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L’adultera non lo sa. Non è un amante che cerca, ma l’Amato!

© Public Domain
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Quando, ogni giorno, vibra nel cuore il giudizio inclemente verso se stessi e verso gli altri, emerge il giudizio di Dio che è la misericordia. Dove tutti ci abbandonano, dove tutto, giustamente e ragionevolmente, ci condanna, il suo amore è l’ultima Parola

Per questo Gesù ci dice oggi: “chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Tutti hanno peccato. Tutti hanno commesso adulterio con il demonio separandosi da Dio. Tutti hanno creduto alla menzogna e hanno pensato di poter essere diversi, come Dio. E tutti sono morti. Allora, che fate? Vi cominciate a prendere a sassate fino a che non vi ammazzate tutti? E’ questo che diceva Mosè? No, perché la Torah parla di me, in ogni sua pagina. Annuncia che davvero i vostri peccati sarebbero stati la mia accusa e la mia condanna, scritti tutti sulla Croce. Annuncia il perdono per ogni peccato, l’unico giudizio capace di estirpare il male e scrivere la Legge nel cuore. Guardiamoci dentro allora, e non potremo far altro che “tornare a casa”, a cominciare dai più “vecchi”, arrugginiti nei peccati.

E convertirci e chiedere perdono a quanti abbiamo giudicato, anche alla moglie adultera, anche al marito assente che ha tradito. “Dove sono gli accusatori?” Dov’è il documento che ci condanna? Quando, ogni giorno, vibra nel cuore il giudizio inclemente verso se stessi e verso gli altri, emerge il giudizio di Dio che è la misericordia. Dove tutti ci abbandonano, dove tutto, giustamente e ragionevolmente, ci condanna, il suo amore è l’ultima Parola. Gesù, il comandamento del Padre scritto sulla terra della nostra esistenza, il Cielo inciso sul nostro cuore, la misericordia nella nostra debolezza; Gesù, che ci ripete oggi: “neanche io ti condanno”.

Chi ha incontrato l’amore gratuito di Cristo, chi ha sperimentato che “nessuno” l’ha condannato, “va, cammina nella Chiesa in una vita nuova, la vita di Cristo, e per questo non pecca più”; guarda l’altro con gli occhi e il cuore di Cristo, e gli ripete le stesse parole: neanche io ti condanno. Una “donna” che incontra Cristo cesserà di tradire Dio, se stessa, suo marito e suoi figli. In Lui che consegna se stesso per lei ha, infatti, trovato lo Sposo che la ama così come è. In Lui può essere “donna”, moglie e madre sino in fondo, sottomessa per amore a Cristo al marito che non sa più condannare… E come lei ciascuno di noi in questa Pasqua, perdonati per accogliere tutti nella misericordia.

QUI IL LINK AL POSTO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON ANTONELLO IAPICCA

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