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“Ogni puntata sarà su un Comandamento”. La svolta di Don Matteo

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Lo sceneggiatore della fiction di Rai 1: saranno declinati in modo da essere densi di un significato universale

Chi è don Matteo? «Un tipo gioioso che non perde la fiducia anche nei momenti bui, perché con Dio tutto è possibile. E che ha mantenuto da adulto l’insaziabile curiosità dell’infanzia». Così Terence Hill nel 2000 spiegava a Famiglia Cristiana il suo nuovo personaggio. Che non doveva chiamarsi don Matteo ma don Teodoro («ma a me non piaceva») e per il quale lui non era stato nemmeno la prima scelta

«All’inizio pensavano a Giancarlo Magalli e a Lino Banfi», ci confidò nel 2014. Tra l’ex protagonista di tanti film con Bud Spencer e il pubblico di Rai 1 fu invece amore a prima vista e in breve la serie prodotta dalla Lux Vide, caso rarissimo per un prodotto italiano, fu esportata in tutto il mondo, dalla Francia alla Finlandia, dall’America all’Australia.

@DR

“Detective dell’anima”

Il 9 gennaio  Don Matteo torna su Rai 1 per la dodicesima volta (“Don Matteo 12”). Lo sceneggiatore Ruggeri spiega a Famiglia Cristiana (10 gennaio): «Per celebrare i venti anni, abbiamo pensato di dedicare le dieci puntate ciascuna a uno dei Dieci Comandamenti. In fondo don Matteo è un detective dell’anima, che sa andare nel profondo delle persone, e che cosa c’è di più profondo dei Dieci Comandamenti? Non li abbiamo però intesi in senso stretto, come regola o proibizione, ma declinati in modo che potessero essere densi di un significato universale, valido anche per i laici».

“Non avrai altro Dio…”

I Comandamenti, insomma, sono «una via verso la felicità. Non avrai altro Dio all’infuori di me, per esempio, è da intendere come un Dio che ti vuole così bene da non volerti dividere con nessun altro; Non nominare il nome di Dio invano non è solo non bestemmiare, ma non usare il nome di Dio per i tuoi scopi. Ricordati di santificare le feste non è solo andare a Messa, ma si riferisce al diritto di riposarsi, a valutare se quello che hai fatto ti piace e alla necessità di staccare dal lavoro e non farlo diventare un idolo. Non uccidere non è solo non commettere un assassinio, ma non sprecare la tua vita».

La consulenza di una suora e del Papa

Per scrivere la sceneggiatura, confida Ruggeri, sempre a Famiglia Cristiana, «ci siamo avvalsi della consulenza di una suora che preferisce però rimanere anonima e ci siamo basati sulla catechesi di papa Francesco sui Comandamenti. Nella puntata dedicata al comandamento Non uccidere riporteremo proprio un suo discorso, pronunciato dal Papa stesso».

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