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Sorgerà in provincia di Bologna il primo cimitero interreligioso

CEMETERY

Paolotacchi-CC BY-SA 3.0

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 30/11/22

Il progetto è nato in parrocchia ed è sostenuto dalla Chiesa di Bologna. Ad ispirarlo la perdita di un giovane figlio primogenito

Sorgerà in provincia di Bologna il primo cimitero interreligioso: nello stesso luogo di sepoltura potranno riposare i resti di persone di diverse fedi religiosi e di persone non credenti. 

Come è nato il progetto?

Tutto è iniziato con la perdita del figlio primogenito di Valentina Ciardelli ed EnricoLesca, una coppia di genitori che da anni frequenta la parrocchia di Botteghino di Zocca, frazione di Pianoro. Il loro figlio era molto legato ad un borgo, Casola Canina, su un piccolo cucuzzolo tra Pianoro e Imola (di cui è frazione), che custodisce i resti di un cimitero e di una chiesa distrutta durante la seconda guerra mondiale dai nazisti. 

Le camminate interreligiose

Valentina ed Enrico hanno pensato di trasformare il cimitero in un luogo di incontro ecumenico, coinvolgendo amici, scout, associazioni religiose e laiche. La rete, in poco più di due anni, si è molto allargata. Nel maggio 2021 ci fu la prima camminata interreligiosa che coinvolse centinaia di persone, e nel giugno 2022 c’è stata la seconda edizione di questa camminata. 

Il progetto di Ozzano

Intanto il vicino comune di Ozzano, nel 2021, ha promosso il progetto “Le chiavi di San Pietro”, con lo scopo di valorizzare l’omonimo borgo e il suo cimitero ormai abbandonato da tempo, come comunità accogliente e aperta alle altre culture (Chiesa di Bologna). Quale migliore spunto per incrociare l’idea di Valentina ed Enrico con quella del Comune di Ozzano?

L’idea degli studenti di architettura 

Il progetto del cimitero interreligioso, così prenderà forma nel piccolo cimitero di San Pietro di Ozzano, dove un gruppo di studenti di Architettura dell’Università di Bologna, assieme ai loro docenti, ha immaginato non solo come restaurare e conservare le strutture esistenti ma anche come riorganizzare e impostare gli spazi per accogliere sepolture di varie confessioni. 

L’orientamento verso la Mecca

L’esempio più banale è l’orientamento verso la Mecca dei defunti musulmani. Ma si pensa anche a un’area dove piantare alberi e consentire di associare ogni pianta alle ceneri di un caro estinto.

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“Comunità accogliente e aperta”

Il docente di restauro Andrea Ugolini, all’agenzia Dire, afferma: “La nostra è una visione, frutto di un percorso in cui degli architetti guidano giovani che vogliono diventare architetti”. L’obiettivo? “Dare concretezza a un’idea di comunità accogliente e aperta alle altre culture partendo dalla risignificazione e dal restauro di un piccolo cimitero abbandonato” a Ozzano. 

La posizione della Chiesa di Bologna sul cimitero 

Il cimiterino per defunti di fedi diverse “non è un’utopia, ma – specifica Ugolini- un’idea che ora si basa su una visione e delle riflessioni” che potranno avere uno sviluppo. Un’iniziativa supportata dalla Chiesa di Bologna e in particolare dall’Ufficio Ecumenico, che segue da vicino l’evoluzione del cimitero interreligioso.

Luogo di pace e visione ecumenica

Riassume il sito di Architettura dell’Ateneo di Bologna, come “dare nuovo senso e significato a questo speciale luogo di pace e bellezza secondo una visione ecumenica, interreligiosa e laica unanimemente condivisa conservando segni del tempo e della natura impressi sui manufatti che ancora oggi lo caratterizzano”.

Tags:
bolognacimiteroecumenismo
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