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Sanremo, la Chiesa contro Achille Lauro: esibizione penosa, battesimo è dono di Dio

sanremo 2022

Youtube | RaiPlay

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 02/02/22

La protesta del cardinale Ravasi e del vescovo di Sanremo. Nel mirino gli autori del Festival e i dirigenti della Rai che hanno permesso l’esibizione blasfema. Nel pomeriggio tweet del Papa sull'importanza del battesimo

Una esibizione «penosa», volgare, perversa, conclusa nel peggiore dei modi con la derisione del sacramento del battesimo: la Chiesa alza la voce contro Achille Lauro e il Festival di Sanremo, contro gli autori del programma e i dirigenti della Rai. Insorgono il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, e sopratutto il vescovo di Sanremo, monsignor Antonio Suetta. Nel pomeriggio del 2 febbraio è arrivato anche il tweet di Papa Francesco.

“Il battesimo veste d’immortalità”

«II Battesimo è il più bello e magnifico dei doni di Dio. Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d’immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi è di più prezioso». Il cardinale Gianfranco Ravasi nella mattina del 2 febbraio, in una serie di tweet polemizza, senza mai nominarlo, con Achille Lauro per l’esibizione con battesimo a torso nudo a Sanremo (Open on line, 2 febbraio). 

“Una brutta piega”

«Una triste apertura del Festival della Canzone Italiana 2022 ha purtroppo confermato la brutta piega, che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso». Lo ha detto il Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Antonio Suetta.

“Gesti offensivi per la dignità dell’uomo”

«La penosa esibizione – prosegue Suetta – ha ancora una volta deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante. Il brano presentato, già nel titolo e nel contesto di un coro gospel, alludeva al giorno del Signore, celebrato dai cristiani come giorno della fede e della risurrezione, collocandolo in un ambiente di parole, di atteggiamento e di gesti, non soltanto offensivi per la religione, ma prima ancora per la dignità dell’uomo. Non stupisce peraltro che la drammatica povertà artistica ricorra costantemente a mezzi di fortuna per far parlare del personaggio e della manifestazione nel suo complesso».

Le colpe del servizio pubblico

Mons. Suetta ha confermato inizialmente la sua indecisione su un suo intervento in merito: «Dapprima ho pensato che fosse conveniente non dare ulteriore evidenza a tanto indecoroso scempio, ma poi ho ritenuto che sia più necessario dare voce a tante persone credenti, umili e buone, offese nei valori più cari, per protestare contro attacchi continui e ignobili alla fede. Ho ritenuto doveroso – ha evidenziato il vescovo di Sanremo – denunciare ancora una volta come il servizio pubblico non possa e non debba permettere situazioni del genere, sperando ancora che, a livello istituzionale, qualcuno intervenga. E ho affermato con chiarezza che non ci si può dichiarare cattolici credenti e poi avallare ed organizzare simili esibizioni. Ho ritenuto, infine, che sia importante e urgente arginare la grave deriva educativa che minaccia soprattutto i più giovani con l’ostentazione di modelli inadeguati» (Sanremo News, 2 febbraio).

Il Padre Nostro di David Bowie

L’Osservatore Romano (2 febbraio), quotidiano del Vaticano, ha sminuito la performance di Achille Lauro, con una breve lettera del direttore Andrea Monda:

«Chiamati in causa da Fiorello alla cui simpatia non si può resistere, eccoci qui a dire la nostra, come richiesto, su Achille Lauro. In punta di piedi. Perché Sanremo è Sanremo. L’Osservatore è L’Osservatore. E in questo caso si limita ad osservare che, volendo essere a tutti i costi trasgressivo, il cantante si è rifatto all’immaginario cattolico. Niente di nuovo. Non c’è stato nella storia un messaggio più trasgressivo di quello del Vangelo. Da questo punto di vista difficilmente dimenticheremo la recita del Padre Nostro, in ginocchio, di un grande artista rock come David Bowie. Non ci sono più i trasgressori di una volta».

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