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Come il sudario, le nostre vite, sono trapassate da Cristo con la forza della Resurrezione

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Don Antonello Iapicca - pubblicato il 13/04/20

Niente di noi viene sgualcito, manomesso, buttato. Tutto è lasciato come è e attraversato dalla luce dolce e potente di Cristo con il suo corpo ferito e risorto. Ecco come Dio opera in noi.

E’ su quelle “fasce” e su quel “sudario” che dobbiamo puntare lo sguardo: nessuno avrebbe potuto trafugare il corpo di Gesù e lasciarli in quel modo, come nessuno salverebbe la nostra vita senza distruggere con disprezzo quello che non va bene. Scriveva don Persili in un suo libro dimenticato dai più, che quelle “fasce” erano “intatte, non manomesse, non disciolte”. Per questo “esse costituiscono la prima traccia della Risurrezione: era infatti assolutamente impossibile che il corpo di Gesù fosse uscito dalle fasce, semplicemente rianimato, o che fosse stato asportato, sia da amici che da nemici, senza svolgere quelle fasce o, comunque, senza manometterle in qualche maniera”.

E nella Chiesa la nostra risurrezione, che è ciò che avviene nel battesimo e in tutto il nostro cammino di conversione, accade proprio così: la nostra vita è curata con pazienza, le ferite sono sanate a poco a poco, senza strappi, senza moralismi ed esigenze, ma con la dolcezza, il rispetto e il potere soave della Grazia. Ed è proprio questo l’indizio che Dio lascia a tutti noi: il matrimonio, il lavoro, gli amici, le nostre cose e i nostri affetti sono ancora tutti con noi, ma, dinanzi agli occhi della fede, appaiono in una luce nuova. Il corpo risorto del Signore, infatti, scivola tra le bende con dolcezza, trasfigurandole con la sua impronta gloriosa, conferendo alla nostra vita un ordine nuovo che nessun uomo ha il potere di dare, quello dell’amore. Coraggio allora, perché questo giorno di Pasqua ci annuncia che il nostro passato non è più un peso da scrollarsi di dosso, un angolo oscuro da dimenticare, ma il “segno” del passaggio di Cristo nella nostra vita, come una profezia per ogni giorno che ci attende. Tutta la nostra vita è una sinfonia d’amore perché segnata dal Mistero Pasquale del Signore! E come quelle fasce e quel sudario sono diventati per la Chiesa una reliquia preziosa venerata come la testimonianza del passaggio reale di Cristo nella storia dell’umanità, così anche ogni evento della nostra vita sarà per noi e per chi ci è accanto il segno del suo amore incorruttibile che non ci ha mai abbandonato. Un segno da venerare e non da buttare.

QUI IL LINK AL POST ORIGINALE PUBBLICATO DA DON ANTONELLO IAPICCA SACERDOTE MISSIONARIO IN GIAPPONE

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