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10 citazioni di Papa Benedetto che mi hanno cambiato la vita

Benedykt XVI przymierza kask podarowany mu podczas audiencji

VINCENZO PINTO / AFP

Tom Hoopes - pubblicato il 10/01/23

Benedetto XVI parlava spesso della vicinanza di Cristo. I suoi insegnamenti sono profondamente calati nella mia quotidianità

Amo Papa Benedetto XVI. Leggere i suoi scritti fa sì che una persona pensi meglio e veda in modo più profondo. Ecco 10 suoi insegnamenti che hanno davvero cambiato la mia vita.

Primo: Benedetto ha dato un nome alle mie paure e mi ha aiutato a superarle

Nel suo discorso inaugurale come Papa, quello che ha detto di Giovanni Paolo II ha messo in luce una cosa di cui non mi ero mai reso conto:

“Ancora, e continuamente, mi risuonano nelle orecchie le sue parole di allora: ‘Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo!’ (…) Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura – se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? (…)

No! chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. (…) Vorrei (…), a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire (…): non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto”.

Secondo: Ho adottato la filosofia liturgica di Benedetto

Nel suo primo messaggio come Papa, Benedetto ha affermato che riteneva provvidenziale il fatto che Giovanni Paolo II fosse morto a metà dell’Anno dell’Eucaristia, e ha aggiunto:

“A tutti chiedo di intensificare nei prossimi mesi l’amore e la devozione a Gesù Eucaristia e di esprimere in modo coraggioso e chiaro la fede nella presenza reale del Signore, soprattutto mediante la solennità e la correttezza delle celebrazioni”.

È una grande via di unità per la Chiesa ancora oggi.

Terzo: Benedetto mi ha insegnato ad amare Dio perché Dio ama me

Molti citano le parole di apertura della prima enciclica di Benedetto XVI, Deus caritas est, sul fatto che “all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro”.

Mi piace molto, ma amo ancor di più il “secondo elemento” che menziona in seguito: “Dio ama l’uomo. (…) Il suo amore, inoltre, è un amore elettivo: tra tutti i popoli Egli sceglie Israele e lo ama — con lo scopo però di guarire, proprio in tal modo, l’intera umanità. Egli ama, e questo suo amore può essere qualificato senz’altro come eros, che tuttavia è anche e totalmente agape”.

Dio ci ama in modo così appassionato che i profeti “hanno descritto questa passione di Dio per il suo popolo con ardite immagini erotiche”.

Wow.

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Quarto: Papa Benedetto mi ha mostrato cosa vuole Papa Francesco

Ho avuto l’idea per il mio libro What Pope Francis Really Said quando la gente si è lamentata per il fatto che nella sua intervista del 2013 alla rivista America Francesco avesse definito alcuni insegnamenti della Chiesa regole dalla mentalità ristretta. La mia amica Rebecca Teti, che apprezza moltissimo Benedetto, ha richiamato la mia attenzione su queste parole di Benedetto che ricordano molto quelle di Francesco:

“Non dovremmo permettere che la nostra fede sia resa vana dalle troppe discussioni su molteplici particolari meno importanti, ma aver invece sempre sotto gli occhi in primo luogo la sua grandezza. Mi ricordo, quando negli anni Ottanta-Novanta andavo in Germania, mi si chiedevano delle interviste, e sempre sapevo già in anticipo le domande. Si trattava dell’ordinazione delle donne, della contraccezione, dell’aborto e di altri problemi come questi che ritornano in continuazione. Se noi ci lasciamo tirare dentro queste discussioni, (…) facciamo la figura di moralisti con alcune convinzioni un po’ fuori moda, e la vera grandezza della fede non appare minimamente”.

Quinto: Ho condiviso la definizione di Benedetto di “Amicizia con Gesù” con gli studenti per 13 anni

“Il Signore definisce l’amicizia in un duplice modo”, ha affermato. In primo luogo, comunicazione – preghiera –, perché “non ci sono segreti tra amici”. In secondo luogo c’è la definizione romana di amicizia, “idem velle – idem nolle” (piacciono le stesse cose, non piacciono le stesse cose); essere amici è seguire la Sua volontà.

Benedetto lo spiegava poi in modo più tenero: Gesù “non è solo un Maestro, ma un Amico, anzi un Fratello. Come potremmo conoscerlo a fondo restando lontani? L’intimità, la familiarità, la consuetudine ci fanno scoprire la vera identità di Gesù Cristo”.

Sesto: Papa Benedetto ha cambiato la mia comprensione della crisi degli abusi

Si è scritto molto sul comportamento intransigente di Benedetto nei confronti della crisi degli abusi, che non è stato perfetto, ma di cui si è malignato ingiustamente. Stavo coprendo la sua visita negli Stati Uniti nel 2008 quando nel suo incontro con i vescovi ha detto qualcosa che ha cambiato completamente la mia comprensione della questione:

“Che cosa significa parlare della protezione dei bimbi quando la pornografia e la violenza possono essere guardate in così tante case attraverso i mass media ampiamente disponibili oggi? Dobbiamo con urgenza riaffermare i valori che sorreggono la società, così da offrire a giovani e adulti una solida formazione morale”.

La crisi degli abusi del clero è reale, e richiede ancora attenzione, ma Benedetto mi ha aiutato a rendermi conto che la crisi degli abusi dei laici – in cui l’innocenza dei bambini viene distrutta, le donne vengono denigrate e viene permesso il traffico sessuale – è una crisi più diffusa che ha bisogno di una risposta ben più vigorosa da parte di tutti.

Settimo: Ha cambiato il mio rapporto con il mio angelo custode quando si è rotto il polso nel 2009

Credevo in modo intellettuale negli angeli custodi, ma sono rimasto profondamente colpito dal modo in cui Benedetto ha sottolineato che il suo angelo custode doveva aver ricevuto “ordini dall’alto” per permettere che il Papa si rompesse un polso.

“Forse il Signore voleva insegnarmi maggiore pazienza ed umiltà, darmi più tempo per la preghiera e per la meditazione”, ha detto.

Lo adoro.

Ottavo: Ho “offerto le cose” con gusto dopo la sua enciclica Spe salvi

“Faceva parte di una forma di devozione, oggi forse meno praticata, ma non molto tempo fa ancora assai diffusa, il pensiero di poter « offrire » le piccole fatiche del quotidiano, che ci colpiscono sempre di nuovo come punzecchiature più o meno fastidiose, conferendo così ad esse un senso”, ha scritto. “Che cosa vuol dire « offrire »? Queste persone erano convinte di poter inserire nel grande com-patire di Cristo le loro piccole fatiche, che entravano così a far parte in qualche modo del tesoro di compassione di cui il genere umano ha bisogno”.

Amen.

Nono: Parlando della Spe salvi, è stato allora che Benedetto mi ha aiutato a comprendere il Paradiso

Benedetto lamentava che il Paradiso sembri “interminabile, e questo ci fa paura”, come “un continuo susseguirsi di giorni del calendario”.

Il Paradiso, ha sottolineato, è invece questo:

“Qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento dell’immergersi nell’oceano dell’infinito amore, nel quale il tempo – il prima e il dopo – non esiste più. (…) Un sempre nuovo immergersi nella vastità dell’essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia”.

Ancora una volta wow!

Decimo: Ho amato quando ha detto ai bambini di far andare a Messa i loro genitori

Devo infine menzionare l’incontro tra Benedetto XVI e i bambini della Prima Comunione, a cui ha chiesto di esortare i genitori ad andare a Messa, suggerendo cosa dire loro:

“Cara mamma, caro papà, sarebbe così importante per noi tutti, anche per te incontrarci con Gesù. Questo ci arricchisce, porta un elemento importante alla nostra vita. Insieme troviamo un po’ di tempo, possiamo trovare una possibilità. Forse anche dove abita la nonna si troverà la possibilità”.

La parte della nonna è brillante.

Grazie, Papa Benedetto!

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