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Medjugorje: le disposizioni del Vaticano su pellegrinaggi e gruppi di preghiera

MEDJUGORJE
Shutterstock-Hieronymus
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La Commissione teologica internazionale si esprime anche su offerte, Confessioni, Adorazioni Eucaristiche, che si svolgono nel villaggio della Bosnia dove sarebbe apparsa la Madonna

Il Vaticano cosa pensa dei pellegrinaggi a Medjugorje e deg i gruppi di preghiera ispirati alla Regina della Pace? La Commissione internazionale d’inchiesta, creata dal Vaticano, ha dato delle indicazioni precise alla Congregazione per la Dottrina della Fede e a Papa Francesco.

Il documento, sinora segreto, è stato pubblicato in esclusiva dal giornalista e scrittore Saverio Gaeta, nel suo nuovo volume Dossier Medjugorje” (edizioni San Paolo).

La cura pastorale dei francescani

Il territorio di Medjugorje, si legge nella Relazione della Commissione, «è divenuto un luogo di pellegrinaggi, di preghiera e di scoperta o riscoperta della fede cristiana, con una sua propria spiritualità che si manifesta attraverso Maria che invita a rivolgersi umilmente a Cristo e a vivere con radicale coerenza il dono di Dio, promuovendo così la pace interiore e anche sociale».

I francescani assicurano a Medjugorje «una buona cura pastorale, che ha bisogno però di essere integrata e potenziata (se necessario con un maggior apporto anche di non francescani), sia per il numero degli addetti sia per le loro competenze».

medjugorje
Guitta Maroun

Rosario e Adorazione Eucaristica

Speciale importanza, sottolinea la Commissione, «hanno le confessioni sacramentali, che a Medjugorje avvengono in grandissimo numero. Vanno quindi aumentati i confessionali, garantendo le condizioni anche esterne per il rispetto del segreto».

La celebrazione della santa Messa «è vissuta in modo raccolto e devoto. Il grande numero di pellegrini che vi partecipano rende assai auspicabile un ampliamento delle dimensioni della chiesa parrocchiale. Anche l’Adorazione eucaristica e la recita del Rosario sono molto ben condotte e partecipate. Potrebbero però essere arricchite attraverso la lectio della Sacra Scrittura».

Le offerte

Le offerte che affluiscono alla chiesa parrocchiale e ai francescani, si legge sempre nella Relazione, «risultano gestite con la dovuta trasparenza e saggiamente ripartite. Sembra comunque opportuno, date le dimensioni assunte dall’afflusso dei pellegrini, organizzare più accuratamente la raccolta delle varie offerte e in particolare delle intenzioni delle Messe, sul modello di ciò che avviene nei più importanti santuari mariani».

I gruppi di preghiera non sempre “funzionano”

La Commissione poi affronta la questione dei gruppi di preghiera ispirati a Medjugorje, ormai diffusi in tutto il mondo. «Essi però spesso non sono sufficientemente seguiti e accompagnati spiritualmente. Trovano quindi largo spazio iniziative autonome che si organizzano al di fuori di ogni controllo pastorale e che a volte danno luogo a pericolose deviazioni».

In ogni circoscrizione ecclesiastica in cui tali gruppi siano presenti, «l’ordinario del luogo dovrebbe pertanto incaricare un sacerdote della loro cura pastorale».

Pellegrinaggi “grandi opportunità pastorali”

L’ordinario avrà il compito di «accompagnare i pellegrinaggi a Medjugorje, personalmente o tramite altri sacerdoti o comunque persone sicure e ben preparate».

I pellegrinaggi offrono infatti «grandi opportunità pastorali, dato che i pellegrini sono per lo più in una disposizione di apertura d’animo che li rende pronti a rileggere la propria storia personale, dandole un nuovo orientamento cristiano».

medjugorje
Guitta Maroun

Un elenco di 16 realtà ecclesiali

Il visitatore apostolico, inviato dal Vaticano, Henryk Hoser è stato esplicito: «Prendere conoscenza delle nuove comunità religiose o associazioni di fedeli eventualmente presenti nel territorio della parrocchia di Medjugorje ed esercitare le facoltà e i poteri che su di esse il diritto conferisce all’ordinario del luogo al fine di darne una chiara configurazione canonica».

Grazie all’impegno dell’arcivescovo Hoser e del parroco Marinko Šakota, recentemente, scrive Saverio Gaeta nel libro, «è stato definito un elenco di sedici realtà ecclesiali, stabilendo anche in quali di esse potrà essere istituito un oratorio (dove svolgere catechesi e pii esercizi), o una cappella (per la celebrazione della Messa, la conservazione dell’Eucaristia e l’Adorazione eucaristica, riservate ai membri della comunità)».

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