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Perché il nome di San Giuseppe era omesso dalla Preghiera Eucaristica a Messa?

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Jeffrey Bruno | Aleteia

Philip Kosloski - pubblicato il 13/01/21

Solo nel 1962 San Giuseppe si è finalmente unito a tutti gli altri santi menzionati nella preghiera eucaristica

Quando è stata sviluppata la Preghiera Eucaristica che viene recitata dal sacerdote a Messa, è stato deciso che alcuni santi sarebbero stati menzionati per nome. Tra questi figuravano la Vergine Maria, i Santi Pietro e Paolo, gli altri apostoli e una serie di martiri romani.

Per molti secoli, il nome di San Giuseppe non figurava in alcun punto del Rito Romano.

Perché il padre putativo di Gesù è stato omesso dal canone ufficiale della Messa?

Uno dei motivi è il fatto che la Chiesa di Roma voleva sottolineare il santo esempio dei martiri.

La Catholic Encyclopedia spiega che “dopo la Madonna seguono dodici Apostoli e dodici martiri… I dodici martiri sono evidentemente organizzati per bilanciare gli Apostoli. Prima vengono cinque Papi, poi un vescovo (San Cipriano) e un diacono (San Lorenzo), quindi cinque laici. Tutti questi santi, tranne San Cipriano, sono santi romani, locali, com’è naturale in quella che originariamente era la liturgia romana locale”.

Ciò non offre una spiegazione completa, ma dà qualche idea sul motivo per il quale San Giuseppe non è stato incluso nella preghiera eucaristica. Non era un martire, e quindi il suo esempio non è stato menzionato in un periodo in cui i cristiani venivano fortemente perseguitati dall’Impero romano.

Allo stesso tempo, nei primi secoli della Chiesa San Giuseppe era incluso in varie liturgie orientali.

Secondo il testo Life and Glories of St. Joseph, “gli antichi inni della Chiesa greca testimoniano l’onore riservato a San Giuseppe. All’epoca di Sant’Ignazio, patriarca di Costantinopoli, visse quel San Giuseppe che dalla sua composizione di sacri inni ha ricevuto l’appellativo di Innografo. La festa di San Giuseppe, afferma, veniva celebrata la domenica dopo la Natività, e per quella domenica offre un canone che si conclude dicendo: ‘Tu, o portatore di Dio, Giuseppe, eri il custode della Vergine, che ha preservato intatta la sua verginità. Insieme a lei, ricordati di noi, Giuseppe’”.

Si è dovuto aspettare il 13 novembre 1962 perché Papa Giovanni XXIII inserisse il nome di San Giuseppe nella prima Preghiera Eucaristica. Il 1° maggio 2013, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha promulgato il decreto Paternas vices, inserendo il nome di San Giuseppe nelle Preghiere Eucaristiche II, III e IV.

La Chiesa sta finalmente riconoscendo che tesoro ha in San Giuseppe, e lo ha ripetutamente proposto come modello da imitare, come ha fatto Papa Francesco dichiarando l’Anno di San Giuseppe.

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