Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Aleppo: grazie allo zelo dei francescani si può curare la depressione dei bambini

BAMBINA, ALEPPO, SIRIA
Shutterstock
Condividi

La città cerca di rinascere tra la polvere delle macerie, che però lasciano a pezzi anche le anime: la depressione da conflitto porta molti piccoli all’orlo del suicidio. Grazie ai Francescani esiste un centro per assisterli

Una fitta coltre di polvere avvolge la città di Aleppo, ultima tappa del nostro viaggio in Siria, tanto da coprire il sole. Sabbia e polvere che – secondo alcuni – arrivano da est, dalle macerie, e rendono l’aria irrespirabile, quasi a voler soffocare nuovamente questa città così dolorosamente tormentata e che da un anno a questa parte ha ripreso a respirare.

La vita infatti è tornata ad Aleppo, in molte parti si vedono importanti lavori di ricostruzione e alcuni negozi hanno riaperto. Così come è stata riaperta da poco la Cittadella antica, orgoglio della città un tempo meta gettonata da turisti da tutto il mondo. Una buona notizia, perché fino a poco tempo fa questo luogo era presidio militare: da questa collina una cinquantina di militari resisteva all’inesorabile avanzata dei miliziani dell’ISIS che avevano già invaso la parte est di Aleppo e li aveva circondati da ogni dove.

Leggi anche: Siria: la mirabile testimonianza di fede di Christine, un’adolescente ferita ridotta in sedia a rotelle

“Se fosse caduta la Cittadella sarebbe stata la fine, perché da qui partono una serie di tunnel sotterranei che si diramano per tutta la città e arrivano ovunque”. Ce lo racconta Yorgo, mentre saliamo le rovine antiche dietro ad una fila di bambini in visita con la scuola; anche questa è una novità di questi giorni. Yorgo è il tecnico responsabile del coordinamento dei progetti di distribuzione di pacchi alimentari e medicinali, sostenuto da ATS pro Terra Sancta presso la parrocchia di San Francesco ad Aleppo nel quartiere di Azizieh. Un’attività che ha aiutato moltissime famiglie negli anni più duri del conflitto e che continua a sostenere circa 12.000 persone ogni mese.

Ameer Alhalbi via AFP

Anche Yorgo ha beneficiato di uno dei molti progetti di ATS ad Aleppo, in questi otto anni di guerra. “Avevo perso tutto – ci racconta – non avevamo più acqua e pochissimo cibo. Mi avevano detto che presso la parrocchia dei francescani veniva distribuita l’acqua dai pozzi, così mi sono rivolto a loro. Da lì è iniziata la mia storia insieme ai francescani e ad ATS”. Quel giorno Yorgo ha incontrato fra Ibrahim Alsabagh, il parroco della chiesa di San Francesco ad Aleppo Azizieh che gli ha chiesto di seguire la logistica dei progetti in corso. “Mi ha letteralmente salvato la vita”, ci dice ancora, “prima della guerra avevo una catena di negozi di antichità, viaggiavo in tutto il mondo per recuperare mobili e oggetti antichi, ma da un giorno con l’altro mi sono ritrovato senza niente: mi hanno scassinato i negozi e derubato di tutto. Non avevo più lavoro e io e la mia famiglia facevamo la fame”. Yorgo è davvero grato, lo dimostra la sua instancabile disponibilità e il suo grande lavoro. “Credetemi – ci ripete in continuazione – senza di voi noi cristiani non esisteremmo più qui”.

Leggi anche: Dalla Siria: Maya cammina grazie a due lattine trasformate in protesi dal papà

Nel frattempo arriviamo alle mura della cittadella, tappezzate di postazioni militari fatte di sacchi di iuta e coperte e circondate da bidoni di metallo, il suolo ancora ricoperto da un tappeto di bossoli e resti di colpi di mortaio. Non è difficile immaginare i soldati appostati qui per due anni senza poter mai uscire, riforniti dicibo e munizioni da un elicottero una volta al mese. Ma ciò che ci impressiona maggiormente è la vista che si presenta ai nostri occhi quando ci affacciamo da una delle postazioni sulle balaustre: all’orizzonte solo macerie e ancora macerie.  Le guardiamo in silenzio, mentre la polvere sembra elevarsi davvero da li, dai condomini, dagli hotel e perfino dalle moschee distrutte.

Ci vorranno più di 20 anni per ricostruire questo disastro” ci dice Yorgo. E ci vorrà ancora di più forse per ricostruire le macerie di un’umanità ferita, quelle che ogni uomo, donna o bambino qui si porta dentro. Soprattutto i bambini, come il piccolo Hani di sei anni, che un mese fa ha tentato il suicidio.  

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.