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Come si curano le infezioni respiratorie ricorrenti?

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Madhourse | Shutterstock

Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 19/05/20

Cosa serve davvero per curare le infezioni respiratorie ricorrenti? Ecco i consigli sulle pratiche davvero utili

di Francesco Gesualdo

Mucolitici, sciroppi per la tosse, cortisonici, broncodilatatori, antibiotici, aerosol, spray, aspiratori, umidificatori, creme balsamiche, olii naturali, palline omeopatiche, bave di lumaca: se pensiamo a quanto sono frequenti le infezioni respiratorie ricorrenti nei primi anni di vita (e oltre), non stupisce la grande varietà di strumenti e rimedi messi in commercio per trattarla o prevenirla. Tuttavia, come spesso accade in medicina, gli interventi realmente utili ed efficaci per la tosse sono davvero pochi.

Posto che nella maggior parte dei casi la tosse è causata da un raffreddore di origine virale, gli antibiotici (che servono per sconfiggere le infezioni batteriche) sono del tutto inutili – diventano necessari solo se il medico sospetta un’infezione batterica. Il raffreddore causa uno scolo di muco dal naso in gola, ed è questo che genera il riflesso della tosse. La rimozione del muco tramite lavaggi nasali è quindi molto efficace per ridurre la tosse. L’irrigazione nasale può essere realizzata con siringa (ovviamente senza ago, usando soluzione fisiologica a temperatura ambiente), spray o docce nasali. Inoltre, l’assunzione di liquidi caldi (ovviamente appropriati all’età del bambino) può favorire lo scioglimento e quindi l’eliminazione del catarro. I mucolitici e i farmaci anti-tosse trovano maggiore impiego nel paziente adulto o anziano, ma nei bambini sono sconsigliati per il rischio di effetti collaterali, anche di natura neurologica.




Leggi anche:
Quali sono le infezioni più frequenti?

La terapia delle infezioni respiratorie ricorrenti

Lavaggi nasali

– Assunzione di liquidi caldi

Miele, ma solo nei bambini di età superiore a un anno: prima è pericoloso!

– Se c’è broncospasmo: salbutamolo per aerosol o salbutamolo spray con distanziatore eventualmente associato a cortisonico

– Se si tratta di laringite (tosse da foca): aerosol con cortisonico

D’altronde, l’idea che se c’è tosse serve uno sciroppo, è un’idea di vecchia data. Oggi però sappiamo che il trattamento più economico ed efficace è rappresentato dal miele, che, infatti, viene raccomandato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli altri rimedi “naturali” per il trattamento della tosse – ad esempio echinacea, bava di lumaca, omeopatia – non hanno mai dimostrato di essere più efficaci dell’acqua fresca. In Italia gode di grande popolarità l’aerosol, che a volte viene prescritto con cortisonici e soluzione fisiologica per trattare qualunque tipo di tosse. Ma attenzione: tranne in un caso specifico (la laringite) l’aerosol con cortisonici è del tutto inutile. D’altro canto, nel caso in cui la tosse sia causata da un broncospasmo, come succede nell’asma e nelle bronchiti asmatiche, l’aerosol è decisamente efficace, ma in questo caso il farmaco da utilizzare è un broncodilatatore, tipo il salbutamolo, associato eventualmente ai cortisonici. Sempre in caso di broncospasmo, lo stesso farmaco può essere utilizzato sotto forma di spray, con l’uso di un apposito distanziatore, uno strumento che serve a garantire una corretta assunzione del farmaco nei bambini piccoli che non riescono a sincronizzare il respiro con lo spruzzo e che faticano a sopportare la mascherina per i 7 minuti o più richiesti dall’aerosol.

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