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Voleva derubarmi, ma mi ha aiutato a ritrovare il mio Tesoro

SOLDI, MANO, LADRO
Shutterstock
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"Dov’è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore" ... e certi imprevisti mi hanno ricordato quanto miseramente sto lasciando attaccare il cuore a cose futili.

Ero fermo in macchina questa mattina, avevo accostato lungo un viale alberato in città e con le mie 4 frecce lampeggianti ero tranquillo mentre cercavo di caricare un video su Instagram ed ascoltavo Liberami (un canto allo Spirito Santo scritto e suonato dai mitici Kantiere Kairòs). Ed è così che oggi il Signore mi ha liberato. Ve lo racconto rapidamente.

Un vecchietto si avvicina al finestrino e con fare amichevole inizia a salutarmi e a parlarmi. Abbasso un po’ il volume dello stereo e un po’ il finestrino per capire cosa stesse dicendomi questo sconosciuto.

Lui mi chiedeva: “Come stai? Tutto bene? Stai lavorando in questo periodo?” e mentre mi inizia a raccontare che lui con questa bella giornata è uscito a farsi una passeggiata, infila la mano nell’abitacolo e cerca di aprire dall’interno lo sportello cercando a tentoni la maniglia.

A quel punto gli sposto con fermezza la mano fuori dal finestrino e gli dico: “Vai via!!!”.

Lui si allontana ed io resto lì con il cuore che mi batteva forte per lo spavento: un uomo stava cercando di rubarmi qualcosa. In questi casi ci si agita molto ed il cuore batte forte.

Questo simpatico uomo sulla settantina oggi,  con questo bel sole e clima primaverile, era uscito a fare una passeggiata … con l’intento di rubare qualcosa a qualcuno. Ed ha incontrato me e mi ha messo in crisi poiché mi sono tornate in mente le parole di Gesù: “Dov’è il vostro tesoro, là è anche il vostro cuore”. (Matteo 6,21)

Ed ecco il mio tesoro che stamattina ho temuto di perdere: un cellulare cinese, una Panda, pochi spiccioli in tasca. Ma aldilà del valore economico, quello che ho temuto è che il vecchio ladro potesse rubare qualcosa di mio.

“MIO”: ecco il problema. Il vento che ha soffiato sul mio cuore e gli ha fatto fare le onde si chiama “possesso”.

Appena tocchi il Tesoro, il Cuore si agita. Lo dice Gesù. Tesoro e Cuore sono legati ad un’unica corda. Appena ti toccano il Tesoro, il Cuore suona l’allarme.

Oggi pomeriggio ero sul divano e mentre accendevo il PC per fare cose importantissime (tipo c-a-***g-g-i-a-r-e) mia moglie mi dice:  “C’è la bambina da vestire e portare dai nonni. Lo fai tu?. Io le rispondo con l’aria di un grande imprenditore che deve salvare la sua azienda: Io??? Noo di certo! Non posso perdere tempo, ho da fare!”; e in sottofondo sento il cuore che ancora una volta batte due colpi forti: “Tum Tum!!

Hoi Hoi! Pare che qualcuno abbia nuovamente toccato il mio Tesoro e lo dico con certezza, giacché ho subito mostrato i denti per difenderlo dopo aver sentito il cuore che mi si agita. Ecco ancora qualcosa di “MIO, ed ecco non posso permettere che mia figlia mi rubi il tempo che, appunto, “è MIO”.

Ed è quando hai questa mentalità nel sangue che passa un vecchietto qualunque o una figlia che ha bisogno di essere accompagnata dai nonni, ed ecco che riescono a rubarti la pace, quella del cuore, si.

Ma allora in questa giornata di tesori rapinati e cuori agitati, in cui – per Grazia – riconosco di quanto miseramente sto lasciando attaccare il cuore a cose futili e che queste cose futili mi portano via la Pace, con le mani giunte e gli occhi al cielo prego il Signore Gesù chiedendogli di realizzare in me quel passo del Vangelo in cui Lui dice:

“Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. (Matteo 6, 19-20)

BIEDNY CZŁOWIEK
Aa Dil/Unsplash | CC0

Morale della storia (non è una favola): ho capito che se il mio cuore si lega al Cielo e a Chi lo abita sarò veramente libero.

Ed è così che il Signore oggi con quel vecchietto mi ha permesso di liberarmi un po’.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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