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L’Italia è già sotto la protezione della Madonna: la consacrazione è avvenuta nel 1959

© Antoine Mekary/ALETEIA
Cuore Immacolato di Maria © Antoine Mekary / ALETEIA
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La supplica chiede che “giunga presto l’ora, da voi promessa, in cui il vostro Cuore Immacolato trionferà in questa nostra terra, e in tutto il mondo”

Pochi sanno che l’Italia è stata già ufficialmente consacrata al Cuore Immacolato di Maria. La solenne cerimonia si tenne a Catania il 13 settembre 1959, al termine del XVI Congresso Eucaristico nazionale sul tema «Dacci oggi il nostro pane quotidiano».

Tutto l’episcopato italiano si unì all’Atto pronunciato dal cardinale Marcello Mimmi, inviato da papa Giovanni XXIII. Grande fautore di quel gesto, come ho raccontato nel libro “L’eredità segreta”, fu l’indimenticato padre Gabriele Amorth, che organizzò in tutte le provincie italiane una Peregrinatio Mariae con la statua direttamente proveniente da Fatima.

Oggi sarebbe davvero opportuno rinnovare con fede quelle parole: lo possiamo fare innanzitutto personalmente (ricordando anche il gesto compiuto da Giovanni Paolo II esattamente 36 anni fa).

© Antoine Mekary/ALETEIA
Cuore Immacolato di Maria © Antoine Mekary / ALETEIA
Questo è il testo integrale:
«Signore nostro Gesù Cristo, che nell’ostia santa siete presente come Re del mondo, unico Maestro e Pastore delle nostre anime, mediatore tra la terra e il cielo, accogliete quest’atto solenne col quale noi intendiamo riconoscere il vostro sovrano dominio, e deporre nelle vostre mani l’offerta delle nostre anime, della nostra vita, dei nostri beni, delle nostre famiglie, della nostra patria, di tutto il mondo.
Accogliete questa offerta, e unendola a quella del vostro Corpo e del vostro Sangue, che voi rinnovate ogni giorno mediante il ministero dei sacerdoti nel sacrificio eucaristico, fatela ascendere gradita al Padre celeste, nel seno della augusta Trinità, dove voi vivete e regnate eternamente, come unico vero Figlio di Dio.
Accogliete specialmente, in questo giorno solenne, l’atto ufficiale di consacrazione che noi intendiamo fare alla vostra augustissima Madre, e per essa a voi e alla Trinità santissima, della nostra amata patria, in unione alle intenzioni del suo Cuore Immacolato e Addolorato, che a noi, come a figli amatissimi, ha voluto suggerire e richiedere quest’atto di riconoscimento del sovrano dominio di Dio sulle nazioni.
Vescovi di un Paese da voi prediletto e predestinato a sede del vostro Vicario sulla terra, solleciti del bene spirituale e materiale del nostro popolo, desiderosi che sulla nostra patria e sul mondo intero risplenda presto un arcobaleno di speranza e di pace, noi, o Signore, deponiamo nel Cuore della Madre vostra e nostra i voti più ardenti per la diletta nazione italiana: la sua prosperità nella pace, nella giustizia, nella libertà, nell’ordine, nella concordia; la sua fedeltà alla religione che voi le avete dato; la sua integrità nella fede cattolica; la sua santità nei costumi; l’unione di tutti i suoi figli in una fraterna carità.
A questi voti corrisponde anche l’impegno che noi, come legittimi rappresentanti di questo popolo presso il vostro Altare, intendiamo prendere e prendiamo nel consacrarci ancora una volta alla Vergine santissima, nella luce del suo Cuore Immacolato e Addolorato.
Posti da voi come maestri e pastori di questo popolo, noi vescovi ci impegniamo a eseguire, con sempre maggior sollecitudine e dedizione, il mandato che voi ci avete conferito. Il nostro clero sarà sempre più vicino al vostro Cuore, più pronto e generoso nel collaborare con noi alla salvezza delle anime, che ci avete affidate.
Il nostro popolo, e tra esso specialmente le anime consacrate e coloro che più direttamente si dedicano al servizio del vostro Regno, seguirà l’insegnamento e l’esempio dei suoi Pastori, per fare di questa Italia, delle sue diocesi e parrocchie, delle sue famiglie, dei suoi istituti, una terra veramente a voi consacrata.
Questi sono i voti, queste sono le promesse che noi, vescovi italiani, oggi intendiamo affidare al Cuore della vostra e nostra Madre, in unione di pensiero e di volontà col vostro Vicario in terra, il Sommo Pontefice, Primate d’Italia. E con lui noi ci rivolgiamo, o Signore nostro Gesù Cristo, a questa santissima Madre perché essa, con la sua materna intercessione, ci assista e renda effettivo e operante, per la grazia ottenutaci presso il vostro Trono, quest’atto di consacrazione.
Vegli, o Maria, il vostro Cuore Immacolato sulla Chiesa, sul Vicario di Cristo, su noi, su questa terra benedetta che mille santuari vostri costellano facendone quasi la vostra seconda patria. Assistetene i reggitori, illuminatene il popolo, di tutti soccorrete le necessità, confortate le sofferenze, alimentate le speranze, in modo speciale assistete coloro che si trovano lontani dalla propria terra e ne sentono la nostalgia; accrescete nelle anime dei fedeli il fervore, riconducete al Padre gli erranti; santificate e adeguate alle presenti necessità i sacerdoti; custodite particolarmente in un clima cristiano la limpida fede e il candore innocente dei piccoli, speranza d’Italia.
Ecco, o Madre nostra e Regina d’Italia, la supplica che, con filiale speranza, rivolgiamo e affidiamo al vostro Cuore pregandovi che giunga presto l’ora, da voi promessa, in cui il vostro Cuore Immacolato trionferà in questa nostra terra, e in tutto il mondo. Così sia!».
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