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Sapevate che San Francesco non amava molto un certo animale?

St. Francis
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Perfino il santo patrono degli animali non apprezzava particolarmente questa piccola creatura

San Francesco d’Assisi è noto come amante degli animali. Predicava agli uccelli, ha domato un lupo e parlava a qualsiasi animale fosse disposto ad ascoltarlo.

Secondo una biografia del XIV secolo intitolata I Fioretti di San Francesco, però, non amava particolarmente un animale specifico.

L’autore medievale inizia proclamando un noto principio della spiritualità francescana: “Prendiamo esempio dagli animali e dagli uccelli, che quando ricevono il cibo sono contenti e cercano solo ciò di cui hanno bisogno di ora in ora. Allo stesso modo, anche l’uomo dovrebbe essere contento di ciò che gli basta per sopperire alle sue necessità, non chiedendo altro”.

L’autore spiega poi: “Fr. Egidio ha detto che San Francesco amava le formiche meno di tutti gli altri animali, per via della grande cura che hanno in estate per raccogliere e immagazzinare una riserva di grano per l’inverno, ma diceva di amare molto di più gli uccelli, perché non raccoglievano niente un giorno per l’altro”.

Da questo punto di vista francescano, una persona dovrebbe imitare le parole di Gesù ai suoi apostoli: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?” (Matteo 6, 25-26).

Ciò è perfetto per un francescano che confida totalmente in Dio per provvedere al prossimo pasto, ma può non essere pratico per una famiglia che deve assicurarsi che i figli siano adeguatamente nutriti. Dio ci incoraggia a lavorare, ed è degno di lode fare tutto ciò che possiamo per guadagnare il denaro di cui abbiamo bisogno per sostenere la nostra famiglia.

Il messaggio centrale di Gesù, tuttavia, è che dovremmo confidare in Dio, soprattutto nei periodi di prova, ad esempio per la perdita del lavoro o del denaro. Egli ci ama teneramente e ci darà il cibo di cui abbiamo bisogno. Ciò non ci esime dall’immagazzinare cibo per i tempi difficili, ma ci rassicura del fatto che Dio ha il controllo di tutto.

È interessante che l’autore dei Fioretti aggiunga una lezione spirituale che possiamo imparare dalle formiche.

“Ma la formica ci offre un esempio del fatto che non dovremmo rimanere inattivi nell’estate di questa vita, per non trovarci del tutto vuoti e senza frutto nell’inverno del giudizio ultimo e finale”.

Anche se San Francesco può non aver amato le formiche più di altri animali, sono comunque parte della creazione di Dio e possono insegnarci molte lezioni importanti. Non ha mai detto di “odiare” le formiche (cosa che alcuni di noi potrebbero essere inclini a fare), ma le ammirava per il loro ruolo in natura.

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