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Festa della Madonna di Lourdes: “adotta” spiritualmente un malato

ROSARY

Fred de Noyelle | Godong

Silvia Lucchetti - pubblicato il 11/02/21

Anticamente nel giro delle Sette Chiese a Roma, i pellegrini giunti di fronte all'ospedale di Santo Spirito in Sassia si prendevano cura per una notte di un ricoverato. Oggi su questo esempio celebriamo la Giornata Mondiale del Malato adottando con la preghiera chi soffre intorno a noi

Oggi, festa della Madonna di Lourdes, è la Giornata Mondiale del Malato. Sono andata a leggermi il messaggio del Papa relativo a questa ricorrenza. Inizia così:

La celebrazione della XXIX Giornata Mondiale del Malato, che ricorre l’11 febbraio 2021, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità. (Vatican.va)

“(…) momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate” scrive il Pontefice.

E così mi è tornato in mente un episodio legato al Giro notturno delle Sette Chiese, un antico pellegrinaggio che si svolge a Roma legato a San Filippo Neri, in cui si seguono le sue preghiere e meditazioni e si mendica, si chiede insistentemente, il dono dello Spirito Santo.

Da quando sono diventata mamma ho saltato questo “appuntamento” a cui sono legata in modo speciale, poi ci ha pensato la pandemia… non vedo l’ora di poter partecipare di nuovo. È un pellegrinaggio che mi ha insegnato, anche se non riesco a metterlo in pratica, che per essere felici bisogna dare gloria a Dio, compiere la sua volontà.

Farci carico spiritualmente di un malato

Ma torniamo al mio ricordo…

Ci trovavamo di fronte l’ospedale di Santo in Spirito in Sassia e padre Maurizio Botta disse più o meno così:

Anticamente i pellegrini si fermavano qui, presso l’Ospedale di Santo Spirito, e si prendevano ciascuno cura di un malato per una notte intera. Noi non possiamo farlo perciò vi chiedo di farvi carico spiritualmente di un malato, qualcuno che soffre in modo profondo nel corpo o nella mente.

E poi:

Se non vi sovviene il nome di nemmeno un malato per cui pregare, sappiate che c’è qualcosa che non va. Rifletteteci.

Pregare per chi è malato

Quella notte mi interpellai seriamente: sì, certo, ovviamente c’era mia zia per cui pregare, quella ragazza della comunità, anche lei colpita dal tumore, il figlio gravemente malato della mia collega. Poi? Poi? Non mi veniva in mente nessun altro. Padre Maurizio aveva aggiunto che a lui personalmente rimbombavano in testa decine di nomi di persone afflitte da malattie. Io a bruciapelo non superavo i tre-quattro.

Nel tempo sono tornata spesso a pormi questa domanda, e la sera quando preghiamo con mia figlia prima che si addormenti, cerco di ricordare quanti più nomi possibili di persone colpite nel corpo e nello spirito da affidare alla Vergine Maria.

“Lasciarsi coinvolgere dalla sua sofferenza fino a farsene carico nel servizio”

La malattia con i suoi tremendi sconvolgimenti ci fa sperimentare la finitezza, la fragilità, anche quando non colpisce direttamente noi stessi ma qualcuno che abbiamo accanto. Ci sentiamo impotenti di fronte a un male così grande, eppure, ci ricorda il Santo Padre – sempre nel messaggio citato all’inizio – che…

(…) Gesù (…) Propone di fermarsi, ascoltare, stabilire una relazione diretta e personale con l’altro, sentire empatia e commozione per lui o per lei, lasciarsi coinvolgere dalla sua sofferenza fino a farsene carico nel servizio. (Ibidem)

Quando siamo malati, continua Papa Francesco, “sperimentiamo in maniera evidente la nostra dipendenza da Dio”.

L’esperienza della malattia ci fa sentire la nostra vulnerabilità e, nel contempo, il bisogno innato dell’altro. La condizione di creaturalità diventa ancora più nitida e sperimentiamo in maniera evidente la nostra dipendenza da Dio. Quando siamo malati, infatti, l’incertezza, il timore, a volte lo sgomento pervadono la mente e il cuore; ci troviamo in una situazione di impotenza, perché la nostra salute non dipende dalle nostre capacità o dal nostro “affannarci”. (Vatican.va)

Affidare gli ammalati a Maria, Salute degli infermi

Il Papa conclude il suo messaggio affidando tutti gli ammalati alle cure materne e alla protezione della Madre Celeste, Salute degli Infermi:

Affido tutte le persone ammalate, gli operatori sanitari e coloro che si prodigano accanto ai sofferenti, a Maria, Madre di misericordia e Salute degli infermi. Dalla Grotta di Lourdes e dagli innumerevoli suoi santuari sparsi nel mondo, Ella sostenga la nostra fede e la nostra speranza, e ci aiuti a prenderci cura gli uni degli altri con amore fraterno. Su tutti e ciascuno imparto di cuore la mia benedizione. (Ibidem)

“Rimani, Maria, accanto a tutti gli ammalati del mondo”

Stamattina meditando sul legame profondo che lega la Giornata Mondiale del Malato con la festa della Madonna di Lourdes ho scoperto una preghiera ritrovata nella Chiesa francese di La Roche-Pozay in cui l’autore supplica la Vergine di restare accanto ai sofferenti, ai moribondi, agli afflitti di tutto il mondo e a tutti coloro che sono lontani da Dio.

Rimani, Maria,

accanto a tutti gli ammalati del mondo,

di coloro che in questo momento,

hanno perso conoscenza e stanno per morire;

di coloro che stanno iniziando una lunga agonia,

di coloro che hanno perso ogni speranza di guarigione;

di coloro che gridano e piangono per la sofferenza;

di coloro che non possono curarsi perché poveri;

di quelli che vorrebbero camminare

e devono restare immobili;

di quelli che vorrebbero riposare

e la miseria costringe a lavorare ancora;

di quelli che sono tormentati dal pensiero

di una famiglia in miseria;

di quanti devono rinunciare ai loro progetti;

di quanti soprattutto

non credono in una vita migliore;

di quanti si ribellano e bestemmiano Dio;

di quanti non sanno o non ricordano

che il Cristo ha sofferto come loro.

(Trovata nella Chiesa di La Roche-Pozay)

Tags:
giornata mondiale del malatolourdesvergine maria
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