dice l’apostolo. La forza di Dio “con” la collaborazione dell’uomo. Ci resta un insegnamento molto importante. Solo Dio è santo, ma per la sua infinita misericordia possiamo accogliere con la nostra libertà quella santità di cui ci vuole rendere partecipi. Essendo suoi figli in suo Figlio, mediante il nostro Battesimo, possiamo essere suoi figli adottivi, resi parte della famiglia: santi.

Questa è la nostra meta e la nostra speranza: poter partecipare un giorno alla comunione d’amore divina.

“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8, 31).

 

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[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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