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Tommaso, pittore con autismo: “dipingere è raccontare una fiaba”

TOMMASO PANICHI

@atelierditommy / Instagram

Silvia Lucchetti - pubblicato il 29/06/22

Tommaso Panichi è un ragazzo autistico di 25 anni che dipinge da quando ne ha 8. Un giorno per esprimere il suo amore per l'arte ha detto alla madre: «Quando dipingo mi sento esatto».

Sul Corriere Buone Notizie troviamo la storia di Tommaso Panichi, un artista milanese di 25 anni con la passione per la pittura. Tommy è autistico e fin da piccolino ha nutrito un profondo interesse per l’arte – grazie anche alle gite in famiglia per musei, basiliche, chiese – che poi ha approfondito negli anni con lo studio. Il potere di essere circondati dalla bellezza.

Da dove nasce l’arte di Tommaso Panichi

Sul sito ufficiale si legge:

Tommaso è autistico la sua sensibilità agita i suoi pensieri e le sue emozioni che si esprimono e si ricompongono nella sua arte. Avvicinarsi alle opere di Tommaso Panichi significa accettare implicitamente un gioco: abbandonare i preconcetti legati al mondo dell’arte e trovarsi inaspettatamente immersi in un universo parallelo fatto di libertà e spontaneità.  Vedere il mondo con gli occhi di Tommaso può essere un dono per tutti. 

(Margherita Picco)
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Gli studi

Da Milano, sua città natale, si trasferisce a Pietrasanta per frequentare le scuole superiori:

A Milano – racconta la madre – non avevamo trovato una scuola superiore che potesse seguirlo con attenzione, così abbiamo deciso di trasferirci in Versilia, dove trascorrevamo le nostre vacanze, per frequentare l’Istituto statale d’arte Stagio Stagi, i cui docenti l’hanno sempre accompagnato nel suo percorso.

(Ibidem)

La sua Versilia

Un percorso che ha i colori accesi e vivi dei paesaggi della Versilia di cui si riempie gli occhi e che non si stanca mai di ritrarre: tramonti, mare, montagna.

Tommaso Panichi: “Quando dipingo mi sento esatto”

«Quando dipingo mi sento esatto» cinque parole con le quali un giorno Tommaso sorprese la mamma e che esprimono ciò che il giovane vive attraverso gli acquarelli. Davvero l’arte ha la capacità unica di farci sentire veri, pieni, completi, compresi. “La pittura come ragione di vita” scrive Jacopo Storni su Buone Notizie per descrivere la passione di Tommaso, e mi viene in mente una frase che ho letto pochi giorni fa: “L’arte non insegna niente, tranne il senso della vita” (Henry Miller).

“Dipingere è come raccontare una fiaba”

Per Tommaso…

(…) dipingere è come raccontare una fiaba. 

E sul profilo Instagram di questo giovane artista si respira la fiaba che vuole raccontare nei suoi dipinti astratti e originali, che crea con occhi divertiti e pieni di entusiasmo.

La passione per i gialli tv

Un altro grande interesse di Tommaso sono i gialli televisivi. E perciò spesso intitola le sue tele con nomi come: «Montalbano», «Delitti in Paradiso», «Un giallo alla televisione». Al ragazzo non manca di certo l’ironia!

L’ultima mostra di Tommaso Panichi

Tommy seppur molto giovane ha già potuto esporre le sue opere in diverse mostre, anch’esse dai titoli allegri e bizzarri. L’ultima a Seravezza si è conclusa il 12 giugno scorso: “Il dentifricio è una bellissima parola” .

Il progetto In Aut

A sostenerlo nel suo lavoro è arrivato anche il progetto In Aut della Regione Toscana, i cui beneficiari sono persone con disabilità che necessitano di un aiuto per svolgere a pieno la loro attività. Tommy ha potuto usufruire gratuitamente di assistenti che l’hanno seguito nell’organizzazione del lavoro (Corriere).

“E quando lavorate con amore – scrive Gibran ne Il Profeta –  voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.

Tags:
arteautismofiabapittura
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