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L’umiltà e la fiducia in Dio possono tutto

FIDUCIA PADRE E FIGLIO

DavideAngelini|Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 03/07/22

In questo brano del vangelo Gesù guarisce una donna da una lunghissima malattia e resuscita una bambina, due miracoli "impossibili", resi possibili dalla bontà di Dio e dalla fiducia totale di chi si rivolge al Signore.

Vangelo di Lunedì 4 Luglio

 Mentre diceva loro queste cose, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli
disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa
vivrà».  Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli.
 Ed ecco una donna, che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e
toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo
mantello, sarò guarita». Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede
ti ha guarita». E in quell’istante la donna guarì.
Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse:
 «Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo.
 Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò.
 E se ne sparse la fama in tutta quella regione.

(Matteo 9,18-26)

La pagina del vangelo di oggi tiene insieme due miracoli: il primo riguarda una donna che soffriva di emorragie da dodici anni, e la seconda una bambina in fin di vita. Senza
rovinare la suspense a nessuno credo che tutti possiamo immaginare che in entrambi i
casi Gesù guarisce queste persone.

Eppure credo che sia sbagliato lasciarci eccessivamente distrarre dal finale perché ci sono due dettagli degni di nota che forse possono diventare le vere chiavi di lettura del racconto.

Il primo riguarda il padre della bambina:

“giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà»”;

il secondo riguarda la donna:

“Ed ecco una donna, che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita»”.

Un capo che si umilia, e una disperata che si fida con tutte le sue forze. L’umiltà e la fiducia sono il vero fondale di questo vangelo.

È come se questo racconto volesse suggerirci che se da una parte non abbiamo potere di fare miracoli, l’umiltà e la fiducia in Dio, però, possono tutto. E in fondo la vera radice della nostra inquietudine e ansia è proprio la mancanza di umiltà e di fiducia in Dio.

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