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“Nonni-sitter”: bisogna mettere dei limiti ai favori fatti ai figli?

bebe grands parents

Monkey Business Images - shutterstock

Edifa - pubblicato il 08/11/20

Spesso i genitori scelgono di affidarli ai nonni. Un favore solitamente fatto con molto piacere, ma non a qualunque condizione.

di Bénédicte de Saint-Germain

“Quando mia figlia è dovuta tornare al lavoro dopo il congedo di maternità, non aveva trovato né posto all’asilo nido né una baby-sitter. Così mi ha chiesto di occuparmi di mio nipote”, dice Patricia. Invece Geneviève è stata lei a proporre alla figlia di occuparsi del nipotino ogni giovedì pomeriggio e per quanto riguarda Yolaine, si è presa cura delle sue due nipoti ogni mercoledì per anni, fino a quando non hanno iniziato l’università. Con la mancanza di posti all’asilo nido, il costo delle baby-sitter e l’aumento del numero di genitori single, la generazione dei nonni è molto sollecitata.

Avere i genitori o i suoceri che si occupano dei propri figli è tanto rassicurante quanto conveniente: i piccoli li conoscono bene, il loro ritmo è rispettato maggiormente, la loro cura funziona anche in caso di malattia e i rapporti si basano su una fiducia reciproca. Una soluzione pratica, certo, ma che ha dei vantaggi e degli svantaggi. Affinché possa funzionare al meglio è importante valutare attentamente i pro e i contro e stabilire delle regole sin dall’inizio.

Trovare il tempo per sé e per la propria coppia

Geneviève si occupa di sua nipote già da un anno: “Sono felice di aiutare mia figlia e mio genero. Questo mantiene vivo il rapporto con mia figlia: ci vediamo quando porta a casa mio nipote Igor e poi abbiamo il tempo di chiacchierare quando lo viene a riprendere. Passo dei momenti meravigliosi con il piccolo e sono felice di instaurare una bella relazione con lui. Leggergli dei racconti, giocare con lui, fare la merenda insieme, coccolarlo, ma parlargli anche del Signore e della fede. Anche se a volte è un po’ impegnativo, mi dà così tanta gioia!”.

I nonni di oggi sono piuttosto giovani. Un terzo di loro lavora ancora, hanno ancora i propri genitori a carico e sono spesso molto occupati. E se si è in forma a 55 anni, lo si è un po’ meno a 65. Anche quando si vogliono aiutare i propri figli, farlo molto spesso non è cosi semplice.

Consulente matrimoniale, Christiane Behaghel consiglia di riflettere bene prima di fare il grande passo: “Oltre alle limitazioni fisiche (fare il bagnetto per esempio può risultare molto faticoso con l’età), dovete considerare anche le condizioni materiali della cura dei bambini: avete un giardino o vivete in un appartamento in città? Dovrete prendere la macchina?” Inoltre afferma che è essenziale che entrambi i nonni siano d’accordo. Il nonno potrebbe voler trascorrere del tempo con la moglie, viaggiare, organizzare il suo tempo come vuole, piuttosto che essere vincolato da un impegno regolare. D’altra parte, i nonni dovrebbero avere una vita al di fuori dei loro nipoti ed essere in grado di fare dei viaggetti, a condizione che, naturalmente, diano un preavviso sufficiente. Questo è importante per non deprimersi quando i figli avranno meno bisogno di loro. “Faccio attenzione a ritagliarmi del tempo libero per le mie attività e i miei impegni personali”, spiega Geneviève. “Mia figlia li conosce e li rispetta.” Per tutti questi motivi, l’affidamento regolare dei nipoti deve, secondo Christiane Behaghel, rimanere limitato nel tempo.

Esporre le aspettative di ciascuno

Una volta stabilito che i nipoti saranno affidati ai nonni in modo regolare, come ci si organizzerà nel concreto? Una cosa è essere un “nonno durante le vacanza”, un’altra è essere un “nonno nel quotidiano”. Se durante le vacanze ci si può permettere una certa flessibilità nell’educazione, per gli orari e i pasti, durante l’anno il ritmo del bambino deve essere rispettato. È meglio inoltre non cedere ai suoi capricci, altrimenti ci si sentirà velocemente sopraffatti. I nonni a casa loro fanno quello che vogliono, ma non devono prendere il posto dei genitori, che rimangono i primi educatori dei loro figli. I genitori possono avere dei desideri, come ad esempio che il bambino sia nutrito con dei pasti fatti in casa, che non venga messo nel recinto per bambini o che non guardi la televisione.

Affinché le relazioni si basino sulla fiducia, Christiane Behaghel consiglia di tenere conto delle aspettative reciproche: “Non è perché apparteniamo alla stessa famiglia che le cose devono essere date per scontate.” Per non creare conflitti, i genitori devono esprimere i loro desideri, mentre i nonni dovranno porre i loro limiti. È necessario per esempio ascoltare il bisogno di sicurezza di una nonna, più rassicurata per esempio quando il bambino è nel recinto. Oppure perché non chiederle gentilmente di lasciare che il bambino sgambetti liberamente in una stanza chiusa da una barriera? Yolaine invece ricorda: “Quando mi è stato chiesto di preparare per i miei nipoti dei piatti fatti in casa, ho notato che preferivo usare il tempo trascorso in cucina a giocare con loro. Quindi abbiamo deciso che mia nuora avrebbe portato i pasti. Per quanto riguarda la televisione, ho fatto capire che avevo bisogno di una pausa durante il giorno: ci siamo messi d’accordo che le nipoti avrebbero guardato un piccolo film sul mio Ipad per mezz’ora circa.” Se le relazioni tra madre e figlia sono fluide, possono esserlo un po’ meno a volte con la nuora. Per Christiane Behaghel, “in questo caso specifico, penso che la relazione debba essere coltivata con attenzione, per esempio facendo il punto della situazione sulla cura dei bambini in modo regolare”.


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Leggi anche:
I nonni, un punto di riferimento essenziale per i bambini

Questo servizio sembra così naturale che viene retribuito molto raramente. Una ragione in più per i genitori per rimborsare la benzina e la spesa per i pasti e per il materiale necessario. È necessario inoltre mostrarsi riconoscenti per la bella prova d’amore che danno loro i “nonni-sitter”.

Tags:
educazionegenitori e figlinonni
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