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Un passante si sacrifica nell’attacco suicida in Libano, evitando molte altre morti

AFP PHOTO / MAHMOUD ZAYYAT

Ali (C-L) and Malak (C-R), the children of Adel Termos, who was killed in a twin bombing attack that rocked a busy shopping street in the area of Burj al-Barajneh in Beirut's southern suburb, carry a portrait of their father during his funeral in the village of Tallussa in the Nabatiyeh governorate, south of Lebanon on November 13, 2015. Lebanon mourned 44 people killed in south Beirut in a twin bombing claimed by the Islamic State group, the bloodiest such attack in years, the Red Cross also said at least 239 people were also wounded, several in critical condition. AFP PHOTO / MAHMOUD ZAYYAT

John Burger - Aleteia - pubblicato il 17/11/15

Adel Termos ha visto il secondo attentatore suicida avvicinarsi alla folla e ha sacrificato la propria vita

Sull’onda dei terribili attentati terroristici di Parigi, è emersa la storia di un atto diverso che sta dando alla gente una rinnovata fiducia nell’umanità.

Un giorno prima degli attacchi parigini, due attentati suicidi in Libano hanno provocato la morte di 45 persone e il ferimento di più di 200. L’ISIS ha poi rivendicato la responsabilità dell’attentato, che ha avuto luogo vicino a una moschea nel sobborgo di Beirut Burj al-Barajneh.

Il numero dei morti di questi due attacchi del 12 novembre sarebbe stato più elevato se non fosse intervenuto un padre di famiglia, la cui rapida azione ha salvato molte vite a costo della propria.

Testimoni oculari hanno riferito alla CNN che Adel Termos, 32 anni, e altri fedeli della moschea sono andati a vedere cosa fosse successo dopo l’esplosione della prima bomba.

“Adel ha notato un uomo che correva giù dalla collina gridando ‘Allah akbar, Allah akbar!’”, ha raccontato un testimone. Secondo Public Radio International, Termos lo ha bloccato al suolo, facendo scoppiare l’attentatore.

“Ci sono molte, molte famiglie, probabilmente centinaia di famiglie, che devono il fatto di non aver perso un proprio membro al suo sacrificio”, ha scritto a Beirut il blogger e medico Elie Fares.

“Sono viva e sono felice, e orgogliosa di mio marito, che ha tenuto alto il nome della nostra famiglia e ci ha onorati”, ha affermato alla CNN la vedova di Termos, Bassima.

Burj al-Barajneh è un quartiere a maggioranza sciita, e l’attacco suicida ha avuto luogo all’esterno di una moschea sciita. L’ISIS è un movimento sunnita.

Il Libano ha risentito molto del conflitto in Siria, inclusa un’ondata di attentati con bombe e di attacchi suicidi nel 2013 e nel 2014, ha riferitoThe Guardian.

Il duplice attentato di giovedì scorso è stato uno dei più sanguinosi dalla fine della guerra civile che ha flagellato il Paese dal 1975 al 1990.

“Le esplosioni precedenti hanno colpito anche zone del Libano abitate da sciiti e sono state rivendicate da militanti che affermano che è il prezzo della partecipazione di Hezbollah alla guerra civile siriana”, si legge su The Guardian.

“Il gruppo combatte in Siria accanto alle forze del Presidente Bashar Assad”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
libanoterrorismo
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