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Spiritualità
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Quando Gesù disse a suor Briege: “Hai il mio dono delle guarigioni. Va’ e usalo”

Sister-Briedge-Mckenna

sisterbriege.com

Silvia Lucchetti - pubblicato il 19/12/22

La storia straordinaria di una suora irlandese sanata miracolosamente da una grave malattia, e investita dal Signore del dono di guarigione di corpo e spirito, oltre che di altri speciali carismi

“I Miracoli accadono davvero”, edizioni Àncora, si rivela anche a distanza di oltre 30 anni dalla prima edizione italiana un libro speciale per i temi trattati, e lo stile semplice e diretto con cui vengono presentati. Scritto da una religiosa oggi conosciuta in tutto il mondo, suor Briege McKenna, in collaborazione con il diacono Henry Libersat, testimonia come sia stata sanata nel corpo e nell’anima da Gesù, e come da Egli  – nonostante le sue resistenze – sia stata chiamata a diventare una guaritrice di malattie fisiche e spirituali.

I carismi di suor Briege McKenna

Oltre a possedere il carisma di intercedere presso il Signore per la guarigione dei malati, ha quello di trovarsi in due posti contemporaneamente (bilocazione), di predire gli eventi futuri (profezia) e di “leggere” i cuori (cardiognosi).

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La morte della madre e le parole del Signore

Nata a Newry in Irlanda nel giorno di Pentecoste del 1946, perde la madre all’età di13 anni in coincidenza del Natale del 1959. Così descrive quel momento doloroso:

Quella notte, mentre piangevo, udii una voce che diceva: «Non preoccuparti, avrò cura io di te». Non capii che era stato davvero il Signore a parlare, ma sentii una gran pace. Il mattino dopo compresi che volevo farmi suora.

L’ingresso in convento e la grave malattia

All’età di 15 anni fa ingresso nella congregazione delle Sorelle di S. Chiara, per poi prendere i voti nel dicembre del 1962. Due anni dopo inizia a soffrire di dolori agli arti inferiori che si rivelano essere le manifestazioni di una severa forma di artrite reumatoide, grave malattia infiammatoria a carico delle articolazioni che non le impedisce però di prendere i voti perpetui nell’agosto del 1967, e di trasferirsi a Tampa, in Florida, dove inizia ad insegnare in un asilo.

Qui la sua malattia peggiora così gravemente che i medici, nonostante la massiccia cura cortisonica prescritta, preconizzano che a breve rimarrà su una sedia a rotelle. Questo il suo stato d’animo di allora:

La notte oscura di suor Briege McKenna

Una terribile aridità incominciò a paralizzare la mia vita spirituale. A volte mi domandavo persino se credessi davvero in Gesù.

Nel dicembre del 1970, con il desiderio di guarire non tanto nel corpo quanto nello spirito,  partecipa ad un ritiro ecumenico a Orlando dove, mentre osserva un sacerdote che le ispira fiducia, vive un’esperienza straordinaria:

L’artrite scompare: «Gesù! Sei proprio qui!»

Leggendomi nel pensiero, il Signore mi disse: «Non guardare lui, guarda me». Ricordo di aver dato un’occhiata all’orologio, mentre chiudevo gli occhi. Erano le 9,15 del mattino del 9 dicembre 1970. La mia sola preghiera fu: “Gesù, ti prego, aiutami”. In quello stesso momento mi sentii sfiorare il capo da una mano e credetti che il sacerdote mi si fosse avvicinato. Aprii gli occhi: non c’era nessuno, però avvertii una forza che attraversava il mio corpo. È difficile descrivere questa sensazione, ma spesso la definisco così: mi sentivo come una banana che venga sbucciata. Guardai in giù. Osservai le dita delle mie mani, che prima erano rigide – anche se non deformate come i piedi -, i gomiti, che prima doloravano. Ora le articolazioni delle dita erano diventate flessibili, i dolori erano scomparsi e vedevo che i piedi, nei sandali, non erano più deformi. Mi alzai di scatto, gridando: «Gesù! Sei proprio qui!».

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Gesù dona a suor Briege McKenna il dono di guarigione

L’artrite scompare, e Briege teme che se rivelasse questa guarigione automaticamente le verrebbe attribuito il potere di risanare, per cui decide di non confidare a nessuno quanto  avvenuto. Nel successivo mese di giugno, alla vigilia di Pentecoste, è in raccoglimento davanti al Santissimo:

«Tu hai il mio dono delle guarigioni. Va’ e usalo»

Mi trovavo in cappella da cinque minuti circa, quando una quiete straordinaria scese su di essa. Era come una nube, una nebbia. «Briege», disse una voce. Mi voltai per dare un’occhiata verso la porta, perché la voce era così chiara che sembrava fosse entrato qualcuno. Non c’era nessuno, ma io avvertivo con certezza una presenza. Mentre mi giravo di nuovo verso il tabernacolo , la voce soggiunse: «Tu hai il mio dono delle guarigioni. Va’ e usalo». Subito dopo, mi sentii percorrere il corpo da una sensazione bruciante. Ricordo che mi guardavo le mani, perché sembrava che avessi ficcato le dita in una presa elettrica. Quel bruciore passò attraverso le mani e ne uscì. Allora la ‘nube’ di quiete si sollevò. «Gesù, non voglio doni di guarigione. Tieniteli per te».

L’incontro con il falso profeta

Nonostante che successivamente riceva vari e inequivocabili segni a conferma dell’invito che il Signore le aveva rivolto nella cappella, tenta in tutti i modi di sottrarsene, arrivando al punto di recarsi da un “profeta”.

Questo incontro si rivela devastante a tal punto da mettere in crisi la sua stessa vocazione e farla dubitare dell’esistenza di Dio. Non si rende subito conto di essere entrata in contatto con il demonio con cui è costretta a confrontarsi:

Un terribile scontro con satana

Quella notte, a letto, ebbi un terribile scontro con Satana. Non riuscivo a dormire. Sentivo  qualcosa che mi soffocava nel punto in cui il profeta mi aveva toccato il collo. Non riuscivo a chiamare aiuto. Era come se una forza misteriosa cercasse di costringermi a negare Cristo e a smettere di servirlo. Non potevo pregare. Fu un’esperienza orribile. Finalmente riuscii, suppongo, a invocare Gesù, perché la sensazione di soffocamento cessò.

VIRGIN MARY

Suor Briege McKenna inizia a diventare strumento di guarigione

Suor Briege comincia a rendersi conto di riuscire a guarire il corpo e lo spirito di persone che attraverso strade imperscrutabili si trovano ad incrociarla, ma cerca ancora di resistere all’invito di Gesù ad impegnarsi in tal senso.

È l’incontro con un sacerdote, studioso della Scrittura, che l’aiuta a capire chiaramente quello che il Signore vuole da lei:

Quando ebbi raccontato la mia storia, lui dichiarò: Sa, se fossi Dio, le direi di andare all’Inferno. Quante altre volte vuole che Gesù le riveli la sua volontà? L’unica cosa di cui ha bisogno il Signore – che egli le chiede – è che dica semplicemente di sì, come Maria. Dio rispetta i suoi figli e le chiederà solo di compiere la sua volontà. Lei non ha forza, perciò non importa che cosa sia in grado di fare. Quello che Dio le domanda è se è disposta a dirgli di sì e a lasciare che egli la usi come suo strumento.

L’inizio della missione

È da questo momento, ormai trenta anni fa, che la religiosa viaggia instancabilmente in tutto il mondo per assolvere alla sua missione, partecipare a ritiri e seminari benedetti dai segni che accompagnano la Parola.

“Un cartello stradale che indica la via che porta a Gesù”

In particolare, come viene evidenziato nella prefazione del libro, il suo ministero di guarigione si rivolge ai sacerdoti trasformandone più pienamente la vita spirituale, prodigandosi come “un cartello stradale che indica la via che porta a Gesù”.

Rosary in hand

Suor Briege McKenna: “È il Signore che opera le meraviglie”

Come dice ella stessa nel libro:

È il Signore che opera le meraviglie. Sono convinta che nessuno può fare di più che diventare un cartello che indica la sua direzione, per aiutare gli altri a scoprirlo nel loro  cuore e permettere a lui di elargire immense grazie.         

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