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Santa Giulitta e San Quirico, madre e figlio che diedero la vita per la fede cristiana

QUIRICO Y JULITA

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Dolors Massot - pubblicato il 15/06/21

Il bambino, vedendo che stavano torturando la madre, non ebbe paura a confessare la sua fede, e il governatore romano gli spaccò il cranio

Giulitta e Quirico erano una madre vedova e suo figlio con una buona posizione economica. Erano cristiani della regione della Licaonia (a sud della Cappadocia, nell’attuale Turchia).

Nell’anno 303, quando era al potere l’imperatore Diocleziano, si scatenò la persecuzione più sanguinosa nella storia dell’Impero romano. Giulitta decise di rinunciare ai suoi possedimenti e di cercare un luogo più sicuro in cui rifugiarsi con il figlio. Emigrarono a sud, a Tarso, città situata vicino al Mediterraneo.

Lì madre e figlio vennero scoperti e arrestati dal governatore Domiziano. Prima martirizzarono Giulitta, legandola a un palo e frustandola. Nel frattempo, Quirico veniva trattenuto dal governatore, ma iniziò a dargli calci e a graffiarlo. Vedendo quello che facevano alla madre, manifestò la propria fede pur sapendo che sarebbe morto per quello. Il governatore lo gettò a terra con una violenza tale da spaccargli il cranio, e il piccolo morì sul colpo.

In quel momento Giulitta disse che era felice che il figlio fosse arrivato in cieo prima di lei. Il suo martirio andò avanti finché morì.

I cadaveri di Santa Giulitta e San Quirico vennero gettati in una fossa comune, ma dei cristiani li raccolsero e li seppellirono. Le loro reliquie vennero conservate ad Antiochia, e la devozione nei loro confronti si diffuse in tutto l’Oriente.

Alla fine del IV o agli inizi del V secolo, il vescovo Amatore di Auxerre trasferì le loro reliquie da Antiochia a Marsiglia (Francia), nella chiesa di San Vittore. La devozione nei loro confronti crebbe così anche in Europa occidentale.

La Chiesa cattolica celebra la festa di q uesti due santi il 16 giugno.

San Quirico e Santa Giulitta sono venerati come patroni dei poveri e dei bambini.

Preghiera

O Santi martiri Quirico e Giulitta! Secondo la parola del Signore, già non ricordate più le sofferenze passate. Il sacrificio di madre e figlio, iniziando in una confessione dolorosa, è oggi un sacrificio di gioia e di lode. Perché il vostro sacrificio comune continua in cielo: è la base dei rapporti forti e dolci dei quali Dio si compiace, la fonte di benedizioni che il Signore ama effondere per vostra intercessione sulla terra. Fate che giunga quanto prima il giorno del ritorno alla vera luce in Oriente, che vi ha dato la vita e che avete irrigato con il vostro sangue prezioso. Benedite l’Occidente, in cui tante chiese celebrano oggi la vostra festa.

O Giulitta, conserva la fede delle madri; eleva il loro cristianesimo all’altezza degli insegnamenti contenuti nelle tue lotte gloriose. Di fronte alla tirannia che si imparonisce dell’educazione per perdere l’anima dei poveri bambini, devono tutti imitare San Quirico. (…) Con tua madre, sviluppa sempre più nei figli della Chiesa questo sentimento della santa libertà concessa loro nel Battesimo, che sottomessa a tutti i poteri che vengono da Dio ha trionfato [al di sopra] dei Cesari. Dalla sua nobile indipendenza di fronte agli abusi commessi dall’autorità dipende ancora oggi la salvezza della società.

Fonte: Dom Prósper Gueranger, OSB. El Año Litúrgico (I Edición española), Tomo IV págs. 365-367. Editorial Aldecoa (Burgos-España), 1956.

Tags:
persecuzione cristianisanti e beati
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