Aleteia logoAleteia logoAleteia
lunedì 15 Agosto |
Santa Maria Assunta
Aleteia logo
News
separateurCreated with Sketch.

Un nuovo studio nega l’uccisione di bambini nelle scuole residenziali cattoliche in Canada

Study_period_at_Roman_Catholic_Indian_Residential_School_Fort_Resolution_NWT_14112957392-BiblioArchives-LibraryArchives-from-Canada-CC-BY-2.0.jpg

Francisco Vêneto - pubblicato il 02/02/22 - aggiornato il 02/02/22

Lo storico Jacques Rouillard mette in discussione l'ubicazione dei presunti “resti mortali”, e indica gravi incongruenze nei rapporti che hanno scioccato il mondo nel 2021

Circa 7 mesi dopo uno scandalo di proporzioni planetarie su “centinaia di bambini indigeni” sepolti in modo anonimo “nelle scuole cattoliche del Canada”, una svolta mette alla berlina gran parte delle narrative del 2021.

Lo storico Jacques Rouillard, professore emerito della Facoltà di Storia dell’Università di Montreal (Canada), ha pubblicato sul portale canadeseDorchesterReview.ca l’11 gennaio un testo in cui afferma che “nessun corpo” di bambino è stato trovato nelle presunte fosse comuni, in sepolture clandestine o in qualsiasi altra forma di sepoltura irregolare nella Scuola Residenziale Indigena Kamloops del Canada, e men che meno sono stati trovati indizi del fatto che dei bambini siano stati assassinati.

In base ai documenti presentati da Rouillard, 51 bambini sono morti in quell’internato tra il 1915 e il 1964. Nel caso di 35 di loro sono stati trovati documenti che provano la causa della morte, soprattutto malattie e in alcuni casi incidenti. Nessuno dei 51 bambini è stato assassinato.

Le voci del 2021

Nel corso del 2021, tuttavia, ha avuto ampie ripercussioni sui grandi media canadesi, e da lì su quelli mondiali, la presunta scoperta di sepolture senza identificazione in scuole residenziali indigene del Paese. Diffuse immediatamente sulle reti sociali, queste affermazioni si sono trasformate in narrative diverse, alcune delle quali affermavano che “centinaia di bambini” erano “state uccise” e “sepolte segretamente” in “fosse comuni” o in tumuli irregolari nei terreni di “scuole cattoliche” di “tutto il Canada”.

Varie delle scuole residenziali indigene in questione, pur appartenendo al Governo canadese, erano affidate per la gestione a congregazioni religiose, molte delle quali cattoliche. Per questo, la Chiesa è stata rapidamente accusata di “connivenza o omissione” di fronte ad “abusi e atti di violenza, fisica e psicologica”, inflitti ai bambini nativi in quelle istituzioni, fondate dal Governo per “integrare i bambini nativi” nella società canadese.

Il modello governativo di presunta integrazione, però, è stato accusato di costringere i bambini a distanziarsi bruscamente da cultura, tradizioni e lingue del proprio popolo. Visto che non è stato possibile sostenere che “centinaia di bambini” siano “state uccise” in “scuole cattoliche”, i media sono passati a enfatizzare l’indignazione sociale provocata non dalle morti in sé, ma da modo in cui i bambini erano stati separati dalla famiglia sia in vita che al momento della sepoltura.

Perfino la Cina, il cui Governo comunista perpetra esplicitamente abusi sistematici e comprovati nei confronti dei diritti umani dei propri cittadini, ha chiesto al Tribunale dei Diritti Umani dell’ONU, nel giugno 2021, un’indagine sulle “violazioni dei diritti umani della popolazione indigena del Canada”. Amnesty International, organizzazione che difende apertamente l’assassinio di bambini in gestazione attraverso l’aborto libero, ha chiesto che i responsabili dei “resti mortali” ritrovati a Kamloops venissero processati.

  • 1
  • 2
Tags:
bambinicanadamortescuola
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni