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«Il diavolo ha pianto davanti a me», parla l'”assistente” di Don Amorth

ANGELA MUSOLESI, DON AMORTH
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Sorella Angela Musolesi ha seguito per più di 30 anni gli insegnamenti di Don Gabriele Amorth, in questa intervista ci offre uno sguardo di aiuto concreto per sostenere la famiglia dalle tentazioni del maligno.

Sorella Angela Musolesi è una suora laica francescana che si è specializzata nel Ministero di Liberazione. È stata collaboratrice per circa 30 anni di Don Gabriele Amorth, insieme a cui ha scritto anche dei libri su come liberarsi dall’azione del demonio. Ha fondato I figli della Luce che hanno questa vocazione: “Siamo nati in modo spontaneo, per volontà del Padre. In maniera molto semplice, preghiamo costituendo cenacoli di preghiera presso le famiglie. Le stesse famiglie, riunite con altri amici, effettuano su coloro che lo richiedono preghiere di intercessione. Vogliamo essere testimoni coraggiosi della misericordia di Dio per offrire al mondo la gioia di Dio, il Suo infinito amore”.

Abbiamo intervistato sorella Angela soprattutto in merito al tema della famiglia, perché le testimonianze raccolte nella sua lunga esperienza evidenziano che il matrimonio è obiettivo privilegiato per l’azione del male. Il desiderio è quello di liberare quest’argomento dal velo della pura superstizione o dall’ombra della paura. Lei è stata di grande chiarezza e disponibilità.

Cara Angela, grazie della tua disponibilità a scambiare qualche riflessione con Aleteia For Her. Comincio con una domanda diretta: dobbiamo avere paura del diavolo?

Ti racconto un episodio accadutomi due giorni fa. Il demonio ha paura di noi, di noi che abbiamo una fede certa. Ha paura perché sa che siamo di Dio. Due giorni fa stavo pregando con un sacerdote per una persona, mentre facevo le preghiere di liberazione si è presentato Satana; era molto arrabbiato e ha ripetuto: “Ti ammazzo, ti ammazzo”. Gli ho risposto: “Tu non puoi farmi nulla perché sono molto protetta dall’Immacolata”. Gli ho indicato la statua di Maria Santissima ed ho ripetuto la frase tre volte. Alla terza volta che gli ho ricordato la protezione dell’Immacolata, si è messo a piangere. Mi ha colpito. Io medito molto su tutto quello che mi capita, tanto che mi chiamano, ironicamente, cartesiana. Mi ha colpito questo episodio: ha pianto. Significa che Satana sa bene la verità, sa bene che la Madonna lo ha sconfitto. Satana sa bene di essere stato vinto da Maria e che ai protetti da Maria – persone di fede che si affidano a Lei – non può fare niente. Satana ha pianto perché sa di essere uno sconfitto, quindi noi non dovremmo avere paura di lui. In parte bisognerebbe anche screditare quella frase che talvolta si dice ai sacerdoti in seminario: “Se non lo disturbi, non ti viene a disturbare”. Chi dice così va contro la Dottrina della Chiesa che dice che davanti a noi c’è sempre il Signore e dietro abbiamo il diavolo che gli spinge contro in ogni istante; ma se noi abbiamo la fede e la potenza dello Spirito Santo è in noi, il diavolo non può fare niente.

Anche chi non fa un’esperienza di fede s’incrocia con la parola “diavolo”, magari lo pensa come un mostro più immaginario che reale. Mi aiuti a fare un po’ di chiarezza: chi è il diavolo?

Lo spieghiamo con le parole del Vangelo che lo definiscono un’entità pensante. Non è solo un pensiero di negatività e di cattiveria, il diavolo è proprio un essere pensante. Per rendere l’idea di cosa significhi: nell’inferno, che è uno stato dell’anima di estrema negatività e dove peraltro i diavoli litigano tra di loro, ci sono escrementi e c’è il fuoco che brucia: quindi è sì uno stato dell’anima, ma è reale.

Una cosa che mi colpisce molto nei tuoi libri, in cui la tua esperienza si affianca passo dopo passo a quella di Don Amorth, è la potenza della Madonna. Leggendo le testimonianze di liberazione dall’oppressione del maligno a cui sei stata presente è clamoroso vedere documentata la rabbia che il diavolo manifesta proprio per l’arma più potente che Maria ha, la sua umiltà.

Teniamo innanzitutto presente che gli insegnamenti che io ripeto sono quelli di Don Amorth, che all’interno della Chiesa alcuni contestano. Ad esempio, viene contestato da alcuni il fatto che le suore e i preti possano comandare al demonio; come risulta da interviste e video, Don Amorth ricordava che le preghiere di liberazione sono preghiere private, scritte da preti, che chiunque può fare, anche quelle che comandano al demonio.

Veniamo a Maria. Poco tempo fa mi è capitato di pregare per una persona oppressa dal maligno con un prete che aderisce ai princìpi di Don Amorth e si è unito a noi, ai Figli della Luce che ho fondato. Prima ha comandato lui a ogni legione immonda di andare via dalla persona, poi io l’ho ripetuto. Satana si è presentato e ha detto: “Non prendo ordini da una donna”. “Ah no?” ho risposto e ho preso l’immagine di Maria e gli ho ricordato che è stato sconfitto da una donna, allora è andato su tutte le furie. Tieni presente che i princìpi di Satana sono innanzitutto la convinzione di essere il più grande, e poi che le donne non valgono niente. Per questa sua logica è pazzesco ammettere di essere stato sconfitto da una donna, di qui la disperazione che manifesta quando gli viene ricordato. Qualche volta l’ho sentito dire di Maria: “Madre vostra, non madre mia”.

È uno smacco indicibile per il più orgoglioso inchinarsi di fronte alla più umile…

La superbia! E gli uomini superbi non si accorgono di esprimersi a parole come il diavolo. Spesso lui si riferisce agli uomini chiamandoli “teste di c…”, espressione che sentiamo dire tantissime volte in bocca alla gente. Quell’espressione rende volgarmente l’idea di quale stima il diavolo abbia degli uomini! Ricordiamocelo …  ci chiama così. In ogni circostanza molto dipende dalla fede che ciascuno ha, perché la potenza della preghiera dipende direttamente dalla fede che uno ha.

Com’è cominciata la storia del tuo percorso di fede e preghiera accanto a Don Amorth?

Semplicemente, molti anni fa – qualcosa più di trenta – mentre pregavo ho detto a Dio: “Per qualunque cosa, manda me”. L’ho detto così, ma il Signore ci prende in parola. Pochissimo tempo dopo sono entrata a far parte di un gruppo di preghiera a cui partecipava anche Don Amorth, tenendo delle catechesi. Si trattava di un gruppo fondato da un marito e una moglie che lo aiutavano durante gli esorcismi, perché c’è sempre bisogno di un gruppo di preghiera che sostenga il sacerdote.

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