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Orrore a Parigi: oltre 120 morti. La condanna del Vaticano. Hollande annuncia lo stato di emergenza

Mirko Testa - Aleteia - pubblicato il 14/11/15

“Horreur”: è questa la parola che domina a caratteri cubitali sulle prime pagine dei giornali francesi dopo i sette attentati di venerdì sera a Parigi, il cui bilancio è stato di oltre 120 morti e più di 200 feriti. A nemmeno un anno dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo e in un supermercato kosher di Parigi, la Francia ripiomba nell’incubo degli attentati terroristici.

“Si tratta di un attacco alla pace di tutta l’umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell’odio omicida in tutte le sue forme”, ha dichiarato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, commentando gli attentati di matrice islamista.

“In Vaticano – afferma padre Lombardi – stiamo seguendo le terribili notizie da Parigi. Siamo sconvolti da questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica e di odio che condanniamo nel modo più radicale insieme al Papa e a tutte le persone che amano la pace. Preghiamo per le vittime e i feriti e per l’intero popolo francese”.

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La strage al Bataclan

L’attacco più sanguinario è quello che si è verificato al Bataclan, nell’XI arrondissement, dove era in corso il concerto del gruppo americano degli Eagles of Death Metal. Una vera e propria carneficina, portata a termine da terroristi con addosso cinture esplosive. Sono entrati aprendo il fuoco sulla folla, poi hanno preso in ostaggio un centinaio di persone fino al blitz condotto dalla polizia. Uno spettatore che è riuscito a fuggire ha raccontato: “C’era sangue dappertutto, hanno tirato con un fucile a pompa sulla folla”. Un altro ha riferito che i terroristi “hanno ucciso a freddo molti ostaggi, poi ricaricavano e ne uccidevano altri”.

Esplosioni allo stadio In diretta televisiva l’assalto nella zona dello Stade de France, mentre nell’impianto si giocava Francia-Germania. Una serie di esplosioni ha fatto tre morti, ma non è ancora chiaro se fra le vittime siano conteggiati dalle autorità anche due terroristi che si sono fatti saltare in aria. Il presidente Hollande si trovava in tributa ed è stato tempestivamente evacuato dalla sicurezza. Al diffondersi delle notizie degli attentati è scoppiato il panico nell’impianto sportivo. Successivamente sono stati evacuati tutti gli spettatori e i giocatori.   Gli altri attacchi Le altre azioni terroristiche hanno preso di mira il bar La Belle équipe in rue de Charonne, dove si registrano 18 morti, boulevard Voltaire, dove è morta una persona, la pizzeria La Casa nostra in rue de la Fontaine au Roi, dove sono morte 5 persone, e il café Carillon in rue Alibert, dove le vittime sono 14.

La rivendicazione dell’Isis

A stretto giro di vite è arrivata una rivendicazione dell’Isis. “La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa”, si legge sul canale “Dabiq France”, la rivista francese dello Stato islamico. Su Twitter i militanti dell’Isis hanno immediatamente celebrato gli attacchi di Parigi con l’hashtag in arabo “Parigi in fiamme”. “Dopo Parigi – è il sinistro proclama che accompagna le celebrazioni dei sostenitori dell’Isis – ora tocca a Roma, Londra e Washington”. Non mancano anche le minacce a Spagna e Portogallo, territorio dell’antico Califfato in Europa.

Stato di emergenza

Nel frattempo il presidente Francois Hollande, visibilmente scosso, in diretta tv ha annunciato lo stato di emergenza su tutto il territorio francese e il ripristino dei controlli alle frontiere. Enorme il dispiegamento di forze a Parigi, dove oggi non funzioneranno gli uffici pubblici. Intanto Air France ha fatto sapere che gli aerei della flotta voleranno, anche se potrebbero esserci ritardi dovuti alle misure di sicurezza eccezionali introdotte per far fronte alla situazione.

La solidarietà apre le porte

«Se avete bisogno venite da noi, siamo nel 17esimo arrondissement #porteouverte». Intanto, secondo quanto riferito da Il Messaggero, è cominciato il tam tam della solidarietà sui social e i francesi hanno aperto le porte ai concittadini in difficoltà nella serata più difficile a Parigi. In una città in preda al caos, tramite l’hashtag #PorteOuverte (porta aperta), gli abitanti delle vie dove sono avvenute le sparatorie o delle aree circostanti hanno deciso di offrire rifugio ai passanti spaventati.

LEGGI ANCHE: Il jihadista che giustifica le stragi: «Dio con me sarà clemente»

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charlie hebdofranciaterrorismo
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