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La Rosa che a Lima sbocciò per Dio soltanto (e per i poveri)

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Anna Demianenko | Shutterstock

Aliénor Goudet - pubblicato il 23/08/22

Fin dalla sua più verde età, Isabella Flores de Olivia, nata nel 1586 a Lima (Perù) e soprannominata Rosa, fece voto di perpetua verginità. La donna che la Chiesa celebra e festeggia il 23 agosto si inflisse numerose mortificazioni al fine di sfuggire alle vanità che la sua bellezza attraeva. Scoprite la determinazione e il carattere ben temperato di questa mistica che fin da giovanissima si sapeva riservata a Dio.

Lima, 1599. La serata aveva tutto per riuscire: la sala era illuminata e decorata a festa, il profumo delle spezie del buffet e dei fiori si diffondeva dall’appartamento e i giovani ballavano al ritmo della musica sotto gli occhi benevoli degli accompagnatori. Eppure Hernando era distratto. Non che la musica o la compagnia gli dispiacessero, ma da un istante non vedeva più la sua sorella minore, Rosa. 

I genitori avevano insistito perché uscisse: conoscendo Rosa, doveva essere nascosta da qualche parte per sfuggire alle mondanità – si disse fra sé. Gli scappò un sospiro e, decisamente a malincuore, Hernando lasciò la sua partner per andare alla ricerca di quella testona di sorella. Fu allora che vide una banda di ragazzi che discuteva vivacemente, e tra quelli riconobbe l’amico Gracio, che aveva visto con Rosa un attimo prima. 

Mentre si avvicinava, Hernando notò un’area arrossata sulla guancia dell’amico. Vedendolo arrivare, quello prese la parola: 

Amigo, tua sorella sarà pure la ragazza più bella di Lima, ma è forasti come un gatto selvatico! 

– È una frase del genere che di è valsa una delle sue sberle? – replicò Hernando mettendo le braccia conserte – Che hai fatto a mia sorella, Gracio? 

– Sul mio onore, non le ho fatto niente! – si difese l’accusato – Le ho semplicemente detto che era radiosa e l’ho invitata a ballare. Mi ha rifilato una cinquina in faccia ed è sparita come un fulmine. 

All’improvviso le budella di Hernando si torsero d’inquietudine: l’impulsività della sorella non andava presa alla leggera, e nessuno lo sapeva bene quanto lui. Lasciando a Gracio l’incombenza di avvertire i sorveglianti, si affrettò ad andarsene. 

Si lanciò sotto la pioggia sulla strada verso casa. Una volta arrivato, si precipitò verso la camera della sorella. Sul suolo sparse giacevano lunghe trecce di capelli mal tagliati, nonché il bel vestito di Rosa, sbrindellato. 

Poi un grido da fuori lo fece saltare sul posto. Non era un grido di paura, né di dolore. Hernando si recò allora in giardino. Rosa era lì, sotto la pioggia e senza portare altro che una camicia da notte, in mano il rosario. Senza aspettare, Hernando la prese per il braccio e la trasse all’interno. 

Ma vuoi ammazzarti, cretina?! Che hai fatto ai capelli? E il tuo viso… 

Effettivamente il bel viso di Rosa era coperto di graffi, come se si fosse voluta strappare la pelle. Come il grido di poco prima, le lacrime che le uscivano dagli occhi provenivano dalla rabbia. 

Non mi lasciano mai in pace, con questo viso! Il mondo vuole mangiarmi in un boccone, ma io non appartengo che a Dio! 

Hernando restò senza voce. Dall’alto dei suoi tredici anni, Rosa offriva a Dio più sacrifici di chiunque altro. Digiunava due o tre volte a settimana e dava ai poveri il cibo che non mangiava. Rifiutava i bei vestiti e i gioielli e passava la maggior parte del suo tempo a pregare e a leggere. Ma da qui a mutilarsi pure…! 

Hermanita, credi veramente che Dio voglia che tu ti rovini il viso che lui ti ha donato? Il suo sguardo non conta più di quello degli uomini? 

– Le Scritture dicono: «Se la tua mano destra ti scandalizza, tagliala e gettala lontano da te» – replicò lei testarda come al solito. 

– Il tuo viso ti scandalizza? 

– Attrae la vanità di questo mondo verso di me, e io non voglio. La sola bellezza che Dio ammira è quella del cuore. È in Cristo che voglio vedermi. Non in uno specchio che mi rimanda alla peccatrice che sono. 

Brillava un fuoco negli occhi di Rosa. Un fuoco di fede, di fedeltà e di amore infinito per il Signore. Molti diranno “è matta”, oppure “che peccato: una ragazza così bella si dà a Dio!”, ma Hernando da parte sua dirà: «Dio si è scelto per sé la più bella». Lui già sapeva che lei sarebbe stata grande nei secoli. 

Una volta terziaria domenicana, Rosa avrebbe passato il resto della sua vita in una povertà imposta da lei stessa, e impegnata a soccorrere i poveri e i malati di Lima fino alla morte, avvenuta il 23 agosto 1617. Sarebbe stata canonizzata il 2 aprile 1671 da Clemente X. L’amore che aveva portato per i più piccoli, anche a detrimento della propria persona, sarebbe rimasto impresso nei cuori degli abitanti di Lima e dei cristiani di tutto il mondo. 

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio] 

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bellezzadomenicaniperùsanti e beatitentazioni
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