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Il trucco che uso per aiutarmi a spezzare i cicli di tristezza

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Unsplash / Paola Chaaya

Cecilia Pigg - pubblicato il 23/09/22

Quando si riconosce la propria infelicità e che quello che si sta facendo non aiuta, è già il primo passo

Ho controllato il mio telefono per la centesima volta. Erano passati solo 10 minuti. Stavo aspettando un orario “accettabile” per mangiare il dolce – il gelato alle 10 del mattino non sembrava una cosa adatta. L’una era meglio.

Quel giorno non ero molto impegnata, il che non aiutava e mi faceva dipendere ancor di più dall’orologio. Sapevo che il gelato era nel freezer, e non vedevo l’ora di mangiarlo.

Anche se mi ero convinta che dovesse essere mangiato, sapevo anche che una volta che l’avessi gustato non sarebbe stato delizioso come immaginavo e avrei ricominciato a fissarmi sull’orologio in attesa di poterne mangiare ancora. Invece di godermi la giornata e il gelato, ci avrei pensato in continuazione, ossessionandomi per poi rimanere delusa. E poi avrei ricominciato il ciclo daccapo.

Vi è mai capitato di provare questa sensazione per qualcosa?

Potrebbe essere collegato anche per voi al cibo, o riguardare l’alcool, il sesso o anche la semplice affermazione verbale – come volere che qualcuno vi noti o si complimenti con voi per il vostro lavoro. È probabile che chiunque abbia accesso a Internet abbia dovuto sforzarsi di imparare come moderare il suo uso, e soprattutto la gratificazione derivante dalla distrazione di scorrere lo schermo.

In tutte queste situazioni sperimentiamo una sensazione positiva, poi vogliamo provarla di nuovo, e ottenere quella sensazione diventa una presenza costante o una distrazione. Ho notato che per me va e viene piuttosto regolarmente a vari livelli. Ad ogni modo, ho capito che c’è un segno che mi porta a riconoscere ciò che sta succedendo anziché portare avanti il ciclo in modo cieco e ostinato. In un certo senso è molto semplice – divento consapevole della mia tristezza.

Può non sembrare molto, ma rendersi conto e articolare il pensiero “Sono triste. Non mi sento libera; mi sento dipendente da qualcosa, e questo mi fa mai sentire soddisfatta” è una cosa importante. Ecco quando lo noto in me stessa:

  • Quando mi sento preoccupata e scontenta a livello quotidiano, so che deve cambiare qualcosa.
  • Quando non mi sento libera di vivere pienamente ogni momento, avendo invece la sensazione di vivere solo per le parti felici della mia giornata.
  • Quando penso di poter affrontare la vita e renderla gradevole solo se ho (inserire la realtà in questione).

Un modo infallibile per sapere a cosa siamo troppo attaccati è chiedersi a cosa si pensa quando ci si sente stressati. Una volta che si riconosce di non essere felici, e che quello che si sta facendo non risolve la questione, si è cento passi più avanti di prima.

Ci sono molti modi per liberarsi dal ciclo dello scontento e del modo sbagliato di affrontarlo, e tutti richiedono sforzo, ma sapere che la libertà è possibile e che ci sono modi più sani per far fronte all’infelicità mi spinge a compiere il lavoro necessario per cambiare.

La libertà interiore vale la pena.

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