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Suggerimenti per recitare il Rosario secondo San Giovanni Paolo II

ROSARY

Shutterstock | Maria Marganingsih

Cecilia Zinicola - pubblicato il 07/10/22

Pregare in modo consapevole serve per crescere nella vita spirituale e nel rapporto con Gesù tutti i giorni

Il 22 ottobre si celebra la festa di San Giovanni Paolo II, un uomo santo che è stato grande promotore del Santo Rosario visto che era la sua preghiera preferita, come ha affermato nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae.

Il Rosario è una preghiera che ci permette di imparare chi è Gesù. Per questo, come una “scuola”, Maria ci conduce attraverso la storia per incontrare suo Figlio. È una preghiera che ci spinge a collegarci maggiormente al mondo e a ciò che contiene, ci porta a riconoscere Dio nel nostro cammino di vita e in tutto quello che ci circonda.

Seguendo l’esempio di San Giovanni Paolo II, possiamo vedere come il Papa santo e altri intorno a lui abbiano vissuto i frutti spirituali associati ai misteri del Rosario e come quell’incontro con la grazia sia davvero capace di cambiare la vita. In un mondo che corre in modo frenetico, tuttavia, a volte lottiamo per poterlo recitare bene.

In questo senso, tener conto di alcuni consigli per poter includere questa preghiera nella nostra vita quotidiana con maggiore consapevolezza può essere la “chiave” che ci permette di abbracciare il suo carattere contemplativo ed evitare così di cadere in formule rapide senza prestare troppa attenzione o pronunciando le parole con una semplice ripetizione meccanica.

La ripetizione non è negativa

La recita del Rosario è stata a volte fraintesa e vista come qualcosa di monotono, ripetitivo e senza senso, ma non è così. È vero che si recitano più volte le preghiere, perché ripetere fa parte del metodo (San Giovanni Paolo II lo spiega in modo dettagliato), ma ha senso, perché in questo modo ci colleghiamo alla vita di Cristo.

Di per sé la ripetizione non è negativa. Il fatto che si ripeta qualcosa non vuol dire che non abbia importanza, anzi, è qualcosa di salutare, come accade ad esempio quando un marito dice a sua moglie che la ama più di una volta al giorno. La ripetizione nella bontà ribadisce questi vincoli d’amore.

Il ritmo di un cuore che ama

Il Rosario è come il ritmo di un cuore che ama e non si ferma, come le parole che pronunciamo tutti i giorni quando diciamo agli altri che teniamo a loro e che sono importanti per noi. Le parole impegnano il nostro intelletto come una dichiarazione d’amore che compiamo continuamente nelle “battaglie spirituali” di ogni giorno.

WEB ROSARY CROSS JESUS HOLY © Graja Shutterstock

In base agli insegnamenti di San Giovanni Paolo II per recitare il Rosario in modo più efficace, anche se non si possono mettere tutte in pratica, tener conto di almeno qualcuna di queste “strategie” ci aiuterà a poter realizzare la nostra preghiera cristiana e a unirci di più a Gesù.

Misteri

Annunciando ogni mistero, facciamo riferimento ad un momento della vita di Gesù. Possiamo usare una piccola spiegazione o una riflessione tratta da un libro di preghiere, o pensare a qualcosa che abbiamo ricordato mentre lo recitavamo. Trattandosi di misteri, troveremo sempre un messaggio nuovo in ciascuno di essi nelle diverse fasi o circostanze della nostra vita.

Se per voi è qualcosa di nuovo, avete già provato a recitarlo più volte senza riuscirci e pensate di non poter fare tutto in una volta, potete dividerlo tra i giorni della settimana e recitare un mistero al giorno in base al fatto che corrisponda ai misteri gioiosi, dolorosi, luminosi e gloriosi. Cercate di essere creativi per portare la vita di Gesù nella nostra.

Scritture

Una delle strategie per fare in modo che la ripetizione non sia meccanica è prendersi del tempo dopo aver annunciato il mistero per leggere il passo biblico corrispondente a quel momento della vita di Gesù. Questo renderà la preghiera più ricca, analizzandone i dettagli. Si può anche leggere un altro commento al mistero tratto da una Bibbia illustrata o un altro libro religioso.

Pensate alle storie e ai ricordi della vostra infanzia che vi piace ascoltare. Quando recitiamo il santo Rosario, possiamo pensare a Maria che racconta le sue memorie accanto a Gesù. Ricordare queste esperienze con la guida della Madre di Dio ci avvicina a un incontro con Cristo sia nei momenti gioiosi che in quelli caratterizzati dalla sofferenza.

Silenzio

Quando recitiamo il santo Rosario, non si tratta di raccogliere informazioni, ma di lasciare che Dio ci parli. Una strategia è quella di concedersi un momento di silenzio per meditare. Si può fare dopo aver letto la Parola di Dio o dopo aver annunciato il mistero lasciando dei secondi di silenzio perché quelle parole risuonino nel nostro cuore.

La meditazione si nutre del silenzio, che ci aiuta ad entrare profondamente nella preghiera.

Fare del pause ci fa addentrare nel mistero senza correre con le parole. Il Rosario non è una corsa per completare un compito, ma una preghiera di contemplazione che ci invita a guardare il volto di Cristo, e Maria ci mostra come guardare suo Figlio.

Canti

Il canto dolce del Gloria, di una giaculatoria o di una breve canzone tra i misteri ci aiuta a rendere la preghiera più lenta e profonda, e spesso ci predispone meglio al raccoglimento. Non per niente si dice che “Chi canta prega due volte”.

christian couple

La musica è una chiave capace di aprire la porta al cuore, e una fonte di ispirazione che riflette la bellezza espressiva della preghiera, la partecipazione comune e il suo carattere solenne. Quando recitiamo il Rosario con i bambini, a volte è difficile che possano o vogliano partecipare, ma con un po’ di musica possono partecipare alle parti cantate e integrarsi più facilmente.

Il nome di Gesù

La preghiera più ripetuta nel santo Rosario è l’Ave Maria. Ogni volta che preghiamo, il centro di gravità cade sulla parola “Gesù”. Mettere a fuoco il nome di Gesù in modo speciale con una piccola pausa, mettendo una mano sul cuore, chiudendo gli occhi o con un tono di voce amorevole, può aiutarci ad essere più consapevoli della Sua presenza.

Lasciate che il Suo nome riempia il vostro cuore in quel momento, e ricordate il Suo posto concreto nel mistero che stai recitando: durante la Sua nascita nella mangiatoia di Betlemme, quando è stato presentato al Tempio, quando ha celebrato l’Ultima Cena insieme agli apostoli o sul Calvario portando la Croce. In questo modo incontrerete Cristo in un modo a cui forse non avevate mai pensato prima.

Immagini

Il santo Rosario può essere recitato ovunque, ma usare un’icona o un’immagine per avere una rappresentazione visiva del mistero o pregando in chiesa, dove si può vedere la Croce, può aiutare ad addentrarsi con maggiore consapevolezza nella preghiera. Ciò vale soprattutto per i più piccoli, per i quali concentrarsi è più complicato.

Fotografie e colori possono aiutare. Si può usare un piccolo altare su cui si trova qualche statua o immagine di Gesù, Maria e i santi, o accendere una candela al momento di pregare, sapendo che sarà qualcosa di speciale. I bambini riconoscono sempre che accendere o spegnere una candela è importante e ci invita a vivere un momento sacro.

Lourdes de nuit

Intenzioni recitando il Rosario

Come ogni preghiera, il santo Rosario preghiera è un atto d’amore, e comprende tutto il nostro cuore e ciò che c’è in esso. I nostri sogni più profondi, chi sappiamo che sta attraversando un momento difficile o le persone care che sono una parte importante della nostra vita e hanno bisogno del nostro affetto. Con la preghiera, possiamo coinvolgerli in quel momento.

Iniziare la preghiera condividendo intenzioni di ringraziamento o richieste speciali ci apre il cuore e può aiutarci a predisporci meglio. Vogliamo non solo incontrare Gesù, ma anche far sì che tutti i nostri progetti e le persone che amiamo possano ricevere la grazia della Sua presenza. Si possono recitare in silenzio, ma anche prepararle, scriverle e metterle su un piccolo altare.

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