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Wrestler universitario sfida un orso grizzly per salvare la vita a un amico

bear, grizzly

Dennis W Donohue | Shutterstock

Theresa Civantos Barber - pubblicato il 24/01/23

Quando un orso ha attaccato uno studente universitario del Wyoming, un suo amico ha affrontato l'animale per salvargli la vita

Anche quando si fa del proprio meglio per essere attenti e preparati possono accadere cose terribili, come il giorno in cui un orso ha attaccato Brady Lowry, uno studente universitario del Wyoming (Stati Uniti). 

Fortunatamente, il suo amico Kendell Cummings era lì. In una situazione di estremo pericolo, e mettendo a rischio la propria vita, Cummings ha affrontato l’orso grizzly per salvare il suo amico. 

È una storia ispiratrice (e onestamente piuttosto spaventosa) di coraggio e sacrificio, e mostra la forza della fratellanza e dell’amicizia. Ecco come sono andate le cose.

Lowry e Cummings si sono conosciuti perché fanno parte della stessa squadra di wrestling al Northwest College. Insieme ai compagni di squadra Orrin Jackson e August Harrison avevano deciso di andare “a caccia di corna”, cioè alla ricerca dei palchi di corna che i cervi perdono ogni primavera. È un hobby popolare locale e un modo piacevole per fare esercizio all’aria aperta, godendosi l’emozione della caccia senza cacciare davvero.

La gita di caccia alle corna non è stata una decisione avventata. I giovani sono tutti escursionisti esperti, e hanno portato con sé spray antiorso e armi da fuoco quando sono partiti dopo gli allenamenti di wrestling del sabato mattina. 

All’inizio i quattro ragazzi camminavano insieme, ma a un certo punto Lowry e Cummings si sono separati dagli altri di quasi un chilometro. È stato allora che l’incubo terrificante è diventato realtà, quando un orso si è avvicinato furtivamente a Lowry e lo ha attaccato prima che questi potesse prendere lo spray anti-orso.

Cummings ha cominciato a fare qualsiasi cosa gli veniva in mente per salvare Lowry. Ha iniziato a gridare e a lanciare cose contro l’orso, e quando questo non ha funzionato è saltato sull’animale, gli ha afferrato l’orecchio e ha cercato di allontanarlo dal suo amico.

L’orso ha rivolto la sua forza brutale contro di lui. Come riferisce il Cowboy State Daily,

“Kendell Cummings poteva sentire le fauci dell’orso lacerargli la carne e arrivare fino al cranio, ma l’adrenalina che scorreva nel suo corpo la rendeva una sensazione indolore. ‘Sentivo quando i suoi denti mi colpivano il cranio, quando mi mordeva le ossa e queste scricchiolavano’”.

Cummings ha detto che all’inizio ha combattuto contro l’orso, ma poi è stato evidente che sarebbe stato un tentativo vano. La bestia ha poi fermato il suo attacco e se n’è andata. I due ragazzi, gravemente feriti, hanno dovuto camminare per otto chilometri. Cummings perdeva molto sangue e riusciva a malapena a stare in piedi.

Lowry ha chiesto aiuto ai compagni di squadra Harrison e Jackson ed è riuscito a chiamare il 911, il numero delle emergenze. La persona che ha risposto alla chiamata ha detto di mettersi in salvo e di lasciare lì Cummings, che sarebbe poi stato aiutato.

Ancora una volta, l’amicizia e la fratellanza hanno prevalso. I tre giovani hanno riferito a The Sheridan Press di non aver nemmeno preso in considerazione l’idea di lasciare l’amico da solo.

Harrison e Jackson hanno portato Cummings sulle spalle giù dalla montagna.

“È quello che fa la squadra di wrestling – andiamo all’inferno e torniamo insieme”, ha detto Lowry al Cowboy State Daily. “Siamo fratelli. Faremmo qualsiasi cosa l’uno per l’altro”.

I soccorritori li hanno trovati mentre si avvicinavano al sentiero, e un elicottero di salvataggio ha portato Cummings all’ospedale, dove Lowry lo ha raggiunto più tardi in ambulanza e sono poi arrivati anche la squadra di wrestling e l’allenatore.

Per quanto sia orribile questa vicenda, lascia una lezione importante. Ci vuole coraggio per mettersi in pericolo per il bene di un amico.

Il vincolo che lega questi ragazzi è davvero eroico, e la loro storia sarà ricordata.

Come ha detto Lowry, “Saremo migliori amici per il resto della nostra vita”.

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