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Stile di vita

I nonni? Se non ci fossero bisognerebbe inventarli

Roberta Sciamplicotti - pubblicato il 08/05/13

Offrono ai nipoti un bene sempre più raro e prezioso: il tempo

La figura dei nonni è fondamentale nella crescita dei giovani. Per questo, Ezio Aceti, esperto in psicologia dell’età evolutiva, ha deciso di intitolare il suo libro “Nonni oggi. Se non ci fossero bisognerebbe inventarli” (Città Nuova), approfondendo la figura di queste “vere e proprie sentinelle vigili non solo verso i nipoti, ma anche nei confronti del mondo contemporaneo”.

I nonni, sottolinea “non sono da rottamare”, anzi, bisognerebbe “averli sempre a portata di mano, perché quello che fanno è indispensabile”. Dimostrano, infatti, che c’era un “prima”, “una radice ricca di linfa e di esperienza alla quale poter attingere per costruire un futuro più umano e vivibile”.

Nel volume si sottolinea come nella società complessa di oggi i nonni possano svolgere “una funzione impagabile in termini di fiducia e speranza, attingendo alle loro radici e ai loro valori”, e ci si sofferma sul legame speciale fra l’adulto/anziano e il nipote. Viene poi approfondito l’aspetto più personale ed esistenziale del nonno e della nonna, come persone alle prese con l’invecchiamento del corpo. “L’avvicinarsi alla morte permette di vivere l’essenziale, che spesso significa tralasciare le frivolezze della vita per aggrapparsi solo a ciò che è più umano e trascendente allo stesso tempo: appartenere all’Amore”. Nell'ultima parte si lascia infine spazio a testimonianze concrete su quanto i nonni e gli anziani possono fare al servizio dell’umanità e della società.

In una società in cui le nuove tipologie di famiglia (separate, divorziate, allargate, multietniche, monoparentali…) determinano una tale complessità di rapporti che le relazioni faticano a essere comprese fino in fondo dai bambini, in cui i rapporti stabili e duraturi sono continuamente messi in discussione e minacciati e la crisi è non solo economica, ma specialmente educativa, è necessario avere “testimoni credibili in grado di garantire il passaggio da una generazione tradizionale a una postmoderna”, osserva Aceti. Le persone più adatte a favorire questo passaggio sono proprio i nonni, anche se spesso sono messi in disparte, “come conseguenza della cultura dell’immediato e dell’effimero che si è andata determinando con il crollo della società patriarcale”.

Se in passato, infatti, nella famiglia allargata i bambini vivevano subito in un gruppo, il rispetto generazionale “era di casa, tanto che l’obbedienza ai genitori e ai nonni non veniva messa in discussione”, e i nonni potevano essere maggiormente ascoltati e imitati, al giorno d'oggi le relazioni sono caratterizzate per lo più dalle emozioni, “vissute fino alle estreme conseguenze, dominando spesso il buon senso e la ragione”. In una società che “sembra eternamente adolescente, sempre sul punto di precipitare o esaltarsi per poco”, gli anziani, per essere considerati, “devono apparire, tornare adolescenti”.

Nelle famiglie postmoderne “sempre più piccole, sempre più differenziate e sempre più sole”, inoltre, “i nonni vengono spesso impiegati in compiti accuditivi, ma sono sempre meno autorevoli sul piano educativo”. In un contesto sociale che “rischia di disgregarsi e smarrirsi”, tuttavia, i nonni possono essere “quelle travi portanti che non mollano, che sostengono gli elementi più importanti, impedendo il crollo e la distruzione”.

Quella tra nonni e nipoti, d'altronde, è “una diade vincente”. Il rapporto che si stabilisce fra loro “non è paragonabile a nessun altro legame affettivo” e “può essere promotore di un’affettuosità e una gioia inestimabili”, “perché i nonni portano in loro un intero mondo. Sono memorie lontane, ricordi passati che per il bambino hanno i colori dell’incanto e della fiaba”.

Soprattutto, “sono forse gli unici in grado di regalare ai piccoli nipoti il dono più prezioso della vita: il tempo”, “garanzia di una linfa vitale che passa da una generazione all’altra, bene prezioso per il futuro, perché una società si basa sostanzialmente su due pilastri: la memoria dei nostri vecchi e la freschezza dei nostri bambini”.

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