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Non sa più il nome di sua moglie, ma sa di amarla e la sposa di nuovo.

PETER MARSHALL

Earth and Sun Co | Youtube

Annalisa Teggi - pubblicato il 23/06/21

Peter Marshall ha solo 56 anni ma è affetto da una forma precoce e aggressiva di Alzheimer. Sa di amare la donna che ha accanto, ma non ricorda altro. In un momento di lucidità le ha chiesto di sposarla ... di nuovo.

Uno dei luoghi comuni sul matrimonio riguarda la noia della routine quotidiana. Come si fa a stare sempre con la stessa persona? Come si fa a sopportarne quei difetti e fissiazioni che si traducono in comportamenti ripetuti che danno così fastidio? Eh sì. Il punto è che la promessa del ‘per sempre’ è una partita che si gioca sempre in casa e sul terreno sfiancante del ‘giorno per giorno’.

La memoria spesso diventa una cattiva alleata, la trasformiamo in un serbatoio stracolmo di recriminazioni. Usiamo nel modo peggiore possibile una risorsa indispensabile, perché la memoria è ciò che permette al presente di non essere un tempo morto. Cosa accadrebbe se domattina, svegliandoci, ci ritrovassimo con una tabula rasa di ricordi? Scenderemmo dal letto? Avremmo il coraggio di iniziare la giornata?

Peter Marshall, un Alzheimer precoce e aggressivo

La storia d’amore dei coniugi Marshall del Connecticut, Lisa e Peter, sta rimbalzando su molti giornali perché è strana e unica: un uomo ha deciso di sposare di nuovola stessa donna.

Non si è trattato di un semplice anniversario accompagnato da una rinnovata celebrazione della promessa matrimoniale, sono state proprio delle nuove nozze. Perché il marito non ricordava le precedenti, e non ricorda neppure più il nome della donna che ha accanto a sé tutti i giorni.

Peter Marshall è giovane, ha appena 56 anni, ma è stato colpito da una forma di Alzheimer precoce e aggresiva. Lui e sua moglie Lisa erano vicini di casa, si sono innamorati quando entrambi erano già divorziati. Nel 2009 si sono sposati, poi nel 2017 qualche segnale d’allarme si è manifestato:

Peter cominciò ad avere difficoltà con la memoria, dimenticava le parole e in fretta divenne molto smemorato. Un anno più tardi, Lisa lo accompagnò da un neurologo e la risposta fu la diagnosi di un Alzheimer precoce. […] A gennaio del 2019, Peter rassegnò le dimissioni dal lavoro a causa dell’aggravarsi della perdita di memoria. L’anno dopo anche Lisa lasciò il lavoro per dedicarsi a tempo pieno a Peter.

Da The Guardian

Una vita stravolta all’improvviso e ci si ritrova a capofitto dentro quell’ ‘in salute e malattia’ che suona tanto romantica, come frase detta ad alta voce e con gli abiti nuziali indosso. A prenderla sul serio c’è da tremare, eppure tante storie di coniugi in carne e ossa ci mettono davanti agli occhi la certezza che è una promessa vertiginosa ma non nemica del bene, anzi.

Ha dimenticato tutto, ma non di amarla

Si può amare una persona che non si ricorda più nulla? Si può assisterla quotidianamente ricevendone spesso in risposta uno sguardo vuoto di qualsiasi segno di empatia? Scrivendo ho negli occhi le lacrime di mia nonna a cui fece molto male che mio nonno la trattasse da estranea, anche in modo sgarbato, quando la demenza si aggravò. Ma ho negli occhi anche la sua dedizione incrollabile al marito, che da adulta mi è sempre parsa una roba da alieni, sovrumana.

Nella quotidianità sicuramente complessa e impegnativa dei coniugi Marshall è accaduto qualcosa di imprevisto che ha ridato senso alla fatica degli ultimi anni, ricacciando un po’ più lontano gli incubi legati al peggioramento svelto della malattia di Peter.

C’è qualcosa che quest’uomo non ha proprio dimenticato, ed è di amare la donna che ha accanto, anche se non sa più il suo nome né di averla già sposata.

Lo scorso anno, guardando la scena di un matrimonio in TV, Peter ha chiesto a Lisa di sposarlo, dimendicando poi di averle fatto questa proposta il giorno dopo. Non ricordava neppure di averla già sposata. Racconta Lisa: “Io gli dissi: ‘Cosa vuoi fare?’ e lui indicò il matrimonio in TV e allora chiesi: ‘Vuoi che ci sposiamo?’ e rispose di sì facendo un grande sorriso. Non ricorda più che sono sua moglie, sono solo la sua persona preferita”.

Ibid

Forse i più cinici storceranno il naso e sentiranno il bisogno di precisare che quella espressa da Peter non è una chiara volontà, consapevole, ma solo una reazione momentanea nel calderone di emozioni che galleggiano tra le ombre. E si può replicare che Chesterton fu davvero illuminante quando disse che il voto matrimoniale è qualcosa che un uomo fa in un momento di lucidità improvvisa, un gesto fin troppo coraggioso che dà senso a un flusso di vita che alla svelta rimpiomba nella pigrizia e nel chiaroscuro. I nostri sì più risoluti e veri sono frutto d’intuzioni momentanee, come se ci fosse concesso per un attimo di vedere lo splendore del cielo eterno dietro la cappa grigia delle nostre giornate.

Di nuovo e per sempre sì

Per una bella coincidenza, la figlia di Lisa (avuta dal primo marito) è una wedding planner. Il desiderio di Peter è stato esaudito: quel guizzo di gioia di fronte alla TV è stato più che un sentimento estemporaneo. Era – forse – un segno d’invito a darsi un nuovo inizio. La dimenticanza non colpisce solo chi perde la memoria, tutti siamo vittime di una cancellazione che logora e offusca il quotidiano.

Proprio lì dove i gesti più ordinari si ripetono, si rischia di dimenticare qual è l’avventura complessiva di cui si è parte. Un coniuge che ricorda perfettamente ogni gesto sbagliato della sua dolce metà, e non perde occasione per farglielo notare, è dolorosamente smemorato quanto un marito malato di Alzheimer. Anche a chi ricorda tutto nei minimi dettagli può mancare la memoria, cioé la presenza, del sì iniziale.

Grazie ai collaboratori della figlia, che si sono impegnati gratuitamente, Lisa e Peter si sono risposati lo scorso 26 aprile. E’ stato un sì diverso per ciascuno. Difficile immedesimarsi in Peter, che certamente avrà fatto esperienza di un momento di grande gioia e c’è da ostinarsi a credere che la traccia di questa promessa si pianti nella sua coscienza oltre gli strappi dell’Alzheimer.

Per Lisa si è trattato di una consegna gratuita e libera a un amore che s’incammina su una via molto dolorosa. Pochi giorni prima della cerimonia, infatti, i referti medici avevano dichiarato che il peggioramento della malattia di lui stava bruscamente accelerando.

Come se non ci fosse un domani

Credo di non essere la sola che ha pensato al film 50 volte il primo bacio, ripercorrendo la storia di questi coniugi. A fianco della smemorata Drew Barrimore c’era un grande Adam Sandler che s’impegnava a farle ricordare tutta la vita, da capo ogni mattina. E come nei film che assomigliano davvero alla realtà il riso e le lacrime stanno insieme.

C’è un modo di dire che si sente spesso nei discorsi della gente: si parla di fare qualcosa come se non ci fosse un domani. E di solito vuol dire ‘senza temere le conseguenze’, cioé lasciandosi andare senza freni, senza inibizioni. Penso a Peter, che è molto simile alla Drew Barrimore del film: il suo sì a Lisa è stato senza un domani, nel senso che il giorno dopo probabilmente il ricordo delle nozze sarà svanito dalla sua memoria. Ma la verità è che siamo noi più simili a Peter di quanto pensiamo. Ogni nostro gesto – a pensarci bene – è senza un domani, nessuno ha la certezza di esserci a 24 ore da adesso. E domani potremo essere capacissimi di negare i gesti migliori di oggi.

L’amore è proprio la forza opposta alla condotta sfrenata di chi vive come se non ci fosse un domani. L’energia umana più sincera è quella che scaturisce dal sentirsi davvero senza un domani, e perciò si lancia ad aggrapparsi a qualcosa che sia più solido del nostro tempo mortale. Amare, in fondo, è sentire lo struggente bisogno di strappare alla dimenticanza cosmica ciò che ci sta davvero a cuore. Il matrimonio è proprio un sì senza un domani, è bussare all’eterno di Dio per uscire dalla stanza soffocante della finitudine e delle nostre mille forme di cancellazione.

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alzheimermatrimonio
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