Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 25 Giugno |
San Giovanni Battista
home iconFor Her
line break icon

Pedro Correa ai laureati: “La felicità non cade dal cielo”…ma è da lì che viene!(VIDEO)

GRADUATION

hxdbzxy|Shutterstock

Giovanna Binci - pubblicato il 17/01/20

Un discorso ai neolaureati che rimanda a quello più noto di Steve Jobs, per alcuni tratti, ma in cui la grandezza dei sogni e il carpe diem si fondono con l'augurio di un abbandono delle aspettative di grandezza, per scegliere l'autenticità e avere il coraggio di seguire la propria voce interiore.

Non ascoltate nessuno, non ascoltate me, non ascoltate i vostri genitori, i vostri professori o i media. Ascoltate voi stessi…Perché quello di cui abbiamo bisogno, oggi più che mai, sono persone felici.

Pedro Correa sa bene che la felicità è una merce rara nel mondo dell’utile, della competizione, del successo. Così rara che, a volte, pensiamo di non potercela permettere, che seguire il flusso, le tappe segnalate una dopo l’altra in un percorso obbligato siano l’unico biglietto sicuro che abbiamo tra le mani. Non c’è una to-do-list o un elenco di best practices, c’è solo una “voce”, piccola, soffocata dalle tante voci del mondo, anche di chi ci ama, spesso, ma è la sola che vale la pena seguire con coraggio, che ci parla da dentro, la stessa che spesso archiviamo per paura del giudizio, degli sguardi di disapprovazione, delle difficoltà nell’accettarla perché insomma, anche Pedro aveva una promettente e sudata laurea da ingegnere all’Università Cattolica di Leuven, in Belgio, e come ha potuto barattarla per un lavoro così duro e pieno di incertezze come la fotografia?
Ma questo uomo, chiamato a parlare ai neolaureati della sua ex università, oggi affermato fotografo e papà di quarantuno anni, è consapevole che nella vita, al di là dei titoli e delle macchine aziendali, l’unico lavoro che conta è quello di “ricercatori della felicità”, a tutti i costi. Di una felicità che in fondo non è la destinazione, ma tutto il percorso, giorno dopo giorno. Non è un qualcosa di pre confezionato, ma una scelta coraggiosa:

La brutta notizia è che trovare la felicità richiede tutta una vita. La buona notizia è che quando sappiamo che c’è tutta una vita, possiamo darci tempo per trovarla…Niente è definitivo,

ricorda Pedro.


CUOCO, POMODORO, NERO

Leggi anche:
L’ingrediente segreto di uno chef stellato? La laurea in filosofia!

Quel “carpe diem” così mainstream, inflazionato dai cioccolatini e da chi ti vuole in balia dei sentimenti, spesso è facile interpretarlo come un vivere alla giornata o senza responsabilità perché “del doman non v’è certezza”. Invece non è l’ennesima giustificazione, un abbandonarsi alla libido e alle passioni. Non è lasciar correre e nemmeno seguire i sentimenti dietro il ricatto dell’ora o mai più. Il vivere ogni giorno come l’ultimo ci mette davanti alla grande responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra vita e di come decidiamo di spenderla. Per citare Pedro,

non sulle rotaie costruite da altri, rotaie che vanno chissà dove invece di portarci verso i nostri desideri.

Mi viene in mente allora che ne sa qualcosa di vera felicità chi lascia tutto per andare a servire, con la propria vita spesso, chi è nel bisogno o chi, sotto sguardi allibiti, abbandona professioni e studi promettenti per chiudersi in un convento che lo isola da quella vita per cui sembra valere più la pena. Questo è il coraggio di cui parla Pedro.

E quando racconta del ruolo importante che la morte improvvisa del padre e la consapevolezza della fragilità della vita, hanno avuto in questa presa di coscienza, nella mente c’è l’eco di un altro famoso discorso ai neolaureati dell’Università di Stanford nel 2005: quello di uno Steve Jobs per cui

ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Forse però più che “folli e affamati”, immagine potente, ma che mi ha sempre riportato un po’ alla nostra società troppo veloce, affannata, assetata e spesso disposta anche a saziarsi di follia in nome della felicità, forse, invece che una bulimia di successo e sogni che se non sono grandi sembra non valerne la pena, dovremmo liberarci anche dal peso del dover per forza essere gran, liberarci davvero dalle aspettative del mondo (quelle di cui, soprattutto una laurea, spesso ci carica) e darci la possibilità di ammettere che potremmo trovare la felicità pure in cose definite banali: in quei lunghi pomeriggi coi figli di cui parla Pedro, ad esempio.




Leggi anche:
“This is water!”, D. F. Wallace ai laureandi del Kenyon college insegna a rompere il guscio dell’ego (VIDEO)

Trovare la realizzazione nella professione, dove i clienti petulanti e la macchina fotografica che si rompe non mancano mai, neanche nel lavoro dei sogni, non significa avere tutti i giorni il cuore che ti scoppia di gioia o disperarsi per la “giornata no” etichettandola come spreco: è sapere che comunque, anche nella sofferenza, siamo sulle rotaie giuste. E’ questo che dà un senso pure a quelle giornate difficili, allo sconforto che fa parte della nostra vita e non fa sconti a nessuno, sia che siamo operai, madri, preti o fotografi. E’ in questa ottica che persino la morte non deve farci paura, ma ricordarci quanto siamo fortunati, ad essere ancora qui, con una nuova occasione per ascoltare la vocina interiore e la possibilità di trovare anche oggi, nella nostra giornata, quella felicità che “non cade dal cielo”, come dice Pedro, ma che, mi permetto di aggiungere, viene proprio da lì perché Qualcuno, di quel cielo immenso, di quel desiderio di infinito, ne ha messo un pezzo nel nostro cuore e allora, dobbiamo trovare il coraggio di spiegare le ali!

Tags:
felicitàstorie
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
3
Giovanni Marcotullio
«I rapporti prematrimoniali?» «Un vero peccato!» «Ma “mortale”?» ...
4
saint paul
Giovanni Marcotullio
La Santa Sede contro il ddl Zan: è caso diplomatico
5
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
6
COUPLE GETTING MARRIED
Gelsomino Del Guercio
Il matrimonio si celebra in casa. La svolta della diocesi di Livo...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni