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La grazia di Dio e la nostra cooperazione

di Franco Lanata

Guardando questo video potremmo in un primo momento rimanere scioccati dalla leggerezza con cui viene presentata una situazione che in realtà dovrebbe ispirare un po’ più di profondità e reverenza. Credo tuttavia che dobbiamo rifarci al suo contenuto simbolico, e che vi potremo trovare idee piuttosto importanti. In altre parole, bisogna andare al di là della forma e arrivare all’essenziale.

La scena mostra il momento del giudizio particolare che vivrà ogni essere umano dopo la morte. Ci troveremo di fronte a Dio e daremo ragione della nostra vita. Nel video vediamo persone molto diverse che arrivano al momento della verità per essere soppesate.

Questa idea del peso collegato allo spirito dell’uomo l’aveva già avuta Sant’Agostino. Nel capitolo IX delle sue Confessioni dice infatti: “Il mio peso è il mio amore”. Questo, confrontato con un’idea di San Giovanni della Croce, “Alla sera ti esamineranno nell’amore”, può offrire il contesto per questa allegoria.

Tutti arrivano con un dossier, con un contenuto del quale sono pienamente consapevoli: la propria vita. Alcuni si scusano, altri sono molto sicuri di se stessi, altri ancora ammettono i propri errori. Al momento di salire sulla bilancia per scoprire se sono “sufficientemente buoni”, però, nessuno riceve un responso positivo. Anche chi si è presentato con un dossier apparentemente
impeccabile. Perché?

Il problema è che tutti iniziano con un “io” su cui ricadono tutte le buone azioni. La giustificazione viene attribuita unicamente alle proprie azioni, e come si vedrà in seguito è un errore. Si sente un: “Dovrebbero bilanciare la situazione”. Non assomiglia alle voci che si rivolgono alla Chiesa chiedendole di rilassarsi, di adattarsi ai tempi, o a noi stessi, che in modo consapevole o meno configuriamo un cristianesimo a nostra misura?

L’asticella è immutabile. Siamo chiamati ad essere santi, a raggiungere la statura di Cristo. Molto difficile, vero? Il pensatore spagnolo Miguel de Unamuno ha scritto alcuni versi che potrebbero riflettere la nostra esperienza interiore di fronte a una meta tanto elevata: “Allarga la porta, Padre, perché non riesco a passare. L’hai fatta per i bambini, io sono cresciuto, con mio dispiacere. Se non allarghi la porta rimpiccioliscimi, per pietà”.

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