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«Siamo incinti, stiamo aspettando»: l’annuncio di Ricky Martin e del compagno

Ricky Martin
By Andrea Raffin|Shutterstock
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Prima i gemelli nati 9 anni fa da madre surrogata, poi nel 2018 è venuta al mondo Lucia; sempre tramite utero in affitto dopo l’unione del cantante con Jwan Yosef. Ora la coppia ha diffuso la notizia di un altro figlio in arrivo, ovviamente di nuovo tramite surrogazione. Sfruttare le donne, un gioco da ricchi!

Lo strimpellatore monotonale Ricky Vattelapesca si dichiara “incinto” (Huffpost.it).
Bene.
Però deve prendersi tutto il “pacchetto”.

Cominciamo dalle nausee. Quelle che ti fanno sentire sul traghetto dalla mattina alla sera. Oppure quelle che ti fanno abbracciare la tazza del gabinetto. Continuiamo con la stitichezza. Approdiamo alla fame da Neanderthal che ti fa sognare pappardelle al cinghiale ma non puoi perché altrimenti ingrassi allora ripieghi sulla mela. Poi ci sono le ecografie interne che sono simpaticissime. Poi le analisi del sangue tutti i mesi da Dracula in persona. La bilancia che diviene la tua nemica numero 1. La schiena che sembra fatta di mattoncini Lego. La pubalgia che impedisce di montare un gradino. Vogliamo parlare della vescica che diventa una frittatina e va svuotata 34285 volte al giorno? E i piedi che a fine gravidanza non raggiungi neanche con le protesi. Poi arrivi alle contrazioni che sono impossibili da gestire senza grugniti garbati contro chiunque. Sudore, dolore, sudore, dolore: per ore, ore ed ore. Poi la chiara sensazione di spaccarti in due mentre ti dicono di spingere e tu non sai cosa e come farlo. E poi quella immensa percezione di aver realizzato un’impresa monumentale grazie all’immenso sacrificio della tua vagina che s’immola alla causa. Oppure stai per ore aspettando che qualcosa accada e invece devi sottoporti a un cesareo e allora ti aprono modello tonno riomare e senti ravanare nel tuo addome, cosa che ti fa dolore per giorni e giorni che starnutire, ridere, tossire e respirare diviene un’impresa. E questo quando va bene.

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Vogliamo parlare di quando perdi una, due, tre, quattro volte il tuo bambino? Quando passi tutta la gravidanza sperando di vedere presto l’amore della tua vita, ma poi ti dicono che il battito cardiaco del tuo bambino non c’è più e partorisci la tua meravigliosa creatura sapendo che non succhierà mai dalle tue mammelle che però produrranno latte e piangeranno quanto te.

Caro Ricky tu non saresti in grado di fare nessuna di queste cose. Tu sei solo ricco. Un uomo ricco e invidioso. Ricco, invidioso e misogino. Misogino tanto da sfruttare due donne che tu odi perche possiedono ciò che tu non possiederai mai: un legame eterno con quelli che dici essere figli tuoi, ma che lo saranno per sempre al 50%, se vogliamo essere corretti cromosomicamente. Quei bambini che tu possiedi perché hai un contratto di acquisto.

Allora Ricky, tu e il tuo partner (così sfoggio pure io il politicamente corretto) prendetevi nausee, vomiti, contrazioni, parto, allattamento (ragadi, mastite ecc) e vediamo…
No. Lo so. Non fareste 24 vivi. E sapete perché? Perché siete uomini. E non ce la fareste.
Siete solo ricchi uomini insicuri e misogini che hanno bisogno di sentirsi felici sfruttando dei bambini. Sì perché in tutta questa cosa ci sono anche loro, che private consapevolmente del legame vitale con chi li ha nutriti per nove mesi. Se avevate voglia di aiutare dei bambini, di fare loro del bene, perché non avete costruito scuole, ospedali per far sì che dei bambini poveri potessero stare con le loro mamme? No, a voi non interessa. Voi volevate il giochino. Volevate sentirvi felici sulla pelle di altra gente.
Allora fatelo. Continuate a farlo. Ci rivediamo tra qualche anno, quando avrete delle spiegazioni da dare. Anche ai vostri figli.

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QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA RACHELE SAGRAMOSO

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