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Meditiamo la Via Crucis con Don Vincent Nagle

CRISTO CORONATO SPINE
nhauscreative via GettyImages
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Pubblichiamo le meditazioni alle stazioni della Via Crucis scritte da don Vincent Nagle, che ci fa così un grande, grande regalo. E’ il cuore della nostra fede, e, se a volte ce ne dimentichiamo, in questa settimana possiamo resettarci e rimettere a fuoco quello in cui crediamo. Buona Settimana Santa.

XIII stazione: Gesù è deposto dalla croce

Con che cura le donne e Nicodemo deposero quel corpo e lo portarono alla sepoltura! L’apparenza era orrenda, ma non si fermarono ad essa; lo portavano nella memoria dell’esperienza, vissuta con lui, fatta da lui, nella memoria, anche penosa, di tutta la promessa della sua vita, del rapporto con lui, dello stare dietro a lui. Non potevano non vivere nella memoria di tutto ciò e perciò con tenerezza hanno raccolto quel corpo massacrato, di certo non bello, esito di una cosa infame e in cui era quasi impossibile riconoscere l’uomo che avevano seguito. Dentro di loro, anche se l’apparenza diceva che era tutto finito male, come
un incubo, sapevano che l’unica cosa ragionevole era aiutarsi a vicenda a ricordare l’esperienza. Vediamo questo oggi, di nuovo, grazie a Dio. Lui non ha finito con noi. Ci darà tante occasioni ancora in cui a noi conviene vivere non dell’apparenza, ma nella memoria dell’esperienza del cammino fatto con lui, per poter avvicinare teneramente le persone che abbiamo davanti, i rapporti che ci sembrano distrutti, le amicizie che paiono sparite, le alleanze che sono virate in inimicizia, tutte queste cose diventate per noi orrende, possiamo guardare con compassione e speranza queste cose perché viviamo memori dell’esperienza del cammino che compiamo con lui. L’apparenza dice “sconfitta” ma l’esperienza con Lui ci dice “sperate ancora.” E’ la promessa vera che riceviamo qui.

XIV stazione: scommettere su Gesù

Le donne dopo la sepoltura di Gesù stavano a guardare a distanza. Perché stavano a distanza? L’esperienza della verità del cammino fatto con lui diceva nel loro cuore “è tutto finito?” Tutto è sepolto, ma non può finire così, è un incubo ma non può finire così. Credevano già nella resurrezione? Non lo so, ma una cosa è certa: credevano che la vita promessa da Cristo e dal
cammino fatto con lui era così vera che, anche in quel momento, una lealtà con quell’esperienza non permetteva di dire “era tutta una illusione, tutto falso”. Quindi nascevano solo queste parole: non può finire così, l’apparenza dice questo, ma l’esperienza dice NO! Che cos’è la vita cristiana? La Madonna nei suoi messaggi ripete spesso: decidetevi per Dio. Io aggiungo anche una parola mia perché credo che corrisponda a quello che sta dicendo lei. Dobbiamo scommettere su qualcosa nella vita. Possiamo farlo su noi stessi, ma chi si è guardato allo specchio questa mattina ha capito che forse non è la strada giusta. Si può scommettere su tante cose: le nuove tecnologie, sulle persone che ci amano ( è già qualcosa), ma anche loro devono guardarsi allo specchio. No. Anche l’esperienza più vera di amicizia con le persone intorno a noi ci fa dire: scommetto su Dio. Che cosa vuol dire scommettere? La dipendenza dal gioco è una cosa terribile, ma come le altre dipendenze permette di capire che cosa sta succedendo: quell’esperienza di scommettere sul destino significa che sei vivo. In cuor tuo stai dicendo che la vita può e deve essere di più. Farlo con il gioco è un inganno totale, una tragedia, ma la dinamica che sta sotto si può comprendere.
Scommettere sul matrimonio è vocazione, ma se significa scommettere sullo sposo o la sposa potrebbe non andare bene. Essendo una vocazione, la scommessa è su chi ci ha chiamato. Questo sì è per Dio. La prima conversazione che ho avuto con don Giussani era proprio su questa affermazione del “di più”, della scommessa, della vita. Lui aveva parlato per più di due ore di questo ed io, che stavo imparando l’italiano da poche settimane, sono andato da lui dicendo che avevo una domanda. Mi ha chiesto quale fosse. Allora ho domandato in che cosa consiste questo “di più” di cui aveva parlato. Ha voluto sapere perché glielo
chiedevo, così ho risposto che avevo da poco terminato i miei studi a Berkley ( una delle fonti mondiali del pensiero cristiano anticristiano) dove tutti parlano di un di più che consiste negli aspetti rivoluzionari che avevano in mente loro. Lui ha alzato la mano dicendo “La tua domanda non mi interessa affatto!” e se ne è andato. Perché? Perché io non stavo parlando della mia esperienza del di più. Era sdegnato per aver perso trenta secondi della sua vita in una conversazione che era solo pura dialettica, utile per vincere in un dibattito. Avrebbe fatto di tutto solo per aiutarmi ad andare in fondo a quell’esperienza su cui scommettevo, per questo avrebbe dato anche la vita. Su questo dobbiamo scommettere, non sull’avere ragione. E’ terribile quanto ci sentiamo protetti e sicuri quando qualcuno ci dice che abbiamo ragione. Per vivere il di più ci vuole solamente una piccola frazione di questo “di più”, quella sufficiente a farmi riconoscere la parte di esperienza che mi dice “scommetti su di me; ogni apparenza poi potrà essere contraria ma, ora, scommetti su di me”.
Questo è ciò che chiede la Madonna quando dice “convertitevi!”.

 

QUI la Via Crucis con le meditazioni di don Vincent Nagle scaricabile in pdf

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DI COSTANZA MIRIANO

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