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7 atteggiamenti che possono rubare al Natale il suo vero significato (e come combatterli)

BABBO NATALE CORNA DIVERTENTE
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di Silvana Ramos

Siamo alle porte dell’Avvento, un periodo che dovrebbe riempire tutti noi cristiani di speranza e di cui dovremmo approfittare come tempo liturgico speciale per crescere nello spirito. Coincidendo con la fine dell’anno, celebrazioni e feste abbondano.

Lungi dal poter dedicare il tempo sufficiente al nostro spirito, sembrerebbe che il mese di dicembre si trasformi in un uragano di disordine e caos a cui sembra impossibile sfuggire. Alcuni cercano di fare le cose nel miglior modo possibile adattandosi alla situazione, altri pianificano, ma al momento della verità non si rispettano gli impegni e si viene travolti da dicembre e dal Natale. Ciò fa sì che spesso una festa che dovrebbe essere caratterizzata da grande gioia diventi un pretesto per malumore, tristezza e critiche.

A Catholic Link abbiamo scoperto alcuni atteggiamenti che si presentano anno dopo anno e si accentuano col passare dell’età che ci allontanano dal vero senso del Natale: la gioia e la celebrazione perché “è nato il Salvatore: il Messia, il Signore”. Ve li presentiamo in questa sede insieme ad alcuni suggerimenti per poterli combattere. Quest’anno l’Avvento non vi colga alla sprovvista!

1. Darsi agli acquisti sfrenati

Tra le decorazioni che sembrano essere sempre più elaborate ed esotiche e le migliaia di regali che si “devono” fare, andare a fare shopping è l’attività più frequente e irrinunciabile del mese di dicembre. Non contenti di questo, astutamente i geni del marketing hanno elaborato una serie di eventi in cui sconti e offerte inondano non solo i centri commerciali, ma anche il cyberspazio. Comprare diventa un obbligo, e guai a chi non lo rispetta. In fondo Natale riguarda i regali, giusto?

È vero che il Natale merita una celebrazione speciale e che un regalo simboleggia in qualche modo l’affetto e la considerazione che abbiamo l’uno per l’altro, soprattutto in famiglia, ma nello shopping sfrenato dimentichiamo il dono più grande, quello che non si compra, e anche che questo dono, il nostro Salvatore, è venuto al mondo nel modo più semplice e povero possibile. È nato in una mangiatoia, tra animali, erba secca e sporcizia. Il tesoro più grande che ha avuto (e che ha donato) è stato l’amore. Prima che inizi tutta questa follia, quindi, fermiamoci un momento a pensare a questo. È vero che si tratta di un periodo liturgico che merita un’attenzione e una celebrazione speciali, ma bisogna ricordare chi non ha nulla ed esercitarsi nell’amore. Non abbiamo bisogno di comprare tante cose! Vediamo se questo Natale diventeremo creativi e regaleremo qualcosa che il denaro non può comprare.

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Tags:
natale
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