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Anche il sud e l’est dell’Asia spiccano per la persecuzione dei cristiani

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Sono uno dei bersagli preferiti degli estremisti militanti violenti

A metà ottobre, il rapporto “Perseguitati o dimenticati?”, dell’ufficio inglese della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS, dalle iniziali in inglese), ha segnalato due urgenze: la scomparsa del cristianesimo in Medio Oriente e il pericoloso aumento della persecuzione nei confronti dei cristiani nel sud e nell’est asiatico.

Circa il primo tema, ACS ha sottolineato che è iniziato il “conto alla rovescia” della scomparsa di ogni traccia cristiana in villaggi e città del Medio Oriente, visto che nonostante la (presunta) scomparsa del cosiddetto Stato Islamico (ISIS), “l’impatto del genocidio ha provocato una diminuzione dei fedeli”, in Iraq, ad esempio (dei 1,5 milioni del 2003 ne restano solo tra i 120.000 e i 150.000; in Siria dal 2011 a oggi sono diminuiti di due terzi).

Il rapporto di ACS segnala anche che la perscuzione dei cristiani è peggiorata anche nel sud e nell’est dell’Asia, e ha registrato 477 incidenti anticristiani in India nel 2017.

Nella stessa regione, 300 persone sono morte e 500 sono rimaste ferite nello Sri Lanka la Domenica di Pasqua 2019, quando gli jihadisti hanno perpetrato degli attacchi bomba in vari siti, incluse tre chiese.

Su quest’ultimo punto concorda un altro rapporto, del Governo della Gran Bretagna, che indica come la libertà religiosa, soprattutto le vessazioni contro i cristiani, “è peggiorata nella prima metà del 2019”.

Il rapporto dell’Ufficio per gli Affari Esteri sui Diritti Umani del Governo britannico ha segnalato il peggioramento delle violazioni della libertà religiosa in vari dei trenta Paesi considerati “prioritari” per quanto riguarda i diritti umani.

Coincidendo con il panorama riferito da ACS, lo studio britannico sottolinea la grave situazione del Pakistan, dove “continua ad essere molto complicata e profondamente preoccupante, con intolleranza, violenza e discriminazione generalizzate” nei confronti delle minoranze religiose, cristiani compresi.

La lista consegnata dal Governo britannico include Paesi della regione asiatica come Myanmar, Cina, Afghanistan e Turkmenistan, mentre ACS ricorda anche gli attacchi nelle Filippine, che “mostrano che ora i cristiani nel sud e nell’est dell’Asia affrontano una trinità profana di minacce: estremismo islamico, nazionalismo populista e regimi autoritari”.

L’Asia, però, non è un’eccezione. Secondo quanto segnala ACS, “in tutto il mondo i cristiani sono il bersaglio preferito degli estremisti militanti violenti che operano senza limiti e percepiscono i cristiani locali come un’alternativa legittima a un attacco diretto in Occidente”.

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