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"Io non ho bisogno di niente, mi sono venduta a Gesù fin da piccola"

SILVIA TASSONE

LACNEWS24

Paola Belletti - pubblicato il 16/12/19

Non chiedo niente perché ho già tutto

Si torna a casa, per vivere gli ultimi tempi insieme. Addirittura mamma Silvia pensa di anticipare la decorazione dell’albero di Natale per farlo godere anche alla piccola. Ma soprattutto, a casa, si prega: rosario, letture, invocazioni. E ce n’è una che, con l’innocente insolenza di una vera santa, Silvia “contesta”.

si legge una preghiera nella quale sono ripetute le parole “chiedete e vi sarà dato”, Silvia dice a mamma e papà una frase che lascia tutti perplessi : ”Io non ho bisogno di chiedere niente perché mi sono venduta a Gesù fin da piccola”.  

Mi sono venduta a Gesù! Tutta, senza condizioni, clausole di recesso, casi particolari che possano consentirle di rivedere il contratto. E’ assolutamente certa che sia stato un ottimo affare, il migliore della sua vita. Lei è di Gesù e basta, e gli si è offerta totalmente e molto precocemente. Per questo insiste: niente regali mamma.

”Non voglio niente, ho tutto!”

Prima del Natale c’è la Festa della prima Bambina nata davvero pura, senza peccati, già salvata in anticipo dall’unica redenzione che servirà mai al mondo, quella di Cristo: siamo nel 2007, il giorno dell’Immacolata Concezione:

La mattina dell’otto dicembre Silvia riposa, mentre una flebo con fortissimi antidolorifici lenisce le sue silenziose, ma profonde e forti sofferenze fisiche. Nel pomeriggio le condizioni peggiorano e Silvia alle ore 17,15 nasce in cielo attorniata dai suoi cari, incoraggiata da tante preghiere, aiutata dalla musica degli angeli da lei sognata, lasciando, nel cuore dei presenti, un esempio luminoso di candore, di semplicità, di fortezza nella sofferenza, di amore a Gesù. (Ibidem)

E così è nata per la seconda e definitiva volta, Silvia.

A quelli che restano ha lasciato qualche pozione portentosa fatta di fortezza, coraggio, gratitudine. Il cuore di mamma e papà sentirà nelle proprie fibre tutto lo strazio di averla persa ma sa, è certo, che sia un semplice allontanamento dai sensi corporei perché Silvia continua ad essere presente e viva anche se non visibile. Lo diceva lei “uniti si vince”, racconta il papà in un’intervista sulla tv locale. E questa famiglia, che dopo la morte di Silvia ha accolto l’arrivo di un altro figlio, Tommaso (sembra suo gemello! dirà il papà) mostra proprio i volti della vittoria. Quella paradossale ma l’unica che valga davvero che si guadagna solo con la croce di Cristo.

Deve essere così se la mamma, nel suo personale Stabat Mater, consegna al Signore la sua bambina morente e lo fa ringraziandolo.

Scrive la sua mamma: “La mia vita e quella della mia famiglia continua senza la presenza fisica della nostra bambina. Certo, non posso più godere della luce dei suoi occhi, di quello sguardo che accarezzava il cuore, del suo bel volto, delle sue delicate espressioni, del profumo intenso che lasciava al suo passaggio: non posso più ascoltare la sua voce così armoniosa  e sentire quel suono dolcissimo uscire dalle sue labbra quando pronunciava la parola: “mamma”. Ma sentiamo tutti la sua presenza spirituale che ci consente di rimanere saldi nella fede anche in questa situazione dolorosa. Non è solo una questione di fede, è la speranza che Gesù stesso, vivo e vero nell’Eucarestia quotidiana, trasforma in certezza la Vita Vera che ci attende dall’eternità” (Ibidem).


MICHELE DAL BIANCO

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Tags:
bambinidolore innocente
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