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Il Natale NON è la festa di compleanno di Gesù

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Dom Henrique - Roberta Sciamplicotti - pubblicato il 30/11/18

Alcuni pensano che celebrare il Natale sia commemorare il giorno della nascita di Gesù, ma non è mai stato ciò che intende la Chiesa riguardo a questo tempo liturgico

Alcuni pensano che celebrare il Natale sia commemorare il giorno della nascita di Gesù, e c’è chi arriva addirittura a cantare “Tanti auguri a te”, cosa del tutto fuori luogo, contraria al sentimento della Chiesa ed estranea al senso della celebrazione dei cristiani. Ma se non celebriamo la data di nascita di Gesù, cosa facciamo a Natale?

Innanzitutto bisogna capire cosa sia la liturgia, la celebrazione della Chiesa.

Il nostro Dio, quando ha voluto salvarci, ha agito nella nostra storia. In primo luogo ha agito nella storia di tutta l’umanità, guidando in modo segreto e saggio tutti gli esseri umani e la loro storia. Basta pensare ai santi pagani dell’Antico Testamento – santi che non appartenevano al popolo di Israele: Sant’Abele, Sant’Enoc, San Matusalemme, San Noè, San Melchisedek, San Giobbe… Nessuno di loro apparteneva al popolo di Dio, e tuttavia Dio agiva attraverso di loro… In seguito Dio ha agito in modo forte, aperto e intenso nella storia del popolo di Israele, con le parole infuocate dei profeti, con la mano tesa e il braccio potente nelle opere meravigliose a beneficio del suo popolo eletto.


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Dio ha infine agito in modo pieno e totale, facendosi personalmente presente, in Gesù Cristo, che è il culmine, il centro e la finalità della rivelazione e dell’azione di Dio: in Gesù, tutto ciò che Dio ha sognato per noi si è realizzato in modo pieno, unico, assoluto, completo e definitivo! E allora il nostro Dio non si rivela principalmente con insegnamenti, dottrine e consigli, ma con azioni concrete e parole concrete d’amore! E tutto questo è giunto a pienezza nella vita, nei gesti, nelle parole e nelle azioni di Gesù Cristo!

Sono queste opere salvifiche di Dio, realizzate in modo pieno in Gesù, che rendiamo presenti nella nostra vita quando celebriamo la Santa Liturgia, soprattutto l’Eucaristia! Nella forza dello Spirito Santo di Gesù, attraverso le parole, i gesti e i simboli liturgici, gli eventi del passato – tutti riassunti in Cristo: nella sua Incarnazione, nella sua Nascita, nel suo ministero, nella Morte e Resurrezione e nel dono del suo Spirito – diventano presenti nella nostra vita.


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Vediamo ora il caso del Natale. Quando la Chiesa celebra le cinque feste del Natale non vuole celebrare il compleanno del Bambino Gesù. Ciò che vuole fare è rendere presente per noi, nella forza dello Spirito Santo, la grazia della venuta di Cristo. Celebrando la liturgia del Natale, l’evento del passato (la Manifestazione del Figlio di Dio) diventa presente nell’oggi della nostra vita! Nella liturgia del Natale la Chiesa non dice “Duemila anni fa è nato Gesù!” Niente di tutto questo! Ciò che dice è “Rallegriamoci tutti nel Signore perché è nato nel mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo!” (Antifona d’ingresso della Messa della notte di Natale).

In Gesù, tutto ciò che Dio ha sognato per noi si è realizzato in modo pieno, unico, assoluto, completo e definitivo!

Celebrando allora le sante feste del Natale, celebriamo la manifestazione del Salvatore nel nostro oggi, nella nostra vita, nel nostro mondo! La liturgia ha questa caratteristica: nella forza dello Spirito Santo rende presente realmente, davvero, quell’evento avvenuto nel passato. Non è una ripetizione dell’evento, né un ricordo! È invece quello che la Bibbia definisce memoriale, ovvero rendere presenti gli atti di salvezza di Dio!

L’Eucaristia è la celebrazione, il memoriale della Pasqua del Signore. A Natale celebriamo quindi la Messa, che è la Pasqua? Com’è che nel Natale la Chiesa inserisce già la celebrazione della Pasqua? Il fatto è che l’Eucaristia non è solo la celebrazione della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo! Sarebbe un’idea molto meschina, ristretta! In ogni Messa c’è tutto il mistero della nostra salvezza che si rende presente, tutto ciò che Dio ha compiuto per noi, dalla creazione ad oggi… e tutto questo ha il suo centro in Gesù: nella sua Incarnazione, nella sua vita e nella sua predicazione, e raggiunge il suo culmine nella sua morte e resurrezione, nella sua ascensione e nel dono dello Spirito Santo. E allora celebriamo le cinque feste del Natale celebrando la Messa, perché lì il mistero, l’evento della nostra salvezza, diventa presente e agisce nella nostra vita.

Attraverso le parole, i gesti e i simboli liturgici, gli eventi del passato diventano presenti nella nostra vita.




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Tornando a casa dopo la Messa di Natale possiamo dire: “Oggi ho visto, oggi ho sentito, oggi ho sperimentato, oggi ho testimoniato e oggi annuncio: è nato per noi, è nato per il mondo un Salvatore! È venuto, non ci ha lasciati, si è fatto nostro compagno di cammino!” Celebrando l’Eucaristia del Natale riceviamo la grazia del Natale, entriamo in comunione con Cristo venuto a Natale, perché riceviamo nel Corpo e Sangue del Signore Cristo stesso nato per noi, e ora Cristo risorto, pieno di Spirito Santo! È incredibile, ma la grazia del Natale arriva a noi più di quanto è arrivata a Maria e Giuseppe, ai pastori e ai magi. Perché essi hanno visto un bambino nella mangiatoia, mentre noi lo riceviamo dentro di noi, il suo Corpo nel nostro corpo, il suo Sangue nel nostro sangue, la sua Anima nella nostra anima, il suo Spirito nel nostro spirito… e non più un bambino fragile, con la sua vita umana, ma il Figlio ora glorificato, con una natura umana immortale e gloriosa, che ci trasformerà per la vita eterna.

E allora, questo Natale nessuno canti gli auguri al Bambino Gesù o invidi i pastori e i magi… Anche per noi oggi è nato un Salvatore: il Cristo risorto, glorioso, che riceviamo nel suo Corpo e nel suo Sangue e il cui mistero celebriamo nei gesti, nelle parole e nei simboli della liturgia!

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