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“Tempo del Creato”, un momento di preghiera ed ecumenismo

MINING
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Una iniziativa per la riconciliazione tra cristiani e con il Creato al via dal 1° settembre fino al 4 ottobre.

L’ecologia fatica ancora a trovare un seguito dentro il cattolicesimo popolare, sa ancora troppo di ideologia politica, di eccessi come l’animalismo o peggio come le teorie neomalthusiane, e tuttavia l’uomo di Dio non può esimersi dall’avere un rapporto concreto e positivo con il Creato, perché davvero, fin dalla Genesi, Dio si è compiaciuto della Natura che ha voluto.  Essere il vertice della creazione tuttavia, non vuol dire “bullizzare” tutti gli altri, ma vuol dire essere i più stretti collaboratori di Dio che infatti ci ha nominati guardiani e custodi del Giardino. Spesso ci confondiamo e quella benedizione non è un atto di supremazia sciolto dalla responsabilità:

«Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde» (Gen 1, 28-30)

Il Signore di tutte le cose resta Gesù Cristo, Re dell’Universo, e se quindi è Lui il padrone, allora noi possiamo solo amministrare, e gli amministratori conservano e accrescono, non distruggono e dilapidano il patrimonio. Non si può dire che l’umanità nel suo insieme stia facendo un buon lavoro, allora dobbiamo cambiare il nostro cuore, e l’unico modo per farlo è nella preghiera. Per questo motivo il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha inviato a tutti i vescovi una lettera per invitare le diocesi a momenti di preghiera e di azione concreta a favore del Creato, in quell’ottica formidabile che è l’ecologia integrale.

Questo momento è stato chiamato – profeticamente – “Tempo del Creato” ed è anche una occasione di dialogo ecumenico, questo invito infatti è stato condiviso dalla Comunione Anglicana, dalla Federazione Mondiale Luterana, dal Consiglio Mondiale delle Chiese e dall’Alleanza Evangelica Mondiale.

L’iniziativa riceve inoltre il sostegno del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e quest’anno coincide con la Giornata Mondiale della Biodiversità, oltre che con la Conferenza di Bonn sui cambiamenti climatici, appuntamento internazionale (il primo sul riscaldamento globale da quando sono iniziati i Fridays for Future) in preparazione al vertice sul clima che si svolgerà a dicembre a Santiago del Cile.

Da non dimenticare anche il quarto anniversario della enciclica di Papa Francesco, Laudato si’ – documento guida che innerva tutto questo “Tempo” -, attraverso la quale la Chiesa richiama gli abitanti dei cinque continenti a considerare la cura del creato come parte della propria «responsabilità di guida pastorale» (Vatican Insider)

Il sostegno di Bartolomeo I è importante, è proprio la Chiesa Ortodossa ad essere da anni in campo per un ambientalismo cristiano, ed è anche su questo campo che si gioca una fraternità più forte e concreta tra cattolici e ortodossi, l’attenzione di Francesco a questo tema non è una innovazione, già i suoi predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI avevano accennato a questo problema, ma solo adesso – che i tempi sono maturi – questa tematica trova maggiore spazio nei documenti pontifici.

Un testo con immagini offre idee per vivere l’evento: dagli incontri di adorazione e preghiera alla raccolta di rifiuti, agli appelli per un cambiamento delle politiche per limitare il riscaldamento globale; e per formare comitati per promuovere l’ecologia integrale e partecipare ad attività di advocacy mettendo in pratica la Laudato si’. Molte diocesi e parrocchie in tutto il mondo stanno già pianificando i loro eventi (Vatican News)

Nel testo che accompagnava il lancio dell’iniziativa “Tempo del Creato” una lettera firmata dal Cardinal Turkson, dall’arcivescovo di Canterbury, dal rappresentate di Bartolomeo I e da altri contiene un appello, nel testo si affermava che “con l’aggravarsi della crisi ambientale, noi cristiani siamo urgentemente chiamati ad essere testimoni della nostra fede agendo coraggiosamente per tutelare il dono che condividiamo”. Nel comunicato stampa si riporta la dichiarazione di Tomás Insua, direttore esecutivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, che sostiene: “Celebriamo il Tempo del Creato ogni anno perché è parte essenziale della nostra fede. Onorare il Creatore, proteggere i più vulnerabili: questi sono i valori fondamentali che accogliamo come cattolici e come cristiani”.

E anche – in fondo – il Sinodo sull’Amazzonia, di cui si parla in questi giorni, è coinvolto. L’Amazzonia infatti è davvero il polmone del mondo, da sola la foresta produce il 20% dell’ossigeno di tutto il pianeta, tutelarla e difenderla è un interesse concreto del mondo, le recenti notizie di una ripresa della sua distruzione da parte del governo brasiliano è una notizia drammatica. Pregare per la casa comune dell’umanità è sempre più attuale e necessario.

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