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Ha creato un’impresa per dare lavoro a persone autistiche come suo figlio

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Iain White/Iain White Photograph

María José García Crespo - pubblicato il 01/12/22

Specialisterne si avvale del valore aggiunto delle persone autistiche e offre loro un lavoro in cui si possano inserire meglio


Questa è la storia di un padre di famiglia, Thorkil Sonne, e di uno dei suoi tre figli, Lars, al quale è stato diagnosticato l’autismo infantile quando aveva 3 anni. L’idea di “famiglia perfetta” di Thorkil è crollata.

All’epoca, dice, non lo sapeva, ma alla fine questa situazione “diversa” ha illuminato e rafforzato questa famiglia danese.

In alcune dichiarazioni alle Nazioni Unite e al Forum Economico Mondiale, Thorkil ha raccontato che i bambini autistici soffrono di bullismo, e molti di loro abbandonano la scuola perché non riescono a rispettare le regole.

Thorkil voleva che suo figlio avesse le stesse opportunità degli altri. Col tempo, ha scoperto che Lars aveva una memoria straordinaria e grandi capacità a livello di matematica e lingue.

A 7 anni, il bambino ha disegnato a memoria il sistema ferroviario e stradale danese e la mappa completa dell’Europa.

Il padre si è reso conto che, pur essendo un bambino con necessità speciali, aveva grandi capacità, che in seguito sarebbero state molto utili nel mercato lavorativo.

Il film degli anni Ottanta Rain Man ha reso popolare l’autismo, e oggi esiste una forte coscienza sociale sulla necessità di integrare le persone con capacità neurologiche diverse.

Questo “padre coraggio”, dopo aver lavorato per 15 anni nel settore di tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC), ha voluto creare un’organizzazione globale per valorizzare queste capacità per il mondo aziendale e favorire l’inserimento delle persone autistiche nel mercato del lavoro.

Per il figlio ha ipotecato la casa

Nessuno credeva in lui, e neanche il Governo danese ha voluto sostenerlo con delle sovvenzioni. Per avviare la sua idea, Thorkil non ha esitato a ipotecare la sua casa.

Ha quindi creato la fondazione e impresaSpecialisterne (“Gli specialisti” in danese), con attività in varie parti del mondo. Lavora come consulente nel settore TIC sia per il settore pubblico che per quello privato, ed è presente, in modo diretto o indiretto, in 25 Paesi.

Ha creato un milione di posti di lavoro per persone affette da autismo e sfide simili attraverso l’imprenditoria sociale, l’impegno imprenditoriale e un cambiamento di mentalità globale.

In Spagna, l’impresa si interessa di due ambiti: da un lato, offre formazione alle persone autistiche per includere questo segmento della popolazione nel mercato lavorativo, dall’altro offre il talento di queste persone alle imprese perché le inseriscano nelle loro équipes. Un win-win, tutti vincono e ci guadagnano.

“Si offre un sostegno all’équipe dell’impresa, e poi quel sostegno viene ridotto a una sessione a settimana, in cui si realizzano gli aggiustamenti necessari sia all’impiegato che al manager e alla sua squadra, per verificare che tutto funzioni bene e che il lavoro svolto dal dipendente sia quello corretto. L’attenzione che viene prestata si adegua alle necessità di ogni persona”, ha riferito Elena Velasco, direttrice di Comunicazione e Marketing in Spagna.

Costa relazionarsi, ma…

“Parliamo di persone con autismo di livello 1, un autismo ‘ad alto funzionamento’, che non hanno disabilità intellettive”, spiega. “A molti costa relazionarsi, perché hanno degli interessi fissi o perché non danno importanza a dettagli come un invito per un caffè, un saluto, ecc.”.

Non tutti si comportano in questo modo, ma capiscono che vanno in azienda a lavorare.

“Ad alcuni bisogna dire di fermarsi un attimo a riposare, ad altri va ricordato che devono smettere di riposarsi per lavorare. Tutto dipende dalla personalità di ciascuno”.

“Viene offerta loro una formazione tecnica con adattamento sociale, in base al tipo di routine, agli abiti, alla puntualità, al modo di trattare i colleghi, i responsabili, come comunicare… tutti gli aspetti sensibili, per riuscire a mantenere il posto di lavoro, progredire a livello lavorativo e aumentare il proprio rendimento. Sono dei colleghi eccellenti”.

Esempio di concentrazione e produttività

Si pensa che tutti gli autistici siano molto bravi in matematica e programmazione, ma la percentuale di geni del settore all’interno della comunità autistica è la stessa di quella esterna.

Elena porta l’esempio di un impiegato affetto da autismo che doveva digitalizzare scatole e scatole di documenti.

Un collega verificava che il lavoro fosse ben svolto. Hanno inserito altre tre persone autistiche, e mentre una di loro lavorava su 90-100 documenti, un’altra arrivava a 300! Questa persona dimostrava una capacità di concentrazione maggiore, amava quel lavoro e non smetteva di svolgerlo dalle otto di mattina alle sei del pomeriggio.

Aveva un rendimento triplo rispetto a quello di una persona neurotipica (intesa in generale come una persona comune).

Gli autistici possono svolgere gli stessi lavori degli altri, ma alcuni manifestano un potenziale al di sopra della media. Hanno poi un’elevata capacità di individuare gli errori.

Una persona autistica arricchisce molto un’équipe, perché apporta punti di vista e soluzioni diverse.

“Bisogna semplicemente darle istruzioni chiare e concise, meglio se per iscritto che verbalmente. Si è verificato il caso di un manager a cui è stato detto di agire in questo modo e ha affermato che aveva applicato questa tecnica a tutti i membri della sua squadra perché vedeva che era molto efficace e che lo staff lavorava meglio”, dice Elena.

“Alla fine, il manager ha imparato a gestire molto meglio le persone e tutta la sua équipe perché aveva un impiegato con autismo. (Gli autistici) arricchiscono, apportano idee nuove e un modo diverso di vedere le cose”.

Le imprese che li assumono sono in definitiva uno specchio della società, perché questa è diversificata.

Elena spiega che la pandemia “è stata un punto di inflessione. Per via della pandemia, si valorizzano molto di più le imprese con un proposito in ambito sociale, che si preoccupano davvero della società, non solo dell’aspetto economico. Negli Stati Uniti, si è visto molto con la Grande Rinuncia. Dirigenti che hanon rinunciato a un buon posto di lavoro per andare in imprese più sociali e più inclusive in tutti gli aspetti”.

America Latina e Caribe

Dagli uffici di Barcellona e Madrid, e con una piattaforma di formazione online, si sta replicando il modello di Specialisterne in tutta la regione dell’America Latina e del Caribe.

C’è già un ufficio a San Paolo (Brasile), se ne sta creando uno a Città del Messico e ci sono progetti in Argentina, Colombia e Costa Rica.

In quest’ultimo Paese, la cooperativa Coopenae R.L, con più di 55 anni di esistenza, punto di riferimento nel mercato delle cooperative di risparmio e credito, ha firmato un accordo di collaborazione con Specialisterne con cui sono state selezionate e formate persone autistiche che hanno iniziato a lavorare nella cooperativa.

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