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Come vivere un Natale felice nonostante tutta la sofferenza che c’è nel cuore?

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Di Just Life|Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 28/12/21

di Pablo Perazzo

Noi cristiani crediamo che Dio sia nato tra noi, e che ci abbia salvato dal peccato. Dio si è fatto uomo per avvicinarsi a noi. Ci ama tanto da averci voluto provare che era disposto a rinunciare alla Sua condizione divina.

È diventato uguale a noi (fuorché nel peccato), facendosi uomo, e ha dato la vita sulla croce. È questo il motivo della nostra gioia come credenti. È per questo che possiamo affrontare e assumere nella nostra vita la sofferenza e le croci senza perdere la gioia e la speranza che si annidano nel nostro cuore.

Come vivere con gioia questo Natale nonostante la sofferenza?

Tutto questo può sembrare meraviglioso, e in effetti è qualcosa di straordinario. E allora perché vediamo tanti che, dicendo di credere in Gesù, sembrano non saper superare il dolore e la sofferenza che devono affrontare?

Alcuni rinnegano Dio, arrivando perfino a perdere la fede. In questo periodo è molto facile optare per lo scoraggiamento o il dolore. Quest’anno sono accadute talmente tante cose che a volte una sofferenza simile sembra irreale.

La chiave per vivere un Natale felice è cercare il Signore, aprire il nostro cuore al Suo amore e lasciare che la Sua presenza trasformi la nostra vita. Diciamo al Signore nella preghiera “Ho bisogno di Te, ascoltami, aiutami, consolami, riempimi del Tuo amore e della Tua gioia!”

Si tratta di vivere come bravi cristiani, e per questo ho voluto scrivere questo breve articolo. Per ricordare alcuni atteggiamenti che ci spingano a vivere un Natale felice nonostante le circostanze.

1Bisogna fermarsi

L’Avvento è il periodo liturgico per prepararsi all’arrivo del Bambino Gesù, e per preparare il nostro cuore al Signore che già è presente. Celebriamo la nascita di Gesù, avvenuta più di 2.000 anni fa.

La frenesia dell’attivismo della fine dell’anno e il divertimento che cerca la maggior parte della gente fuggendo dal peso delle responsabilità (che in questi ultimi mesi di pandemia si è moltiplicato in modo esponenziale) fanno sì che non possiamo avere il silenzio necessario per sintonizzarci con la nostra interiorità e incontrare il Signore.

È lì, dentro di noi, che si realizza questo incontro personale d’amore con il Figlio di Dio. Non possiamo lasciarci trascinare dal turbinio del consumismo natalizio, senza sforzarci di vivere quel silenzio che ci permetta di cogliere la presenza di Dio.

Presenza che è una realtà invisibile ma che è lì, che esiste. Che si può sperimentare solo con il cuore, con lo spirito. È decisamente raccomandabile vivere quello che Sant’Ignazio delinea come “esame di coscienza”, che in poche parole è una forma di preghiera in cui si acquisisce la consapevolezza della Provvidenza divina nella vita quotidiana.

Questo ci porta a comprendere in modo totalmente rinnovato la nostra vita personale, come anche il modo per intendere il mondo in cui viviamo. Si tratta di avere uno sguardo cristiano sulla realtà personale e sul mondo.

Guardare la realtà con gli occhi di Dio, fermarsi a pensare a come abbiamo affrontato quest’anno, a come ci siamo avvicinati a Dio e abbiamo agito in base all’amore che Egli ha posto nel nostro cuore.

2Vivere il Kairós in questo Natale

Dobbiamo essere capaci, con questa grazia divina, di trasformare la nostra vita in un tempo di salvezza (Kairós). Il passare del tempo a livello cronologico (kronos) è la semplice successione dei minuti, ma il “tempo di salvezza” (Kairós) che viviamo finché dura la nostra vita su questa terra è fondamentale.

E perché? Perché “al tramonto della nostra vita”, come diceva bene Santa Teresina, verremo giudicati in base all’amore vissuto, e in comunione con Cristo potremo passare alla vita eterna. Questa speranza cristiana – godere della vita eterna – permette di vivere un presente pieno di senso. In questo modo, per il cristiano ogni minuto è un’occasione per risvegliare la fiamma viva dell’amore divino. Facciamo sì che questo Natale sia felice, indipendentemente da tutto!

Come luce nell’oscurità di questo mondo in cui viviamo, auguriamoci di poter illuminare la vita di altre persone. Quanti sono tristi, vuoti e disperati intorno a noi, aspettando qualcuno che indichi loro la strada! Non c’è tempo (kronos) da perdere, visto che è in gioco la nostra salvezza (Kairós).

3Fare spazio nel proprio cuore al Bambino Gesù

In primo luogo, confidando nel fatto che Egli è in noi e ci offre il dono del Suo amore e della Sua salvezza, e ci parla in molti modi – nelle Sacre Scritture, nella testimonianza dei santi, negli eventi ordinari della vita quotidiana e in tutto il creato.

Il Signore si manifesta e si lascia vedere in moltissimi dettagli, ma dobbiamo imparare a cercarli con gli occhi del cuore. Ditegli “Signore, sono qui, Ti aspetto con amore, con speranza, con la speranza che Tu trasformi tutto”.

Da parte nostra serve un atteggiamento di ricerca, rivolgendoGli la parola, presentandoGli le sofferenze e le croci che ci intristiscono, offrendo la nostra impazienza e tutte quelle domande che possono farci dubitare, mettere in discussione e perfino rinnegare.

Non c’è problema! Il Signore vuole che ci avviciniamo a Lui come siamo, con le nostre gioie e le nostre tristezze, con luci e ombre, chiedendoGli sempre di aumentare la nostra fede.

Prego Dio perché tutti possiamo vivere un Natale allegro e in pace. Fate spazio a Gesù nel vostro cuore!

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link.

Tags:
allegrianatalesofferenza
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